ROMA (ITALPRESS) - "Non eravamo abituate a questo seguito, ma fa piacere che l'Italia si sia radunata con una pizza e una birra a guardarci, come succede sempre con i ragazzi e questo è un motivo di orgoglio. Abbiamo giocato in stadi da 30mila posti sempre pieni. Bisogna credere nei club perché possono offrire qualcosa di bello al movimento". Queste le parole di Cristiana Girelli, capitana della Nazionale di calcio femminile, a margine dell'incontro al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella, con le azzurre al rientro dagli Europei.
00:00Questi numeri eravamo di sorpresa anche noi perché non siamo abituati, è bello sapere che tutto un paese si è radunato magari con una pizza e una birra a guardarci, come proprio succede con la nazionale maschile, quindi per noi è stato veramente un motivo di orgoglio, volevamo regalare un'altra nota agli italiani, eravamo venuti da questo e questo è un rammarico importante.
00:30Oggi vogliamo essere solo orgogliosi, se vogliamo proprio guardarla tutta forse penserei 7 minuti di recupero che forse è stata un'esagerazione perché 7 minuti di recupero non è entrata in ambulanza, non c'è stato richiamo al VAR, quindi già quelli mi sembravano abbastanza eccessivi e se il gol è arrivato a 5 minuti e 10 forse un po' di rammarico in questo senso c'era.
00:52Il fallo purtroppo, da quello che sappiamo una volta che l'arbitro fischia poi fatica il VAR ad andare a riprendere un'ecisione dell'arbitro in campo, ci si piace tantissimo perché credo che una decisione così importante al 120esimo che ti porta in finale,
01:10a impaglio una finale, una decisione così importante forse, insomma, avrei aspettato un attimo, abbiamo giocato i stadi con 30.000 persone e sono stati riempiti tutti, quindi
01:20in un paese dove la Svizzera è forse paragonabile come calcio femminile alla nostra Italia, quindi al di là degli stipendi io credo che sia importante investire nelle strutture, negli stadi
01:33e credere fortemente che noi, club, possano offrire qualcosa di bello, quindi aprire gli stadi potrebbe essere una cosa principale.
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