Si è conclusa oggi 19 settembre l’esercitazione «Extreme Patrol», che per tre giorni e tre notti ha trasformato la zona tra Ega, Passo Costalunga e Moena - al confine tra le province di Trento e Bolzano - in un grande campo di battaglia. Dodici pattuglie delle Truppe Alpine dell’Esercito sono state impegnate nella simulazione di uno scenario di guerra in un ambiente montano durante il periodo estivo. Protagonisti dell’addestramento, organizzato dal comando delle truppe alpine di Bolzano, sono stati gli uomini e le donne della Brigata alpina Taurinense e della Brigata alpina Julia. Ciascuna pattuglia, composta da dieci alpini, ha affrontato una serie di prove valutate da un un gruppo di istruttori militari di sci, alpinismo e combattimento in montagna, che hanno assegnato un punteggio per ogni test. Dopo l’iniziale infiltrazione (tattica militare che consiste nell’introdurre una pattuglia all'interno di un territorio nemico) dall’elicottero, il primo scoglio da superare è stato un vero è proprio ostacolo naturale: un itinerario verticale di 370 metri che ha visto i militari arrampicarsi lungo un pendio roccioso. C’è stato poi spazio per la simulazione di un combattimento, terminato con la prova di soccorso di un ferito e l’evacuazione in elicottero. L’ultima prova è stata il guado di un tratto di oltre 70 metri del lago alpino di Soraga, con i soldati che hanno portato con sé tutto il proprio equipaggiamento - armi e zaino compresi - anche dentro l'acqua. L’addestramento - oltre a costituire un test fisico, mentale e tecnico – è stato importante anche perché ha messo in risalto l’importanza della collaborazione tra i soldati in un contesto delicato come quello di un conflitto. L’esercitazione è parte delle della brigata Julia nell’ambito delle attività di addestramento dell’Arf (Allied reaction force), forza d’intervento della Nato che ha l’obiettivo di fornire una risposta rapida alle crisi.
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