“La ricerca clinica in campo cardiovascolare permette di allungare la vita dei pazienti e di migliorarla. Costituisce inoltre un potente motore di avanzamento delle strutture sanitarie, perché migliora la qualità delle cure”. Lo ha detto Michele Senni, direttore di Cardiologia 1 e dipartimento Cardiovascolare dell'ospedale Papa XXIII di Bergamo e professore di Cardiologia all’università Bicocca di Milano, partecipando all’evento di Investigator’s Meeting che si è svolto a Roma su varie aree della ricerca clinica che AstraZeneca conduce in Italia.
00:30Cosa è un potente motore di avanzamento delle strutture sanitarie perché migliora la qualità delle cure e è uno stimolo importante per i professionisti che lavorano all'interno di queste strutture.
00:45Le aziende farmaceutiche sono un punto fondamentale. Va ammesso che gran parte dei passi in avanti che sono stati fatti nell'ambito cardiovascolare per quanto riguarda la ricerca farmaceutica è stata basata sostanzialmente negli ultimi anni dalle aziende farmaceutiche.
01:05Credo che la collaborazione tra sanitari e aziende farmaceutiche sia fondamentale perché loro permettono di portare avanti delle ricerche che difficilmente sarebbero sostenibili dalle singole strutture,
01:20anche quelle di ricerca pubblica, ma dall'altra parte il sistema sanitario può garantire quella rete di ospedali, ambulatori che fornisca poi quella che è la disponibilità di pazienti su cui vengono testate i nuovi farmaci.
01:39Penso che c'è veramente un grande ammetto nell'ambito cardiovascolare. La cardiologia è stata una punta di diamante per anni e decenni.
01:50Ora va ammesso, siamo stati superati da altre branche della medicina, quale l'ematologia, l'oncologia stessa, la reumatologia, dove il grande passo in avanti è stata la personalizzazione della ricerca,
02:05cioè la personalizzazione della terapia sul singolo paziente, sul Mario Rossi che deve avere le proprie terapie e non terapie in cui c'è una pillola che funziona per tutti.
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