Roma, 11 set. (askanews) - Si intitola "Spazi di Resistenza" la mostra che inaugura la nuova stagione espositiva al Mattatoio di Roma e sarà visitabile fino al 12 ottobre. Sei artiste, tre italiane e tre bosniache, ricordano attraverso le loro opere il trentesimo anniversario della fine della guerra in Bosnia-Erzegovina, dell'assedio di Sarajevo e del genocidio di Srebrenica. L'esposizione, nata da un'idea della vicepresidente Azienda Speciale Palexpo Ivana Della Portella e curata da Benedetta Carpi De Resmini, intreccia arte e memoria e si configura come un percorso poetico e politico, che attraversa il trauma e la guarigione. Dalle opere di queste artiste emerge una riflessione ampia e profondamente attuale sul presente post-bellico.La vicepresidente del Palexpo ha spiegato: "Ci piaceva proprio questo, uno sguardo femminile sull'aspetto, che però non è solo legato alla memoria o al racconto delle violenze subite, al dramma di queste morti, e anche della sofferenza generale, che c'è stata ed è stata drammatica, ma l'idea che questa memoria fosse sublimata e trasposta in chiave artistica, in forma di rigenerazione, di percorso interiore, di capacità di dare nuovo vigore, positivo, rigenerativo".E a proposito di rigenerazione proseguono i lavori nell'area dell'ex Mattatoio, che presto diventerà la Città delle Arti e ospiterà il Museo della Fotografia. E' appena nata, infatti, la Fondazione Mattatoio di Roma, che punterà alla valorizzazione del complesso come luogo di produzione di attività artistica, formativa, di ricerca e di fruizione della cultura.
00:00Si intitola Spazi di Resistenza, la mostra che inaugura la nuova stagione espositiva al Mattatoio di Roma e sarà visitabile fino al 12 ottobre.
00:11Sei artiste, tre italiane e tre bosniache, ricordano attraverso le loro opere il trentesimo anniversario della fine della guerra in Bosnia-Herzegovina, dell'assedio di Sarajevo e del genocidio di Sebranica.
00:25L'esposizione, nata da un'idea della vicepresidente azienda speciale Palaexpo Ivana della Portella e curata da Benedetta Carpi de Resmini, intreccia arte e memoria e si configura come un percorso poetico e politico che attraversa il trauma e la guarigione.
00:45Dalle opere di queste artiste emerge una riflessione ampia e profondamente attuale sul presente post bellico.
00:54Ci piaceva proprio questo, questo sguardo femminile sull'aspetto che però non è solo legato alla memoria o al racconto delle violenze subite, del dramma di queste morti e anche della sofferenza generale che c'è stata ed è stata drammatica.
01:10Ma l'idea che questa memoria fosse in qualche modo sublimata e trasposta in chiave artistica in forma di rigenerazione, di percorso interiore, di capacità di dare nuovo vigore positivo, rigenerativo.
01:29E a proposito di rigenerazione proseguono i lavori nell'area dell'ex mattatoio che presto diventerà la città delle arti e ospiterà il museo della fotografia.
01:42È appena nata infatti la Fondazione Mattatoio di Roma che punterà alla valorizzazione del complesso come luogo di produzione di attività artistiche, formative, di ricerca e di fruizione della cultura.
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