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https://www.pupia.tv - Roma - Indagine conoscitiva Artico – Audizione Riccardo Sessa - SIOI
Alle ore 15.15, il Comitato permanente sulla politica estera per l’artico, istituito presso la Commissione Esteri, in merito all'indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico, ha svolto l'audizione di Riccardo Sessa, presidente della Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi).(22.10.25)

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Trascrizione
00:00Sì che la partecipazione da remoto è consentita a colleghe e colleghi secondo le modalità
00:10stabilite dalla Giunta per il Regolamento.
00:13L'Ordine del giorno reca nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella
00:19Regione dell'Artico l'audizione di Riccardo Sessa, Presidente della Società Italiana
00:23per l'Organizzazione Internazionale, SIOI. Anche a nome dei componenti della Commissione
00:29saluto e ringrazio per la disponibilità a prendere parte ai nostri lavori l'Ambasciatore
00:35Sessa, accompagnato dalla Dottoressa Alessandra Caruso, Direttrice dell'Unità Analisi e Ricerca
00:40della SIOI. L'Ambasciatore Sessa non richiede particolari presentazioni, credo. Ricordo che
00:46è stato ambasciatore d'Italia, Belgrado, Tehran, Pechino, Ulamatar e rappresentante permanente
00:52presso la Nata a Bruxelles. Oltre a rivestire importanti incarichi nel Ministero degli Affari
00:56esteri, è stato consigliere diplomatico del Ministro della Difesa e capo della Segreteria
01:01del Presidente del Consiglio dei Ministri. Segnala altresì che la Società Italiana per
01:06l'Organizzazione Internazionale ha dimostrato una precoce attenzione per le tematiche relative
01:11alla geopolitica della Regione Artica. Tra le altre cose, dal 2018 organizza attualmente
01:16la conferenza Arctic Connections. È prevista per l'autunno la pubblicazione del volume
01:21Artico, il vicino Nord, che è un'introduzione alla comprensione dell'identità artica e allo
01:28stesso tempo alle implicazioni globali delle dinamiche transpolari. Considerati i tempi stretti
01:34dell'audizione, cedo subito la parola all'Ambasciatore affinché possa svolgere il proprio intervento.
01:38E così è aggiunto anche l'On. Pizzimenti, sempre della Lega. Grazie, prego.
01:43Presidente, ringrazio soprattutto per la sensibilità della Commissione esteri di aver istituito
01:58un comitato sull'Artico e per averci voluto coinvolgere insieme ad altre istituzioni, ad
02:07altri incontri che avete avuto su questo argomento. Noi, come Sioi, riteniamo di poterci considerare
02:17abbastanza orgogliosi di essere stati tra i primi a occuparci seriamente delle tematiche
02:25sull'Artico. È stata, lo ricordo sempre, una intuizione del mio predecessore, ad alcuni
02:34di voi sicuramente ben noto, Franco Frattini, che era all'epoca Presidente della Sioi, con
02:42il quale noi inaugurammo già nel 2016 un primo corso di approfondimento e di alta formazione
02:53sulla geopolitica dell'Artico. Nell'anno seguente, nel 2017, abbiamo allacciato rapporti con i
03:02norvegesi e nel 2018 abbiamo creato, come lei ha ricordato poco fa, un evento che è diventato
03:12da allora una concadenza annuale, un appuntamento che, devo dire, praticamente fino forse a due
03:19anni fa, non vado più indietro, ero tentato di dire un anno fa, ma diciamo pure due anni
03:25fa, l'unico serio momento di riflessione in Italia sulle problematiche dell'Artico.
03:36Poi improvvisamente è scoppiato un grande interesse e questo non può che rallegrarci,
03:43perché conferma la validità della scelta che avevamo fatto, scelta che ci ha portato negli anni
03:51a creare un evento che noi chiamiamo Arctic Connections, che organizziamo, ripeto, ogni anno
04:00con la collaborazione di autorità norvegesi, non solo governative, ma anche degli ambienti
04:06universitari, del Ministro degli Esteri, ovviamente, della Marina Militare, con la quale noi abbiamo
04:15un accordo di collaborazione molto stretta, che è ovviamente molto coinvolta, anche se
04:22fosse solo in materia di attenzione nei confronti delle problematiche dell'Artico.
04:28Adesso, ripeto, noto che se ne sta parlando negli ambienti parlamentari, ma anche negli ambienti
04:36industriali, negli ambienti militari, in altre situazioni, nella consapevolezza che quella
04:46che noi nelle nostre riflessioni definiamo la grande partita dell'Artico, ormai è un qualcosa
04:54alla quale devono interessarsi tutti e tanti, tante sono le implicazioni, le considerazioni
05:03che ne discendono e che ne possono discendere da un esame attento e più serio delle problematiche
05:10dell'Artico inquadrate in un contesto internazionale.
05:15Noi, come SIOI, in tutto questo facciamo anche una pubblicazione, abbiamo una collana, sta per
05:23uscire un volume sull'Artico intitolato Il Vicino Nord, che sarà a mia cura poi fare
05:32avere alla Commissione.
05:35Peraltro, insomma, so che voi, come dicevo prima, avete già ascoltato tante altre fonti
05:43sulle problematiche dell'Artico. Io qui vorrei fare un discorso molto di carattere generale,
05:52pronto poi dopo ad approfondire, anche con l'aiuto della dottoressa Caruso, altri aspetti
05:59che potrebbero interessarvi. Mi fa piacere segnalare che la dottoressa Caruso è quella
06:06che io definisco il nostro uomo a Oslo, perché è la prima che ha aperto seriamente dei rapporti
06:13con i norvegesi, con i quali abbiamo veramente fatto grandi cose.
06:17L'Artico. Prego?
06:26Voi siete mai incrociati in qualche bar di Oslo? No.
06:30E vabbè.
06:32No, beh, voglio dire, sicuramente...
06:35Faccio notare che l'onorevole porte del PD.
06:38E vabbè, il PD si vede che è composto da persone spiritose. Ben per il PD, non tanto
06:49per lui. Allora, noi in sostanza parliamo di Artico. Vorrei iniziare da una considerazione.
07:01così come nel Mediterraneo si affacciano popolazioni che non potrebbero essere più diverse tra di
07:10loro, pensare di inquadrare o addirittura regolamentare l'Artico come una one-size-fits-all
07:19formula è un approccio sbagliato, perché non c'è un Artico, ma più Artici, con caratteristiche
07:29radicalmente diverse, tra di loro ovviamente, risorse e accessibilità, temperatura dell'acqua,
07:37infrastrutture, interessi a volte non solo discordanti, ma anche contrastanti. Basta pensare
07:47agli interessi in materia di difesa e sicurezza, perché oggi l'Artico a noi europei e a noi
07:55italiani deve interessare anche sotto il profilo della difesa e delle sicurezze. Quindi questo
08:03per dire che, come un'altra regione acquatica, nella quale noi per secoli siamo stati profondamente
08:12coinvolti, il Mediterraneo, la complessità di questa regione richiede un'analisi su più
08:20livelli, nazionale, regionale, nazionale e internazionale. Sul piano nazionale io cerco
08:30di soffermarmi su delle considerazioni di carattere geostrategico, perché do per scontato che non
08:36vi devo certo raccontare che cos'è l'Artico e come funziona o come non funziona. Sul piano
08:41nazionale gli interessi di ciascun Paese sono estremamente diversi, soprattutto in termini di
08:49difesa e di sicurezza. Ne cito alcuni. La Russia considera essenziale l'Artico per la propria difesa
08:59nazionale e proprio per gli investimenti russi anche per i Paesi nordici, a causa degli investimenti
09:08russi anche per i Paesi nordici. Diverso l'atteggiamento del Canada, le cui preoccupazioni
09:14si riversano soprattutto sulle condizioni sociali di salute delle comunità artiche, mentre per
09:21il Nord America in generale l'Artico non ha un ruolo così centrale o, dico io, non aveva
09:28un ruolo così centrale nelle risposte politiche di difesa e di sicurezza. Sul piano regionale
09:40ovviamente ci sono Paesi che fanno parte della regione artica con interessi diversi, ma soprattutto
09:51con varie tensioni con le quali dobbiamo per forza di cose fare riferimento. C'è un altro
09:57problema che spesso viene sottovalutato nelle valutazioni che se ne fa nell'Occidente più
10:04lontano, come possiamo essere noi, che invece sono importanti. Mi riferisco al rapido scioglimento
10:11degli acciai, il ritiro degli acciai rendendo disponibili enormi riserve di idrocarburi e vari
10:21minerali, comprese le terre rare. La governance della regione, immagino che vi è stata ampiamente
10:29spiegata e illustrata, il Consiglio Artico. Veniamo a una precisazione ulteriore. Le risorse
10:40dell'Artico non sono risorse libere. Il 90% appartiene agli stati litorali, il resto si trova
10:51in alto mare. Quindi non rientrano in alcun modo nella competenza di attori esterni.
11:00Allora, perché noi dobbiamo cominciare subito a porci nel quadro di queste riflessioni l'Italia
11:08dov'è, che fa, qual è l'interesse italiano. In questo caso il contributo dell'Italia e
11:14di tutti gli altri Stati interessati alla regione non va oltre la funzione di supporto agli Stati
11:22Artici. Per quanto riguarda le risorse del mare, rientrano nella giurisdizione della Convenzione
11:30dell'ONU sul diritto del mare e a riguardo, segnalo, visto che poi noi dobbiamo anche sempre
11:36pensare a cosa combinano gli Stati Uniti, gli Stati Uniti sono gli unici tra gli otto Stati
11:43Artici che non hanno ancora ratificato la Convenzione di Montigo Bay del 1982. Primo
11:55aspetto, le nuove rotte commerciali e l'impatto sul Mediterraneo. Le nuove rotte artiche come
12:06la rotta del mare del Nord, come è facile immaginare, potrebbero ridurre i tempi di navigazione
12:13tra Asia ed Europa fino a 3.000 miglia nautiche rispetto al passaggio attraverso il canale
12:22di Suez. Tuttavia, come evidenziato da un'infinità di analisi non solo che abbiamo fatto noi, il
12:32canale di Suez rimarrà probabilmente la rotta preferita per le spedizioni, almeno per i prossimi
12:38decenni, con rotte artiche che diventeranno competitive, secondo le stime che se ne fanno
12:46non prima del 2035, per alcuni tipi di navi di dimensioni peraltro comparabili. Questo sviluppo
12:57rappresenta una sfida significativa per l'Italia. L'apertura delle rotte artiche potrebbe infatti
13:04ridurre l'importanza strategica del Mediterraneo come corridoio commerciale principale tra l'Asia
13:10e l'Europa. Questo ha come conseguenza sulle rotte che passano dal canale di Suez e l'economia
13:23marittima italiana. Tenete presente, qui li leggo i dati, i porti del nord Italia ricevono
13:31una quota rilevante del traffico attraverso Suez, 51% dei container movimentati a Genova
13:40e 47% di quelli transitati per la Spezia. Il sistema portuale italiano meridionale, composto
13:51principalmente dai porti di Napoli, Salerno, Bari e Catania, potrebbe essere seriamente
13:57impattato dalla riduzione dei tempi di transito del canale di Suez. Quindi qui già vedete come
14:09c'è una situazione che ci deve preoccupare particolarmente e nella quale poi i principali
14:16Paesi che sono coinvolti nella Regione, anche da questo punto di vista, stanno riflettendo
14:25per vedere come aggirare anche queste possibili sfide. Ce n'è una sulla quale mi preme attirare,
14:35sperando, ritengo che comunque altri l'abbiano fatto in questa sede, la Russia. La Russia per
14:45aggirare le sanzioni occidentali sta utilizzando, e non è assolutamente un segreto, la cosiddetta
14:52flotta ombra composta da petroliere che aiutano Mosca a mantenere attive le esportazioni di
15:00Greggio. Questa flotta, come sapete, perché ne hanno parlato recentemente anche i giornali,
15:07quindi opera anche nel Mediterraneo. Ma qui ci tengo a dirlo, non sfugge assolutamente al controllo
15:17da parte delle nostre autorità, in modo particolare della nostra Marina, che la segue passo passo,
15:23segue quelle unità passo passo, quindi ne controllano tutte le operazioni. Comunque è
15:32una flotta che utilizza tattiche come i trasferimenti nave a nave in acque internazionali, dove i
15:39controlli delle autorità portuali sono meno rigorosi, e falsificazioni, tra cui numeri
15:46identificativi falsi della nave, dati di posizione truccati e l'utilizzo di bandiere di Paesi con
15:52regolamentazioni più deboli. La Cina, da parte sua, è in una fase in cui ha individuato
16:03la rotta del Mare del Nord come terza via per i traffici della cosiddetta Polar Silk Road,
16:13cioè questa nuova sorta di nuova via della seta polare. Il passaggio per l'Artico della
16:21Tratta Rotterdam-Shanghai, in alternativa alla rotta via Mediterraneo Suez, permetterebbe
16:28un risparmio di una settimana nell'interscambio delle merci. Non è poco. E se pensate che
16:35non è un caso che una delle compagnie di navigazione più attiva nelle rotte artiche
16:42è il noto gruppo di Stato, dico noto perché lo conosciamo da tempo, cinese e COSCO. Tenete
16:51presente anche che nel Mediterraneo transita attualmente il 20% del commercio mondiale e
16:58il 30% dei flussi di petrolio e gas. Qualche concetto sul confronto tra le principali potenze
17:09nell'Artico, che poi sostanzialmente sono Russia, Cina, India e Stati Uniti. Per Mosca persegue
17:23il triplice obiettivo della sicurezza militare, dello sviluppo economico, della promozione di
17:30partenariati e collaborazioni nello sfruttamento delle risorse energetiche e negli scambi
17:37internazionali. Putin, in modo particolare, negli ultimi anni si è mostrato molto attivo,
17:46nel 2020 ha dichiarato l'intera area dell'Artico russo come zona di libero commercio, ha rafforzato
17:53notevolmente le fortificazioni militari e le installazioni militari che sono nell'Artico
17:59russo sin dal 2007, ripristinando vecchie basi sovietiche e costruendone di nuove, schierando
18:08sistemi di difesa avanzati e rafforzando significativamente la propria flotta del Nord. Nel 2014 Putin ha
18:18creato un comando strategico rafforzato della flotta del Nord, quindi ci sono tutta una serie
18:25di attività che confermano come anche in questo scacchiere strategico del mondo la Russia non stia a
18:36guardare ciò che fanno gli altri, ma persegue dei propri obiettivi. Tenete presente che la flotta del
18:45Nord rappresenta circa due terzi delle capacità di attacco nucleare della Marina russa e dispone
18:55di sottomarini nucleari capaci di lanciare un attacco sul Nord America, sistemi missilistici
19:02avanzati, capacità di guerra elettronica e droni specializzati per le condizioni artiche.
19:08Parlando di Russia, qualche riflessione sulla collaborazione tra la Russia e la Cina, che
19:18anche nell'Artico si manifesta e che ormai secondo tutte le analisi, comprese le nostre,
19:25è in crescita e è stata già sperimentata e messa in mostra l'anno scorso con una importante
19:36esercitazione navale e con manovre che includevano 9 unità navali russe e cinesi in un pattugliamento
19:45congiunto del Pacifico nord-occidentale. Quindi giusto per attirare la vostra attenzione che
19:52anche in quell'area c'è una collaborazione tra la Russia e la Cina che non dobbiamo assolutamente
20:00sottovalutare. Teniamo poi soprattutto presente che la Cina ha investito circa 200 miliardi
20:08di dollari nell'Artico russo, la maggior parte di questi investimenti su programmi di lungo
20:18termine. Detto questo, nelle valutazioni che se ne fa nei principali centri studi e non solo
20:26occidentali e anche da noi, questa alleanza non viene considerata un'alleanza solida, non
20:36viene considerata priva di tensioni, in quanto vi sono delle visioni divergenti. Mosca è chiaro
20:44che vuole affermare la propria sovranità sul territorio artico russo e le acque adiacenti,
20:53mentre Pechino sostiene la libertà di navigazione in Artico e questa spinta sulla libertà di
21:08navigazione è uno dei punti di convergenza che la Cina ha con gli Stati Uniti. E quindi
21:14questo è un altro piccolo aspetto da tenere presente. La Cina, ho già detto le cose essenziali,
21:25non entrerei in molti dettagli. In Cina, quando si guarda all'Artico, c'è una preoccupazione
21:32nei confronti dello stretto di Malacca, uno stretto a imbuto e in Cina si parla di dilemma
21:41di Malacca, cioè un problema strategico che ha spinto già la Cina a cercare alternative per
21:48diversificare le proprie rotte commerciali e garantire la propria sicurezza energetica.
21:54quindi c'è un moltiplicarsi di intese bilaterali e soprattutto di relazioni con Mosca, anche
22:07come potete facilmente immaginare, a seguito delle sanzioni che l'Occidente ha imposto alla
22:14Russia a seguito della crisi ucraina. E quindi ribadisco che nonostante questa stretta collaborazione
22:23con coinvolgimenti di grosse imprese di Stato, cinesi e russe, la Cina sostanzialmente rimane
22:32cauta nei confronti della Russia, soprattutto per non compromettere i rapporti e le opportunità
22:40economiche con gli altri Stati. Questo naturalmente in un mondo ideale dovrebbe portare altri Stati,
22:48per esempio tra questi gli Stati Uniti ma anche europei, a approcciarsi con la Cina in maniera
22:55diversa. In tutto questo si inserisce anche l'India, che è distante geograficamente ma
23:04non strategicamente dall'Artico e per degli aspetti che i non addetti ai lavori non sempre
23:10riescono a immaginare e a pensare, è che l'India ha un forte interesse nello studio dei
23:17ghiacciai e delle conseguenze climatiche data la presenza della catena montuosa dell'Himalaya,
23:26definito il terzo polo perché i suoi ghiacciai immagazzinano più acqua ghiacciata dopo l'Artico
23:35e l'Antartico. Il secondo elemento è che il nuovo interesse della Cina verso una rotta
23:45polare spaventa l'India, che teme una esclusione dalle rotte commerciali che prima si concentravano
23:52tra i diversi snodi nello stretto di Malacca. Gli Stati Uniti. Nelle analisi che se ne fanno
24:05si arriva rapidamente alla conclusione che esiste un certo ritardo da parte americana nei confronti
24:16dell'Artico, ritardo che è dovuto a una combinazione di fattori, tra cui la mancanza
24:23di infrastrutture, l'inadeguata capacità di rompighiaccio degli americani e i vincoli
24:32di bilancio. Inoltre l'attenzione americana al mantenimento di una presenza globale potrebbe
24:41inadvertitamente influire sulle proprie capacità di dedicare pienamente risorse e attenzioni
24:48agli interessi artici. Ho fatto un riferimento sul piano militare. Tenete presente, vi indico
24:57una piccola annotazione che vi fa capire come, nonostante che stiamo parlando di giganti,
25:03sul piano militare non è trascurabile il divario che esiste tra la Russia e gli Stati
25:11Uniti, con gli Stati Uniti che sono nettamente indietro rispetto a Mosca. Pensate che Mosca
25:21detiene una flotta di più di 40 rompighiaccio, di cui otto nucleari, contro due rompighiaccio
25:33americani, di cui zero a propulsione nucleare. Sembra un film, un cartone animato, ma questi
25:41sono i dati. E allora questo porta anche a capire come negli ultimi tempi, con argomentazioni
25:50e con motivazioni diverse dall'acquisto immobiliare a altre considerazioni, c'è un certo interesse
25:57americano nei confronti dell'Artico. Interesse che poi ha portato, l'avrete letto nei giornali
26:06dell'altro ieri, a parlare di questo tunnel di 110 chilometri sotto lo stretto di Böhring,
26:14che dovrebbe collegare la Chukotka russa con l'Alaska, con un progetto che, devo dire
26:22francamente, al momento più dal valore simbolico che è concreto.
26:32La politica, qui non posso, mi dispiace che si è allontanato, mi pare il vostro collega
26:38che seguiva l'Unione Europea, dire due parole sull'Unione Europea. Sarò estremamente sintetico,
26:47l'Unione Europea è sostanzialmente ferma a un tavolo di riflessione sull'Artico.
26:56E ancora più francamente dico che l'Unione Europea fatica a creare meccanismi che possano
27:06rappresentare dei modelli di cooperazione anche per altri Paesi. E quindi tutto questo mette
27:13che l'Unione Europea è in una posizione estremamente marginale. Altra posizione che
27:20non è particolarmente rafforzata sull'Artico è quella della Nato. La Nato non ha mai guardato
27:29all'Artico. Io ho iniziato la mia carriera alla Nato in piena guerra fredda nel 1978, l'ho
27:37finita nel 2013, quando metà dei membri dell'Alleanza Atlantica erano i nostri ex nemici,
27:45però nelle nostre riflessioni non c'era l'Artico. Questo viene riconosciuto anche dall'allora
28:04segretario generale Stoltenberg che riconobbe che l'Alleanza mancava di una vera e propria
28:11strategia sull'Artico. E quindi tutto questo riapre un'infinità di riflessioni, di considerazioni
28:21su ciò che l'Artico può rappresentare dal punto di vista della sicurezza, ma anche perché
28:29questo poi ha un impatto sulla sicurezza energetica. L'accesso russo alle risorse
28:37artiche potrebbe alterare i mercati energetici globali, con potenziali implicazioni per la
28:42sicurezza energetica dell'Italia nostra e anche dell'Europa, ma anche a proposito di
28:49terre rare e dipendenza strategica. Con le previsioni che i bisogni di minerali critici,
28:56inclusi quelli per le terre rari, sono destinati a crescere esponenzialmente, insieme ai crescenti
29:04timori di una dipendenza della Cina, che come dicevo prima parlando con alcuni di loro signori,
29:10la Cina è il vero e proprio forziere dei minerali rari. L'Italia, per concludere queste
29:22mie considerazioni, noi come ho detto sul piano delle riflessioni, dei contributi, degli
29:30osservatori attivi, degli osservatori attivi del Consiglio artico, di cui facciamo parte,
29:46ma non essendo un Paese artico, noi siamo un Paese osservatore e per questo osservatore
29:52attivo, perché diamo un nostro contributo. Il sottosegretario Silli, che so che avete ascoltato
29:59su questo argomento tempo fa, credo che sia stato molto chiaro nell'illustrarvi la posizione
30:05dell'Italia. Qui adesso la riflessione che il sistema Italia, ammesso che esista, mi permetto
30:14di esporre questo dubbio avendo i capelli grigi, il sistema Italia potrebbe giocare una carta
30:22dell'Italia, su un tema che noi in Sioi nelle nostre riflessioni abbiamo caratterizzato
30:30come sforzo per definire una identità artica italiana.
30:36Allora, cosa vuol dire? Qui non c'è niente di aggressivo, non c'è niente di grande potenza,
30:43non c'è niente che ci debba forzare e spingere a costruire rompighiaccio, portaerei, no, no,
30:52no, ma riflettere su come utilizzare uno strumento che noi italiani tradizionalmente da secoli
31:01sappiamo utilizzare meglio di altri, che è quello di soft power, lavorando su delle connessioni,
31:10è una ipotesi di lavoro sulla quale noi stiamo riflettendo in Sioi, tra i cambiamenti nell'Artico
31:18e le dinamiche mediterranee, con una dimensione diplomatica utilizzata, appunto, come dicevo,
31:26come strumento di soft power. Con queste premesse, cercando di sintetizzare i nostri interessi
31:35che definirei multidimensionali, in che campi? Innanzitutto nel campo scientifico e ambientale,
31:44essendo noi tra i Paesi all'avanguardia, devo dire la verità, nella ricerca sul cambiamento
31:51climatico. Poi anche economici, perché con l'apertura di nuove rotte marittime artiche
31:57l'Italia ha un interesse strategico nel garantire la libertà di navigazione e nel partecipare
32:03allo sviluppo di nuovi corridoi commerciali, senza considerare le opportunità a livello strutturale
32:10e di connettività. Ma poi anche a livello, una dimensione energetica ed industriale, qui
32:19penso agli interessi delle nostre aziende, e poi anche, ultimo ma non meno importante,
32:25a livello della sicurezza, come membro dell'Alleanza Atlantica. Quindi in questo contesto l'Artico
32:38noi lo dobbiamo vedere anche come un nuovo teatro di competizione geopolitica, che avrà
32:46delle conseguenze importanti per l'ordine internazionale. E quindi per ritornare all'Italia, qui siamo
32:55di fronte a una sfida, che è anche un'opportunità. Sfida che deve andarsi a incrociare, qui occorre
33:05essere molto accorti e attenti nel cogliere questi cambiamenti, su una potenziale diminuzione
33:14dell'importanza strategica del Mediterraneo. Dico potenziale, non dico diminuzione. Ma
33:21oggi noi dobbiamo guardare al Mediterraneo in maniera diversa di come lo abbiamo guardato
33:25per secoli. E vi parla uno che ha dedicato buona parte della propria carriera proprio al
33:30Mediterraneo, uno che viene considerato, quando ero al Ministero della Difesa, tra i padri della
33:38nozione di Mediterraneo allargato, quando si trattò di autorizzare la nostra Marina a uscire
33:45dal Mediterraneo ad allargarsi verso il Mar Baltico e il Mar Nero. Uno che oggi parla di Mediterraneo
33:53è più allargato, perché questo è il concetto, ma che già io mi sforzo proprio per questo
34:00mio bagaglio Mediterraneo a guardare al di là, e l'al di là in questo momento da un punto
34:06di vista strategico è sicuramente l'Artico, che potrebbe offrire quindi anche un modello
34:12alternativo di impegno tra le potenze rivali. Tutto questo però, onorevoli membri di questo
34:22comitato e di questa Commissione, nella nostra visione di modesti studiosi, richiede una leadership
34:31visionaria, istituzioni robuste e un rinnovato impegno per la trasparenza e il dialogo con
34:41gli altri Paesi, anche con coloro con i quali noi non siamo istintivamente vicini.
34:46E qui, ripeto, noi abbiamo una tradizione come pochi altri Paesi, sia la tradizione
34:54diplomatica che il posizionamento strategico nel Mediterraneo. E tutto questo dobbiamo farlo
35:00affinché la regione del Mediterraneo rimanga poi anche una regione di pace. Perché sottolino
35:07questo aspetto? Perché dobbiamo cercare di capire dove poter andare, avviandomi alla
35:13conclusione, e cosa potremmo noi e cosa noi come si oi, su cosa stiamo riflettendo e cosa
35:22potremmo proporre a coloro che poi dovranno prendere delle decisioni. E qui, per la mia formazione
35:32professionale, il Parlamento è la sede principale. Io sono cresciuto agli inizi del mestiere che
35:40ho fatto poi per una vita, proprio riflettendo tra coloro che per primi hanno riflettuto sulla
35:48partecipazione del Parlamento ai processi decisionali di politica estera. Quindi non lo devo certo
35:57ricordare a voi. Allora, ma cosa possiamo fare? Noi potremmo, come dicevo prima, svolgere
36:04un ruolo più attivo nella nostra posizione di membro del Consiglio artico come osservatore,
36:11quindi un osservatore attivo. C'è un altro Paese artico, tra virgolette, come l'Italia,
36:17che è la Polonia. I polacchi hanno, che sono molto attivi sul piano internazionale, per mille
36:24ragioni, ma che immagino che non vi sia assolutamente difficile capire perché, perché loro hanno
36:30un confine con un Paese che non considerano assolutamente come un Paese amico. I polacchi
36:36hanno costituito nel 2010 il Warsaw Format, cioè il formato di Varsavia, con un iniziale
36:45focus scientifico che piano piano si è trasformato in uno strumento politico di consultazione
36:51tra gli osservatori ed il Consiglio. Un'idea sulla quale noi stiamo lavorando e che intenderemo
37:00proporre, ma che mettiamo sul vostro tavolo, potrebbe essere l'istituzione di un tavolo
37:06di lavoro artico-mediterraneo, permanente e consultivo, che possa rafforzare il tavolo
37:15artico che esiste al momento alla Farnesina, con l'obiettivo di lavorare su due livelli,
37:24uno a livello internazionale, coinvolgendo gli altri Paesi osservatori del Mediterraneo
37:31tipo Francia e Spagna, seguendo un po' il modello del Warsaw Format di cui vi parlavo
37:42prima, e un altro a livello nazionale, coinvolgendo i principali operatori, finalizzato a analisi,
37:50valutazioni e monitoraggio dei molteplici impatti che l'artico può avere su tutte le
37:56articolazioni della vita. Questo è un po' un modo per cercare anche come Italia non solo
38:06di inserirci in dinamiche che passano al momento passando sopra la nostra testa nella maniera
38:12più assoluta, ma anche per cercare di svolgere un ruolo positivo.
38:17Io ho terminato, aggiungo un'ultima considerazione proprio sulla base, torno a ripetere, del mestiere
38:29che ho svolto per anni. In questo mondo che io definisco ormai smontato, dove nulla è più
38:37come prima, anche i riferimenti in materia di sicurezza non sono più gli stessi, non sono
38:44validi con i modelli con i quali io per esempio ho iniziato nella mia prima sede alla Nato
38:50in piena guerra fredda. Tutto è cambiato.
38:53E allora noi inzioi, riflettendo su tutto ciò che sta succedendo nell'artico e nel Mediterraneo,
39:02abbiamo avviato una riflessione sostenendo che l'artico potrebbe essere presto il nostro
39:14nuovo Mediterraneo. Mi fermo e sono a disposizione, come lo è anche la dottoressa Caruso, per qualsiasi
39:25chiarimento. Grazie, grazie dell'attenzione. Grazie davvero. È stata la prima audizione
39:32del Comitato Artico, ma ci ha fatto partire molto bene e con chiarezza ci ha già dato
39:38molti spunti su cui lavorare. Se c'è qualche domanda...
39:44Sì, devo ricordare che alle 4.05 dobbiamo chiudere, però prego.
39:58Beh, ma noi siamo una stessa cosa. Io sono il Presidente di una struttura di cui...
40:03Lasciatore, ci mancherebbe altro. Ci mancherebbe altro, solo che siccome è qui con lei chiedevo
40:08se potesse anche la dottoressa magari...
40:14No, la prego, non lo dica così, perché è molto sessista. No, ma non va manco detto,
40:21ambasciatore, la prego. Ecco, teniamo il genere della dottoressa per quello che è. È una donna
40:27e in quanto tale noi vorremmo sentire la sua posizione, se ce n'è una.
40:32Assolutamente sì, condivido, anche perché con il Presidente lavoriamo molto su queste
40:36questioni e condivido l'approccio che il nostro Presidente ha illustrato poc'anzi e soprattutto
40:45per evitare errori che molti Stati esterni all'Artico magari fanno, per esempio considerare
40:54la Regione come una terra da conquistare, che assolutamente non è così, perché ci sono
41:00degli Stati litorali, all'Oceano Artico si applica la Convenzione di Montego Bay, quindi
41:09non si può parlare di corsa alla conquista all'Artico e questo è un approccio fondamentale
41:14che coloro che sono esterni all'Artico, parlando con molti norvegesi, loro dicono, mi hanno
41:19detto, pensa se noi veniamo da voi a Roma a dire che noi stiamo lavorando per una corsa
41:27alla conquista del Mediterraneo, non è giusto, perché non è così, noi siamo qui, ci affacciamo
41:35su quest'oceano, abbiamo delle convenzioni internazionali da rispettare, quindi è importante
41:42un approccio orientato al partenariato e alla collaborazione, non alla conquista e noi su
41:50questo facciamo scuola, come ha sottolineato il Presidente, abbiamo una grossa storia nazionale
41:59data dal nostro ruolo diplomatico, il saper parlare con tutti e secondo me è fondamentale
42:05saper parlare con tutti e mantenere il dialogo anche all'interno del Consiglio Artico, perché
42:09come sappiamo è l'unico forum intergovernativo attualmente attivo nella Regione, grazie ai lavori
42:14del Consiglio Artico sono stati anche stipulati degli accordi giuridicamente vincolanti e quindi
42:22ovviamente c'è stato uno stallo dato dalla crisi ucraina, però bisogna sottolineare
42:27l'importanza di mantenere il dialogo e superare questa situazione attuale e noi come Stato
42:34osservatore secondo me possiamo lavorare in questo senso, cioè sottolineare la collaborazione,
42:41nel dialogo aiutando i nostri partner, che sono poi i nostri partner scandinavi più
42:47importanti, la Norvegia grazie alla quale siamo entrati come Stato osservatore nel Consiglio
42:50Artico nel 2013, ma anche con tutti gli Stati occidentali e questo è un ruolo che a mio avviso
42:57possiamo portare avanti, ovviamente con tutto il dovuto rispetto delle sovranità degli Stati
43:03rivieraschi e degli Stati artici.
43:09Grazie davvero. L'Onorevole Caret, che viene dall'Indo-Pacifico, ha vissuto a lungo in Australia,
43:17però è anche un componente molto attivo dell'Assemblea parlamentare della Nato, dove
43:23il tema dell'Artico si affaccia prepotentemente.
43:26Grazie, grazie Presidente. Presidente Ambasciatore, lei è stato molto chiaro su molti punti e la
43:34ringrazio per essere venuta qui a dire a tutti noi. Tre punti fondamentali che io volevo
43:41soffermarmi. Uno, lei ha parlato effettivamente del Consiglio dell'Artico, io ne sono la corrente,
43:46però noi sappiamo benissimo che degli otto Paesi confinanti sull'Artico i sette sono appartenenti
43:54alla Nato, mentre la Russia è per contro lui. I sette appartenenti alla Nato, ancora
44:01oggi, bensì se ci sia il Consiglio dell'Artico, non hanno raggiunto un accordo di sistema per
44:07gestire in qualche maniera la situazione dell'Artico. La situazione dell'Artico dal punto di vista
44:12economico, dal punto di vista scientifico e dal punto di vista ambientale. Per cui io mi
44:17domando, ma non è necessario anche, e io mi rifaccio anche a quello che ha detto la
44:21dottoressa, dopo e lei prima, forse non è necessario non soltanto partecipare alle
44:27riunioni, ma soprattutto anche partecipare alle riunioni come un componente fondamentale
44:32del sistema europeo, ma anche del sistema della Nato, come Italia, dove esprime i suoi
44:37pareri, ma anche perché, come giustamente aveva sottolineato lei, con il cambiamento
44:43di rotta delle navi, noi possiamo arrivare a tutti i Paesi del Mediterraneo, possono rischiare
44:48di abbassare o di perdere circa quasi un punto e mezzo o due punti del PIL, che sono
44:54tantissimi. Se questo è il caso, non è necessario allora a questo punto entrare non soltanto
45:01un punto di piedi, ma far vedere naturalmente una coalizione ben gestita soprattutto anche
45:07da voi, che dal punto di vista diplomatico siete molto bravi, dal punto di vista anche
45:12delle analisi politiche e delle analisi internazionali. Quindi non è forse necessario entrare e far sentire
45:24la necessità che noi, come Mediterraneo allargato, dovremmo in qualche maniera essere o avere
45:31una voce molto importante all'interno del Consiglio Artico. E in secondo luogo anche la Cina,
45:40lei giustamente ha detto, ha investito moltissimo nell'Artico, infatti loro si dichiarano come
45:45i Paesi the closest to the Arctic border e il Paese closest to the Arctic border vorrebbero
45:53avere una partecipazione. Lei giustamente ha detto che la partecipazione viene soprattutto
45:58da un punto di vista economico per quanto riguarda la Cina, la Russia poi è un aspetto un po' diverso
46:03dal punto di vista economico, perché naturalmente taglierebbero moltissimi giorni, circa 12,
46:10giorni sulla navigazione mercantile per trasporto merci attraversando l'Artico, tenendo in considerazione
46:17il scioglimento dei ghiacci e come giustamente ha sottolineato che avverrà forse nei prossimi
46:2210, 12 anni, 15 anni. Non sarebbe anche lì opportuno iniziare noi a dialogare, perché
46:31tutto questo non è soltanto una questione politica e ambientale, ma anche una questione
46:36soprattutto economica per l'Italia, essendo uno dei Paesi come punto di riferimento per
46:42il trasporto merci per tutta l'Europa. È naturale che i norvegesi, se posso, dottoressa,
46:49dicono quello che dicono, perché naturalmente arrivando le nuove rotte la Norvegia diventerà
46:54un punto fondamentale di transito. Grazie. Cosa ne pensa di tutto questo?
46:59Grazie, onorevole Carè. Onorevole Billi. Abbiamo pochi minuti.
47:07Sì, anche io ringrazio il Presidente. Presidente, ambasciatore, l'Italia non è solo osservatrice,
47:16come diceva anche lei, ma partecipa proprio come osservatore attivo alle politiche sull'Artico,
47:24anche con studi, il CNR alle isole Svalbard, un grossissimo centro di ricerca, l'Assemblea
47:29del Circolo Artico a Rechiav che nel 2025, durante questa Assemblea praticamente l'Italia
47:34ha ufficializzato il forum sul dialogo, che dovrebbe essere l'anno prossimo proprio a
47:39Roma, quindi sottolineando anche l'importanza che il Governo e il nostro Paese dà a questa
47:44zona del mondo. È vero però che, come già diceva anche lei, l'Italia dovrebbe avere
47:49un peso, un ruolo maggiore in questa zona del mondo anche per quei problemi di navigazione
47:57e navigabilità che si diceva prima. Considerando il fatto che il nostro Paese comunque non ha
48:05una strategia organica sull'Artico, in un documento di indirizzo interministeriale, perché
48:13me lo immagino così, per cercare di andare appunto, come diceva anche lei, verso quella
48:18identità artica italiana, su quali punti ci dovremmo basare, quali sono secondo lei le
48:28questioni principali? Ne ha già accennato, ok? Lo scioglimento dei ghiacci, quindi il cambiamento
48:35climatico, la situazione delle rotte, i materiali critici, le materie prime, ma in un documento
48:42così, diciamo, interministeriale, quali vede potrebbero essere le priorità da sottolineare
48:48per il nostro Paese e quindi per buttarlo giù. Grazie.
48:52Onorevole Boldri.
48:53Sì, grazie, signor Presidente. Sì, vorrei chiedere all'ambasciatore Sessa, dal suo osservatorio,
49:02che impatto ha questa politica espansionista del Presidente Trump, che a un certo punto ha insistito
49:09più e più volte sulla conquista della Groenlandia. Perché questa idea va proprio controcorrente
49:17rispetto a quello che dovrebbe essere l'approccio, no? Voi avete detto, e la dottoressa lo ha
49:24ripetuto, che l'approccio non deve essere basato sulla conquista, ma sul dialogo. Invece
49:31Trump più volte ha insistito su ci serve, ce la prendiamo. Ora, la Groenlandia sappiamo
49:37appartiene alla Danimarca, quindi significherebbe un atto di guerra nei confronti dell'Unione
49:43Europea, significherebbe l'articolo 5 della Nato. Ecco, allora, noi qui abbiamo il compito
49:52di capire, valutare questi scenari. Quindi mi chiedo, dal vostro osservatorio di Sioi,
49:58luogo di elaborazione anche di un pensiero critico, vorrei capire come vedete questa
50:05ipotesi, che impatto questo ha anche sul Consiglio artico. Perché se deve essere un luogo di
50:11dialogo e di scambio, una affermazione ripetuta più e più volte di questo genere, immagino
50:20che allarmerà anche i partner. E quindi volevo capire che settore voi avete rispetto
50:26a questo aspetto. Grazie.
50:28Grazie. Aggiungo un'integrazione alla domanda dell'onorevole Billy, ambasciatore. Noi abbiamo
50:36appena terminati i lavori del Comitato sull'Indo-Pacifico, auspicando che l'Italia adotti una propria
50:43strategia visione sull'Indo-Pacifico. Stiamo adesso iniziando a lavorare sull'Artico, anche
50:51qui, come ha appena ricordato l'onorevole Billy, non c'è una strategia. Conviene o comunque
50:59servirebbe una visione molto più chiara del nostro Paese, questo a nostro avviso.
51:04ma, essendo lei un ambasciatore di lungo corso e di grande esperienza, conviene, perché
51:11gli auditi nelle indagini sull'Indo-Pacifico ci hanno detto che converrebbe al nostro Paese
51:16in grande maggioranza, ecco, a suo avviso conviene definire delle visioni del Paese o è preferibile
51:23la flessibilità e quindi non avere questa visione? Grazie.
51:27Qui mi portate a fare delle considerazioni ovviamente personali, che non me la sento
51:41di coinvolgere la SIOI, ma anche se conosco il pensiero dei miei collaboratori e dei ricercatori
51:47che lavorano con noi, però ho le spalle sufficientemente grosse, non sono di lungo corso perché detesto
51:54questa espressione, la viene usata da altri ambasciatori. Ascoltate, qui avete tutti i
52:04capelli grigi, salvo ovviamente le signore presenti. Noi non siamo una potenza globale
52:10in grado di impegnarci a 360 gradi in tutto il mondo. I miei 40 anni e oltre di vita diplomatica
52:22me l'hanno confermato. Adesso ci sono delle nuove frontiere alle quali il mondo si trova
52:32confrontato. C'è l'Indo-Pacifico, perché a un certo momento gli Stati Uniti hanno scoperto
52:37che l'Indo-Pacifico era l'unico strumento in grado di fronteggiare la minaccia cinese.
52:44Così nasce l'Indo-Pacifico, non è che nasce per delle considerazioni di carattere economico
52:49commerciale. Noi poi, che siamo dei mercanti, adesso cerchiamo di sfruttare anche l'Indo-Pacifico
52:56soprattutto a fini commerciali e facciamo bene ovviamente se ci riusciamo. Lo stesso è
53:02il discorso dell'Artico, lo stesso sono altri discorsi. Noi dobbiamo cercare di tenere come
53:12prima e principale priorità la difesa della nostra sovranità nazionale, che non è solo
53:18un problema di confini geografici, ma è un problema di sovranità nazionale da tutti
53:24i punti di vista. Poi guardare le pretese dell'uno piuttosto che dell'altro sull'Agroenlandia,
53:33ma sono delle cose che si spiegano da sole, perché nel diritto internazionale, gli studiosi
53:39di diritto internazionale si mettono a ridere. Si sente parlare di annessione dell'Agroenlandia
53:45da parte di un signore, sono cose che non esistono né in cielo né in terra. Quindi
53:52personalmente io non attribuisco nessuna importanza e lo dico con tutto il dispiacere che posso
54:00provare per chi eserce delle funzioni che sono addirittura alla testa della più grande
54:07democrazia ritenuta tale del mondo che se ne esce con queste affermazioni.
54:11La Cina va affrontata, va gestita. Io sostengo da anni che l'avvicinamento tra la Russia e
54:25la Cina, l'aver spinto la Russia nelle braccia della Cina è una responsabilità ed è un
54:31errore enorme dell'Occidente. Adesso non dico che è tardi per recuperare, però c'è ancora
54:37spazio per lavorare. Il Giappone sta cambiando moltissimo, guardate che in Giappone, che viene
54:43ritenuto un baluardo e un avamposto degli Stati Uniti in Asia, non è più lo stesso.
54:51Il Giappone per la prima volta nella sua storia ha un primo ministro donna, non devo sottolineare
54:57cosa significa, e viene visto anche da tutte le forze politiche giapponesi, salvo piccole
55:02eccezioni come un evento straordinario e rivoluzionario che a mio avviso porterà anche
55:09a dover rivedere certi approcci all'Indo-Pacifico. Quindi tutto questo porta per forza di cose
55:18a dover muoversi con grande pragmatismo e, ripeto, concentrarsi su alcuni interessi forti
55:26del nostro Paese. Noi siamo un Paese che ha come priorità fondamentale l'aggancio all'Europa
55:33nella quale abbiamo sempre creduto, siamo tra i Paesi fondatori, non allontaniamoci, ma
55:39certo è un'Europa che se noi guardiamo rispetto agli anni passati, neanche tanto lontani, è
55:47un'Europa diversa dove ci sono forze, interessi, allora bisogna lavorare seriamente, ripensare
55:53seriamente l'Europa. L'Onorevole mi parlava dell'Alleanza Atlantica, io come l'ho detto
56:00sono un Atlantico da quando sono nato, io ho cominciato a frequentare il Comitato Atlantico
56:07prima ancora di entrare al Ministro degli Esteri, sono andato alla Nato come mia prima sede in
56:13piena guerra fredda, ci sono ritornato come ambasciatore quando, come ho detto prima, la
56:19metà dei membri erano nostri nemici e io me lo ricordo bene, ma la Nato oggi è cambiata
56:27profondamente, se lei mi chiede a me, ambasciatore, ma lei come la vede? Io non riesco a vederla
56:33la Nato, la Nato oggi deve passare attraverso un profondo ripensamento di tutto, tant'è vero
56:42che lo vedete è in crisi profonda. Io ho scritto qualche anno fa un articolo dove dicevo
56:48che l'Alleanza Atlantica deve costruire un monumento equestre a Putin davanti alla nuova
56:53sede a Ever, perché Putin ha fatto delle flebo straordinarie all'Alleanza Atlantica,
57:03ma non mica possiamo continuare a sopravvivere grazie alle flebo che ci fa Putin per organizzarci
57:10e riarmarci, no! E allora parliamo di riarmo, ma è la dimensione europea di sicurezza? Dove
57:19la mettiamo? Questi sono i grandi temi sui quali… e qui io non posso che dire ma questo
57:26è proprio il luogo nel quale queste riflessioni devono avvenire in un confronto, non me lo
57:31fate dire a me, io ho vissuto anni qui dentro, quindi so benissimo qual è il contributo, ma
57:37è qui che si deve riflettere su quale deve essere il ruolo dell'Italia negli scenari
57:43internazionali, su come l'Italia può affrontare il problema del rinnovamento dell'Europa,
57:49questi sono problemi fondamentali. Noi in CIOI ce li stiamo ponendo, ma non nascondo che
57:54siamo profondamente preoccupati. Noi formiamo giovani in CIOI, noi abbiamo centinaia di giovani,
58:01cosa gli lasciamo a questi giovani? Cosa gli lasciamo? Noi prepariamo le giovani leve
58:08della diplomazia italiana, cosa gli insegniamo? Non so se ho risposto a tutte le domande.
58:15Grazie ancora. Ambasciatore, dichiaro conclusa l'audizione e penso che continueremo a collaborare.
58:30Grazie.
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