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https://www.pupia.tv - Roma - ​​ ​Degrado città e periferie, audizione don Schena
Alle ore 14.30, presso l'Aula del IV piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie svolge l'audizione di don Cosimo Schena. (12.11.25)

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Trascrizione
00:00L'ordine del giorno rega l'audizione di Don Cosimo Schena, ricordo che la seduta odierna
00:09è aperta alla partecipazione da remoto dei componenti della Commissione e ci tengo particolarmente
00:16a ringraziare Don Cosimo Schena perché questo per noi è un momento importante di approfondimento
00:26che si inserisce in questo percorso che stiamo portando avanti per fare un quadro sulle periferie
00:36del nostro Paese, non solo sulle periferie strettamente geografiche ma anche come abbiamo detto più volte
00:46nel corso dei nostri incontri sulle tantissime periferie sociali che ci sono nel nostro Paese
00:54e che sono legate a situazioni di disagio, di criticità e di vulnerabilità.
01:02Quindi è particolarmente importante per noi fare questo momento di incontro e di confronto
01:11in particolare incentrato sul tema del disagio giovanile in una situazione nella quale questa tematica
01:22pone ogni giorno delle sfide nuove e delle sfide ulteriori.
01:28Quindi ringraziamo veramente Don Cosimo Schena per la sua disponibilità e cedo a lui la parola.
01:37Prego.
01:42Buon pomeriggio a tutti.
01:44Tanto ringrazio la Commissione per avermi pensato per questo incontro dove oggi porterò un po' la mia esperienza
01:54che avviene anche come parroco di una piccola parrocchia di periferia di Brindisi
01:59ma anche soprattutto per la mia parrocchia virtuale che è grandissima nei social.
02:06Quindi non porto qui una teoria ma porto volti, porto nomi e porto anche lacrime che ho visto da vicino,
02:18troppo vicino, sia nella realtà sia nel mondo digitale.
02:22Nel mio piccolo provo da anni a mettere insieme pastorale, scienza e comunicazione
02:30per dare voce a chi vive negli angoli più bui del paese,
02:35a chi spesso non ha parola oppure non ha più la forza di usarla.
02:41Mi hanno chiamato sui giornali il prete influencer di periferia o altri nomi.
02:47Non è un titolo che rincorro ma io non vivo di schermi, vivo di messaggi alle tre di notte,
02:57padre sto male, non lo dico a mamma, vivo di ragazzi che non vedono più il motivo di alzarsi dal letto,
03:06vivo di ragazze che scrivono se sparissi qualcuno se ne accorgerebbe.
03:11Ed è grazie ai social che oggi sono in contatto diretto con oltre un milione di persone di cui il 95% sono giovani.
03:23Io li chiamo non follower ma anime.
03:27Cuori che cercano una sola cosa, qualcuno che dica allora tu conti.
03:32In questi anni ho capito una cosa che vorrei consegnarvi con decisione e dolcezza o in questo pomeriggio.
03:43Le periferie non sono solo luoghi, sono ferite dell'anima.
03:49Ci sono periferie rumorose dove senti le sirene e le urla e poi ci sono quelle periferie silenziose.
03:58Silenziose dove non senti neanche perché non c'è più nessuno che parli.
04:06E di quelle periferie mute, invisibili che oggi desidero parlare con voi.
04:13Quando diciamo periferia, a cosa pensiamo davvero?
04:17Quando diciamo periferia pensiamo spesso alla grande città, quartieri segnati dal degrado, criminalità diffusa, baby gang, spaccio, famiglie scomposte.
04:33E se quella ha una periferia reale, dolorosissima, io non voglio negarla ma sarebbe giusto, ingiusto fermarsi lì.
04:44Esiste un'altra periferia che non fa notizia perché non fa rumore.
04:51La periferia dei paesi piccoli, dei borghi dell'entroterra, delle zone rurali dimenticate.
05:01Lì sicuramente non trovi il pusher all'angolo della strada, trovi il vuoto.
05:08Lì non senti gli spari, senti solo porte chiuse.
05:12Lì non c'è la paura di uscire di casa, c'è il non avere un posto dove andare.
05:22Quella è la periferia che non si vede perché è educata, composta, possiamo dire quasi timida.
05:31Ma è una periferia che fa male lo stesso.
05:36Forse di più perché è una sofferenza che nessuno nomina.
05:40La ricerca oggi parla di due diverse ferite, marginalità urbana e isolamento rurale.
05:51La marginalità urbana esplode, è rabbia, devianza precoce, abuso di sostanze, identità costruita, nell'assenza di adulti credibili.
06:02Studi pubblicati su diverse riviste scientifiche mostrano che la combinazione tra iperstimolazione caotica e assenza di punti di riferimento di adulti aumenta il rischio di comportamenti autoelesivi, aggressività e dipendenze giovanili.
06:23Questi ragazzi vivono nello stordimento, non dormono, non ascoltano, non vengono ascoltati e questa è la loro periferia.
06:34L'altra ferita è quell'isolamento rurale che vi dicevo non esplode come nel borghi delle grandi città, ma spegne.
06:45Spegne la vita di tanti giovani, di tanti ragazzi, di tante ragazze che vorrebbero emergere, farsi vivi, farsi presenti nella società di oggi.
06:57È una sofferenza silenziosa, e lo dico sempre, educata, che chiede permesso perfino a piangere.
07:04Parliamo di ansia, mi permetto di parlare anche di queste problematiche psicologiche, perché sono anche psicologo, quasi psicoterapeuta,
07:14però dai social in questi luoghi più dimenticati si parla proprio di quest'ansia, di depressione nascosta, di ritiro sociale.
07:26È stata fatta una ricerca nell'Università di Firenze nel 2021 che dice che su bambini e preadolescenti,
07:36se vi do un po' di dati giusto per renderci conto, cresciuti in contesti rurali, mostrano punteggi più alti nella scala di ansia sociale,
07:46somatizzazioni, chiusura relazionale, rispetto ai cotani delle aree urbane.
07:51Significa che il corpo di questi ragazzi, di 10-12 anni, sta già gridando con la bocca quello che la bocca non dice.
08:03Io mi sento solo.
08:07Ed è questa la grande malattia, io lo dico sempre, di questo secolo, la solitudine.
08:13Perché non siamo più capaci di ascoltarci.
08:15Siamo molto incentrati su noi stessi, sulle mille cose da fare, sulla smania del successo, sull'essere i primi della classe in tutto.
08:28I ragazzi di oggi, i giovani, hanno questo grande peso di responsabilità che non gli permette di essere veramente chi sogna di essere.
08:36Perché c'è questa grande impostazione della società basata sull'immagine e che anche poi i social, sono anche un po' questo, impone.
08:49La verità, allora, è questa.
08:54Oggi la solitudine è diventata una nuova forma di povertà.
09:00Nelle grandi città la povertà spesso è immateriale.
09:04Nei piccoli paesi la povertà è relazionale.
09:07Ma il dolore psicologico che ne deriva, ansia, autoresionismo, e sono tantissimi i ragazzi che lo fanno, dipendenza, è lo stesso, identico.
09:18Brucio uguale a quelle periferie delle grandi città dove, come ho detto poc'anzi, vediamo degli avvenimenti veramente terribili.
09:28Vi chiedo un attimo di immaginare un paese con 300 abitanti.
09:39Nessuna biblioteca attiva, nessuno spazio giovani, la connessione internet che va e viene col vento, se c'è il vento che tira la connessione arriva, se non c'è è tutto fermo.
09:54La scuola media è a chilometri di distanza, se salti il pulmo resti a casa, la sera la piazza è vuota, il bar chiude presto, i coetani quanti sono? Due o tre, forse.
10:10E forse uno di quelli è già ritornato a casa.
10:14Io ho ascoltato ragazzi che vivono così e sapete cosa mi hanno detto?
10:19Padre, io non litigo con nessuno, ma non parlo con nessuno.
10:28Padre, qui non succede niente e questo mi sta uccidendo piano.
10:34Questo tipo di ambiente non genera criminalità, effettivamente, come può crearlo, ma genera spegnimento.
10:46Si spengono le vite dei nostri ragazzi, dei nostri giovani.
10:49Si vedono spesso i ragazzi, sia nelle grandi città o nei piccoli borghi o nella periferia rurale, che si chiudono in camera e vivono solo di schermo.
11:03E gli adulti si lamentano tanto.
11:05Oh mio figlio che si chiude in camera e sta solo davanti al cellulare.
11:08Ma non è per svago.
11:13Si, faranno qualche giochino al cellulare, ci atterranno con qualcuno, però, ma lo fanno per sopravvivere emotivamente.
11:26Gioco online, compulsivo, dipendenza affettiva digitale, i giorni tutti uguali, il futuro che non esiste come parola credibile.
11:34Io lo chiamo deserto relazionale, che fa una cosa terribile.
11:42Ruba l'idea stessa del domani.
11:49Una ricerca dell'Università Cattolica, e poi finisco con tutti i dati possibili,
11:55mostra che i giovani nelle aree rurali riportano meno fiducia nel futuro,
12:00più fatica a immaginare una vita buona per sé e livelli di autostima più bassi rispetto ai coetanei delle aree urbane.
12:09Questo significa che non è solo un problema economico, è identitario, è esistenziale.
12:16Io lo dico sempre, la differenza tra le due periferie, la grande città e il piccolo paese,
12:25non è una questione di quanto fa male, è una questione di che forma prende il male.
12:34In città l'eccesso di stimoli crea rumore, caos, dispersione, perdita di orientamento,
12:44i ragazzi reagiscono con rabbia, vediamo tanti avvenimenti terribili che accadono.
12:50Nei paesi l'assenza di stimoli crea vuoto, chiusura, isolamento.
12:56I ragazzi reagiscono con il ritiro, ma l'esito emotivo è identico,
13:04non sentirsi visti, non sentirsi importanti per nessuno.
13:11Vi dico una cosa che vedo ogni settimana, sia nelle periferie urbane che nei luoghi minuscoli del sud,
13:18come nei paesini dell'Appennino.
13:20Un ragazzo di Scampia, è una ragazza di un paese di 200 anni ma è nel Molise,
13:26tutti dicono che il Molise non esiste, possono condividere lo stesso segreto.
13:34Io per il mondo non valgo niente e questo è devastante.
13:41Io mi ritrovo tantissimi messaggi al giorno che variano dai 1000 a 2000 tra email e messaggi privati,
13:50dove i ragazzi e anche meno giovani richiamano proprio a questo.
13:56Non si sentono visti, non si sentono ascoltati, non si sentono amati,
14:01non si sentono accolti per quello che sono.
14:03Noi adulti spesso diciamo, i giovani stanno sempre al telefono,
14:12hanno sempre il telefono in mano.
14:15Permettetemi di dirlo con chiarezza,
14:18per molti ragazzi il telefono è l'unico posto dove sentono di esistere.
14:23Ecco perché ci vuole una rieducazione anche dell'uso dei social, di internet.
14:35Anche perché i ragazzi di oggi, i giovani, sono nati nell'era digitale
14:40e l'idea di staccare la vita digitale da quella reale è impossibile, inaccettabile.
14:48Sono talmente intrecciate l'una con l'altra che non possono essere separate.
14:55Vediamo che purtroppo i bambini di due anni già con l'iPad, con il tablet, con il cellulare
15:02e diventa per loro facilissimo usarlo perché sono nati in questo tempo.
15:06Io non sono nato in questo tempo, il mio primo cellulare i miei genitori me l'hanno regalato 20 anni,
15:14quindi parliamo di altri tempi.
15:18Quindi, allora capiamo che la gravità di questo dato, ad esempio in Italia,
15:27secondo i dati Istat, dei comuni sotto i 2.000 abitanti soffre ancora connessioni lente e discontinue.
15:35Traduciamolo questo disagio in vita concreta di un quindicenne.
15:41Niente didattica a distanza vera, quindi meno strumenti educativi quando la scuola si ferma.
15:50Difficoltà a cercare lavoro, formazione, corsi di specializzazione in qualche ambito,
15:57impossibilità a coltivare amicizie a distanza o reti positive oltre il loro paese.
16:04Esclusione, nel senso più letterale, il mondo degli altri corre, il mio si ferma.
16:11Il digitale dovrebbe essere il ponte, invece nei piccoli centri rischia di diventare un muro.
16:21Per questo io vi chiedo di considerare il digitale non solo come un'infrastruttura tecnica,
16:29ma come atto di giustizia sociale.
16:32Portare banda larga in un piccolo borgo non è mettere la fibra,
16:40è permettere a una ragazza di 16 anni di non sentirsi condannata a tacere tutta la vita.
16:48Questa è prossimità politica, io non sono un politico,
16:52però questa è prevenzione psicologica, è prevenire il futuro dei nostri giovani.
16:58Quindi nei piccoli comuni io vedo crescere, perché sono tanti,
17:05anche nei borghi rurali di Roma,
17:10ci sono tanti giovani che mi scrivono e mi presentano queste problematiche che vi sto presentando,
17:16però i dati lo confermano.
17:18Depressione giovanile non riconosciuta e quindi non trattata.
17:22Abuso compensatore di arco al gioco, spesso online come anestetico,
17:29difficoltà relazionali e affettive.
17:33Chi mi amerà mai se qui non c'è nessuno?
17:36E poi l'abbandono scolastico, non per incapacità ma per sfiducia.
17:45Attenzione però, questi giovani non sono cattivi,
17:50questi giovani non sono persi,
17:53questi giovani sono soli.
17:57E la solitudine prolungata dei ragazzi diventa convinzione di non valere.
18:05E quando un giovane smette di credere di avere valore,
18:08il rischio di autolesione fisica, emotiva, sociale,
18:12cresce in modo esponenziale.
18:15Questo non è un allarme retorico del momento,
18:18è ciò che vediamo noi parroci, noi psicologi, noi educatori sul campo ogni giorno.
18:27Quando dico che la periferia è uno stato dell'anima,
18:31intendo questo, non serve il degrado dei muri per produrre dolore,
18:38basta il silenzio.
18:39Io non voglio fermarvi a questa diagnosi che vi ho presentato,
18:47ma vi chiedo con rispetto e urgenza
18:51di considerare alcune azioni possibili, reali, praticabili.
18:57Prima fra tutte, penso che sia utile unità mobili di salute mentale giovanile
19:04nelle aree interne,
19:05equipi, teneranti con psicologi,
19:07educatori, assistenti sociali,
19:10che raggiungono i paesi,
19:11invece di aspettare che i paesi e i ragazzi raggiungano la città.
19:17Perché molti, ed è sicuro, non ci arriveranno mai.
19:23Una telepsicologia protetta,
19:27sportelli di ascolto a distanza, strutturati e garantiti,
19:30che permettono a un ragazzo di parlare con professionisti
19:32senza dover spiegare a tutto il paese dove sta andando.
19:37Hub giovanili di comunità nei piccoli comuni
19:41e anche nelle periferie delle grandi città
19:44creare spazi vivi e non solo sale parrocchiali rimesse a nuovo
19:47o l'oratorio.
19:50Parlo di luoghi dove suonare, fare musica, arte, studio,
19:53condiviso, co-working, socialità pulita.
19:57Posti dove allenare l'appartenenza,
20:00dove cercare di costruire relazioni sane, vere, pulite.
20:05Ormai sentiamo, soprattutto nei social,
20:10fanno anche programmi tv sul narcisista patologico,
20:14sulle relazioni tossiche, sul manipolatore.
20:18Ormai tutti i professionisti in questo campo.
20:21Ma alla radice c'è una grande sofferenza
20:24che è quella della solitudine.
20:26E poi un altro suggerimento,
20:33un investimento serio nel digitale rurale.
20:36Banda larga stabile, alfabetizzazione digitale,
20:40soprattutto spazi pubblici connessi e sicuri
20:42dove i ragazzi possono studiare, incontrarsi
20:45e lavorare sul proprio futuro.
20:46Un osservatorio nazionale sul disagio giovanile,
20:51il nere interne, raccogliere dati, ascoltare territori,
20:55mappare la fragilità.
20:56Senza dati, il dolore resta invisibile.
20:59E ciò che è invisibile, purtroppo,
21:02e così non riceve fondi.
21:03E' anche, è veramente necessaria
21:10una formazione degli insegnanti e degli operatori locali
21:14per riconoscere precocemente segnali di ansia, ritiro,
21:18autolesionismo,
21:19perché spesso il primo campanello di allarme
21:21suona in classe.
21:24Quindi devono essere anche docenti preparati in quest'ambito.
21:28E poi una mobilità giovanile intercomunale,
21:37cioè facilitare esperienze di scambio, volontariato,
21:39attività tra borghi diversi.
21:42Se il mondo non arriva da loro,
21:44portiamo loro al mondo.
21:48Non sto parlando di cattedrali nel deserto,
21:51uno può anche immaginare questo.
21:54Sto parlando semplicemente di cucire relazioni.
21:57E le relazioni salvano.
22:00Perché la vera infrastruttura che salva la vita
22:03è ancora, e rimane per sempre,
22:06da sempre,
22:08l'incontro umano.
22:11Ogni giovane ha bisogno di appartenere a qualcosa
22:15che sia più grande del suo dolore.
22:17Quando questa appartenenza manca,
22:19l'anima si ritira.
22:20E' come vedere una luce che si spegne piano.
22:24Pastorale, psicologia, sociologia,
22:26oggi dicono la stessa cosa,
22:28con parole diverse.
22:29La solitudine cronica è un fattore di rischio
22:33per malattia mentale,
22:35dipendenza e violenza contro se stessi.
22:40Compito delle istituzioni,
22:42e qui ci metto anche dentro la Chiesa,
22:45umilmente,
22:46è quella di costudire la possibilità dell'incontro,
22:50dare luoghi dove sentirsi chiamati,
22:52perché un giovane che si sente chiamato,
22:57resta vivo.
23:00Io lo dico spesso ai ragazzi che incontro,
23:03tu non sei il problema da risolvere,
23:06tu sei una vocazione da custodire,
23:09ma c'è un punto drammatico.
23:12Per poter rispondere a una vocazione,
23:16bisogna prima che qualcuno ti chiami.
23:17molti giovani nelle nostre periferie,
23:22sia le periferie rumorose o delle grandi città,
23:26sia le periferie silenziose,
23:28dei paesi più piccoli,
23:30non sentono più nessuno chiamarli.
23:32Non li chiama la scuola,
23:34non li chiama il mondo del lavoro,
23:37non li chiama la comunità,
23:39qualcuno a volte nemmeno la famiglia.
23:42E allora permettetemi di dirlo
23:47con la massima chiarezza possibile,
23:51la vera periferia oggi non è un luogo geografico,
23:56la vera periferia nasce nel punto esatto
23:58in cui nessuno ti chiama più per nome.
24:02Lì comincia la periferia,
24:04lì comincia la ferita.
24:06Per concludere,
24:12vorrei dire a tutti voi,
24:13a me stesso e a tutti coloro
24:14che ci stanno vedendo, seguendo,
24:17se oggi davvero vogliamo parlare di periferia,
24:21dobbiamo fare una cosa che sembra semplice,
24:23ma non lo è,
24:24imparare ad ascoltare il silenzio.
24:28Perché il silenzio
24:29dei piccoli paesi italiani,
24:32il silenzio delle stanze
24:35dei ragazzi che stanno chiusi
24:36con la luce del telefono
24:37come unico contatto col mondo
24:39è un grido,
24:41è un grido muto,
24:44ma è un grido.
24:47Ho visto troppe volte
24:48occhi giovani, pieni di vita,
24:50trasformarsi in occhi stanchi
24:52troppo presto.
24:54Questo può diventare normale.
24:57Non possiamo abituarci
24:58all'idea di ragazzi di 15 anni
25:00che dicano
25:01io non vedo futuro.
25:05E' terribile questo.
25:09Io credo che la politica
25:11possa ancora essere cura,
25:13credo che la rete
25:14sia usata bene,
25:16possa ancora essere prossimità,
25:19credo che la parola
25:20sia pronunciata
25:21con responsabilità e tenerezza,
25:24possa ancora salvare una vita.
25:26questa estate durante il giubileo
25:31mi è accaduta una cosa
25:32che mi ha fatto davvero
25:35rimanere pietrificato.
25:39Ero a Piazza San Pietro
25:41e c'era un gruppo di ragazzi
25:43che da lontano mi salutava,
25:44però andavano di fretta
25:45per prendere la metro
25:47perché ero nel ritardo
25:48e si è avvicinata una ragazza.
25:53Questa ragazza mi dice
25:54Donno, vado di fretta
25:57perché altrimenti rimango qui da sola,
26:00volevo solo dirti grazie
26:01perché attraverso i tuoi video
26:03hai salvato la mia vita
26:05e quella di una mia amica.
26:07e sono rimasto pietrificato
26:12non per dire
26:13ah, quanto sono bravo,
26:15ma perché davvero
26:16un video,
26:19una parola detta al modo giusto,
26:21nel momento giusto,
26:23può cambiare la vita.
26:24Se un video di 30 secondi
26:27può farlo,
26:28pensate un po',
26:29una presenza continua,
26:32un supporto continuo
26:33ai giovani
26:34può davvero cambiare la vita,
26:37può cambiare la società
26:38e può cambiare la storia.
26:45Quindi la periferia
26:47non è un bordo morto del paese,
26:50la periferia è un cuore che pulsa
26:51ma che a volte pulsa da solo.
26:54Investire nei giovani
26:55nelle nostre periferie
26:56e di ogni periferia
26:57non è un gesto di carità
26:58che molto spesso
26:59viene interpretato in questo modo.
27:02È un atto di giustizia
27:03verso il futuro dell'Italia
27:05e tutela della salute mentale collettiva
27:08e custodia della dignità.
27:12Io oggi vi chiedo questo
27:13e concludo davvero.
27:17Non lasciamo soli
27:19i soli.
27:21grazie.
27:23Grazie.
27:26Grazie, grazie davvero.
27:29Don Cosa.
27:30Senta per l'altro
27:30per questa relazione
27:33che ha toccato
27:46veramente in profondità
27:49credo
27:50le corde di ognuno di noi
27:53anche perché
27:54diciamo
27:55è il frutto
27:55di una esperienza quotidiana
27:58che lei porta avanti
28:00una richiesta
28:02un'azione quotidiana
28:04di ascolto
28:04per ascoltare
28:05quel silenzio
28:06che appunto
28:07lei ricordava.
28:09Chiederei ai colleghi
28:11anche a quelli collegati
28:12se hanno delle domande
28:14delle osservazioni
28:15e poi
28:17andiamo avanti.
28:19Prego
28:19il collega Iaria
28:20chiedo anche ai colleghi collegati
28:23eventualmente
28:23mi fanno segno.
28:25Prego Antonino.
28:26Grazie Presidente
28:28ma anche
28:28grazie a lei
28:29perché
28:30devo dire
28:30lei ha fatto capire
28:31perfettamente
28:32qual è la differenza
28:33tra essere credibili
28:35sui social
28:36ed essere
28:37un trend
28:38sui social
28:39perché per metà questa nota
28:40ci sono alcuni
28:42suoi colleghi
28:42che nel passato
28:43sono diventati
28:44un trend
28:45sui social
28:45perché hanno fatto
28:46la canzone
28:47o hanno detto
28:48una parolaccia
28:49per essere
28:50diciamo
28:51essere un po' più
28:52giovanili
28:53giovani
28:53per avere un linguaggio
28:54più vicino ai giovani
28:55invece lei
28:56ha proprio fatto capire
28:57che
28:57essere credibili
28:59sui social
29:00è un valore aggiunto
29:02che in questa società
29:03deve essere
29:03chiaramente anche
29:05attenzionato
29:06e tra l'altro
29:08sono molto contento
29:09per la parola
29:10che ha detto
29:11che noi viviamo
29:11in un ambiente digitale
29:13il mio piccolo
29:14anch'io sto dicendo
29:14sempre questa cosa
29:15proprio nel
29:16andare a
29:18far capire
29:19che non possiamo
29:20bloccare
29:21questa tecnologia
29:22le tecnologie
29:23non possiamo bloccare
29:23né i social
29:24né l'uso
29:25dei cellulari
29:26né l'uso
29:27dell'intelligenza artificiale
29:30però possiamo
29:31e dobbiamo
29:32impegnarci
29:33come ha detto lei
29:33a andare
29:35a
29:35conoscere
29:37come funzionano
29:38i social
29:39come funziona
29:40l'intelligenza artificiale
29:41e come vivere
29:42in questo ambiente
29:43che sarà
29:44sempre di più
29:45un ambiente digitale
29:46quindi questo approccio
29:47è perfetto
29:48e devo dire
29:49che tra l'altro
29:50ci ha dato anche
29:51uno spunto
29:52presidente
29:53perché magari
29:53una parte
29:54della nostra relazione
29:55come commissione
29:56d'inchiesta
29:56potrebbe essere
29:58legata
29:58alle periferie
29:59digitali
30:00e periferie
30:01virtuali
30:02perché
30:02è un tema
30:04molto interessante
30:05adesso passo
30:06a
30:06delle domande
30:08specifiche
30:09è chiaro che
30:09la cosa difficile
30:11è il passaggio
30:12dal virtuale
30:13al reale
30:14e questo
30:15lei ha fatto
30:16alcuni esempi
30:17che sono interessanti
30:19dove vede
30:20ancora magari
30:22la possibilità
30:24di migliorare
30:25questo passaggio
30:26dalla relazione
30:26virtuale
30:27che c'è
30:28e ci sarà
30:28e che i giovani
30:29hanno
30:29e non bisogna
30:30demonizzarla
30:31passare anche
30:32a contemporanea
30:34a una
30:35reazione
30:36relazione
30:37reale
30:38lei ha parlato
30:39anche delle problematiche
30:40della dipendenza
30:42affettiva
30:42del digitale
30:43ecco anche lì
30:45mi chiedo
30:45stiamo andando
30:47con l'approccio giusto
30:49come società
30:50dove cerchiamo
30:51di
30:52come dire
30:53di
30:53nascondere
30:54in un certo
30:55maniera
30:55questo tipo
30:56di problematiche
30:57e non le vogliamo
30:58affrontare
30:58non so se
30:59il suo binomio
30:59essere prete
31:01e psicologo
31:01abbia aiutato
31:02a essere più
31:04efficace
31:04in questo senso
31:05ma io vedo
31:06che noi stiamo
31:07tentando
31:08veramente
31:08anche come
31:09come società
31:12ma anche
31:12come politica
31:13cercare di
31:14non
31:15parlare
31:16di queste problematiche
31:18cioè dando
31:19come l'idea
31:20che per esempio
31:21e faccio l'esempio
31:22di quello che stiamo votando
31:23appunto
31:23in Parlamento
31:24adesso
31:25che i genitori
31:26devono dare
31:27un consenso
31:28per affrontare
31:30alcuni temi
31:31all'interno
31:32delle scuole
31:33invece
31:33da quanto
31:34ho capito
31:34lei
31:34se vuole rispondere
31:35se non vuole
31:36non rispondere
31:37perché potrebbe
31:38instaurarsi
31:39una piccola nota
31:40polemica
31:41politica
31:42però il tema
31:43fondamentale
31:43è
31:44possono i genitori
31:46dare
31:46come dire
31:47essere quelli
31:48che danno
31:49un consenso
31:50per poter affrontare
31:52dei temi
31:53come quelli
31:53che lei ha evidenziato
31:54che possono essere
31:55trattati da psicologi
31:56da persone
31:56preparate
31:58appunto
32:00che possono aiutare
32:01i ragazzi
32:02cioè
32:02dobbiamo
32:03creare
32:04un mondo
32:05in cui
32:05questi temi
32:07vanno affrontati
32:07solo su un consenso
32:09specifico
32:10a me sembra
32:10una cosa
32:11assurda
32:11sulle aere interne
32:13lei ha detto
32:13una cosa fondamentale
32:15il digital divide
32:16è importantissimo
32:17non è soltanto
32:18per l'impresa
32:19ma anche
32:19per le relazioni
32:21e anche qui
32:22devo dire
32:23che
32:23un pochettino
32:26si sta andando avanti
32:27con i soldi
32:27del PNRR
32:28però effettivamente
32:29il tema fondamentale
32:30è creare
32:31valore aggiunto
32:33a chi sta
32:33nelle aree interne
32:35perché
32:35quello che mi preoccupa
32:36non è tanto
32:37creare occasioni
32:38nelle aree interne
32:38ma se è vero
32:39quello che ha detto lei
32:40che la depressione
32:41dei ragazzi
32:42nelle aree interne
32:42io abitavo in un paese
32:44quindi non mi sentivo
32:45però depresso
32:45almeno
32:46se questa cosa è cambiata
32:47a me preoccupa
32:49quindi a questo punto di vista
32:50lei ha
32:51non so se hai dei dati
32:52da poterci fornire
32:53su questo aumento
32:54delle problematiche
32:55dell'area interna
32:55proprio come
32:56idea che loro
32:58non possono fare
32:58certe cose
32:59io questa cosa
33:00poi chiudo
33:01è molto interessante
33:02chiaramente
33:02questa
33:03questa commissione
33:05di oggi
33:05chiudo perché
33:06noi abbiamo visto
33:07più o meno
33:08la stessa cosa
33:09nelle scuole di periferia
33:10abbiamo visto ragazzi
33:12che hanno perso
33:13la voglia di sognare
33:14di fare delle cose importanti
33:16e come dico sempre
33:17come diciamo sempre
33:17quando andiamo
33:18questa è una cosa bella
33:19che vi parte
33:20di tutti i compagni
33:21della commissione
33:22questi ragazzi
33:23una volta magari avrebbero detto
33:25voglio fare l'astronauta
33:26voglio fare
33:26come dire
33:27l'industriale
33:29adesso
33:30la loro idea
33:32quando richiediamo
33:33ai bambini elementari
33:34di cosa fare
33:34è voglio fare
33:35o l'estetista
33:37voglio fare
33:38lavorare
33:38come cassiera
33:39cioè
33:40capite che
33:41non c'è niente di male
33:42né a fare l'estetista
33:43né a fare la cassiera
33:44però
33:45stiamo scoprendo
33:47girando in tutte le scuole
33:48delle periferie
33:49che i sogni
33:52si stanno
33:52autolimitando
33:53e questo è un problema enorme
33:55punto
33:57sono stato lunghissimo
33:58mi perdona Presidente
33:59ma molto interessante
34:00grazie Antonino
34:02io ho un aspetto
34:04lei
34:05in alcune
34:07anche interviste
34:08in alcune
34:09ha parlato
34:10dei social
34:11come
34:11gabbia
34:12o ponte
34:13quindi magari
34:14se su questo aspetto
34:15ci può dire
34:16qualcosa in più
34:17e un secondo aspetto
34:19è se
34:20soprattutto
34:21nelle
34:22diciamo
34:23nelle nuove generazioni
34:25la situazione
34:27è peggiorata
34:28e quanto è peggiorata
34:30io credo di sì
34:30dopo la pandemia
34:31che è stata comunque
34:33una sfida
34:34molto complessa
34:36che ha
34:38in molti casi
34:39accentuato
34:40in maniera
34:41enorme
34:42questa solitudine
34:44che è stata un po'
34:45il filo conduttore
34:46del suo intervento
34:48quindi capire
34:49quanto
34:50diciamo
34:52sulla base
34:53della sua esperienza
34:54questa situazione
34:55è andata
34:56peggiorando
34:57con la pandemia
34:59e poi
35:00questo
35:00questo concetto
35:02del social
35:02gabbia
35:03o ponte
35:04che secondo me
35:05è molto efficace
35:06perché rende bene
35:07rende bene
35:08l'idea
35:09poi se i colleghi
35:10hanno qualche domanda
35:12ulteriore
35:12mi fanno
35:13mi fanno
35:13cenno
35:14intanto darei
35:15la parola
35:16a Don Cosimo
35:17ok
35:21ritornando
35:26a quello
35:28che veniva
35:29detto prima
35:29io penso
35:30a Iaria
35:34penso
35:37che innanzitutto
35:38serve
35:39una
35:39educazione
35:41sul mondo
35:41digitale
35:42soprattutto
35:42verso i genitori
35:44e poi
35:46pensare
35:47ai ragazzi
35:48e ai bambini
35:49perché
35:49lasciare il cellulare
35:51a un bambino
35:51di due anni
35:52un tablet
35:53è vero
35:55che nasce
35:55nel mondo
35:56digitale
35:56ma a livello
35:57cognitivo
35:57ci sono poi
35:58dei grandi danni
36:00perché
36:00il manuale
36:02dà la possibilità
36:04al bambino
36:04di acquisire
36:05delle abilità
36:07e delle capacità
36:08che poi
36:08utilizzerà
36:09nel mondo
36:10adulto
36:11quindi io penso
36:12innanzitutto
36:13le scuole
36:14e gli adulti
36:15si devono attrezzare
36:16in questo
36:16bisogna aiutarli
36:18perché non
36:18forse
36:20non c'è la possibilità
36:21di farlo
36:22quindi sulla questione
36:24del consenso
36:24o non consenso
36:25io penso che
36:26vanno prima educati
36:27gli adulti
36:29per dare una
36:30testimonianza
36:31credibile
36:31sull'uso
36:33e sul bene
36:34che possono portare
36:35far capire
36:37che alcuni
36:38usi
36:38danneggiano
36:39di che aiutare
36:40perché purtroppo
36:41la società di oggi
36:43è la società
36:44dell'immagine
36:45bisogna essere
36:46perfetti
36:47belli
36:47primi in tutto
36:49e quindi
36:50di conseguenza
36:51se fallisci
36:52non va bene
36:54allora
36:55se già per primi
36:56i genitori
36:56non riescono a comprendere
36:58oppure anche a scuola
36:59gli insegnanti
36:59questo
37:00è normale
37:01che la situazione
37:03peggiora sempre di più
37:04e l'uso
37:05diventa poi
37:07talmente
37:08una dipendenza emotiva
37:10digitale
37:11che aumenta
37:12in maniera
37:12esorbitante
37:14quindi questo
37:15una rieducazione
37:17o proprio
37:18un'educazione
37:18partendo da zero
37:19sulla questione
37:22del social
37:25che può essere
37:26ponte
37:26o gabbia
37:28diventa ponte
37:30perché
37:31io lo dico sempre
37:32dà la possibilità
37:32di raggiungere
37:33tante persone
37:34che nella realtà
37:35non potrai mai
37:37incontrare
37:37se io penso
37:39la mia parrocchia
37:40di 1200
37:41abitanti
37:42confrontandola
37:45con
37:45un milione
37:47e passi
37:48di persone
37:48che incontro
37:49sui social
37:50c'è qualcosa
37:53di
37:53grandioso
37:55e quindi
37:57per questo
37:57diventa
37:57ponte
37:58diventa
37:58gabbia
37:59nel momento
37:59in cui
38:00si rimane
38:02fermi
38:02nel virtuale
38:04ecco perché
38:04quella rieducazione
38:06quella educazione
38:07nel far comprendere
38:08che l'incontro
38:08digitale
38:10deve essere
38:11un inizio
38:13qualcosa che
38:14dà l'input
38:15ma poi
38:16guardarsi negli occhi
38:17incontrarsi
38:18parlare
38:20sempre con
38:21la cautela
38:22che non sappiamo
38:22molto spesso
38:23chi c'è dietro
38:23lo schermo
38:24perché sono tante
38:25finte identità
38:26diventa
38:27questo ponte
38:28e gabbia
38:29nel momento in cui
38:30si rimane
38:31fermi
38:32
38:32e diventa
38:33gabbia
38:33a causa
38:34di questa
38:35solitudine
38:35latente
38:36che ormai
38:38è nella vita
38:38di tante persone
38:39dopo la pandemia
38:41dove ormai
38:42ci siamo tutti
38:43fermati
38:43e abbiamo
38:45cominciato
38:46a fare i conti
38:46anche con noi
38:47stessi
38:48e il dopo
38:49è stato un po'
38:49deleterio
38:50perché io ricordo
38:51durante la pandemia
38:52andrà tutto
38:54bene
38:55saremo
38:56migliori
38:57diventeremo
38:58diversi
38:59c'è stato
39:00un attimo
39:01di questa
39:02bontà
39:03che la chiamo
39:03virtuale
39:04perché è rimasta
39:05nell'aria
39:06e quindi
39:10queste cose
39:10sono
39:11virtualmente
39:17nella solitudine
39:17sta con noi
39:19in compagnia
39:19e quindi
39:21
39:23sono anche
39:24peggiorate
39:24tanto
39:25le patologie
39:26psicologiche
39:27dopo la pandemia
39:28perché non c'è stato
39:30davvero
39:31un cambiamento
39:33e quindi
39:33questo ha portato
39:34in tante persone
39:36una grande frustrazione
39:38un'incapacità
39:40davvero
39:40di ricominciare
39:42in maniera nuova
39:43e in maniera bella
39:44invece
39:45quando si è
39:46ritornati
39:47alla vita
39:48di tutti i giorni
39:50è cresciuta
39:52l'indifferenza
39:53che è quella
39:56che
39:56uccide
39:57grazie
40:00il collega
40:01De Palma
40:02prego Vito
40:03prego Vito
40:08
40:09ci siete
40:10ci sono
40:12ci sentiamo
40:13voi vi vedo
40:15
40:15chiedo scusa
40:16Don Cosimo
40:17intanto
40:18per
40:19non
40:19essere presente
40:20qui
40:21di commissioni
40:22contemporanei
40:23voglio
40:23rivolgere
40:25un sincero saluto
40:26perché oggi
40:27lei Don Cosimo
40:29ha portato
40:30alla commissione
40:32di inchiesta
40:32non solo
40:33la voce
40:34di una comunità
40:35ma
40:35un linguaggio
40:36nuovo
40:37e quel linguaggio
40:38capace
40:39di raggiungere
40:40tante persone
40:41fuori dai confini
40:42della parrocchia
40:43tradizionale
40:44e che oggi
40:45diciamo
40:46con cui
40:46anche noi
40:47politica
40:49deve
40:50anche la politica
40:51deve confrontarsi
40:52il suo impegno
40:54sul territorio
40:55testimonia come
40:56diciamo
40:57dalle periferie
40:59possono nascere
41:00esperienze
41:02di bellezza
41:03anche
41:04come dire
41:04con i mezzi
41:06di oggi
41:07questa possibilità
41:08di fede
41:08con la profondità
41:09particolare
41:11che lei
41:11mette
41:12attraverso
41:13il linguaggio
41:14è un mezzo
41:15importante
41:16per
41:16costruire
41:18che cosa
41:18per costruire
41:19quei ponti
41:20sono necessari
41:22sono necessari
41:23tra la chiesa
41:24e la strada
41:24sono necessari
41:26tra il reale
41:27e il digitale
41:28tra la solitudine
41:30e la comunità
41:30e sono necessari
41:31per una commissione
41:33come la nostra
41:34che vuol
41:35fare
41:36dall'inchiesta
41:37anche
41:38l'analisi
41:39dei reali bisogni
41:40di un territorio
41:41che non può più
41:42aspettare
41:43quindi io
41:43la ringrazio
41:44per la sua
41:45testimonianza
41:46di oggi
41:46per il contributo
41:47che ci ha dato
41:48che sicuramente
41:48di cui faremo
41:50tesoro
41:51e grazie ancora
41:52anche
41:52il mio saluto
41:54anche
41:54questo
41:55il Presidente
41:57lo consentirà
41:58insomma anche
41:58da deputato
42:00di Taranto
42:01la provincia di Taranto
42:02è un mio
42:02conterraneo
42:04bene
42:06grazie
42:06grazie
42:07grazie
42:10a Don Cosimo
42:11perché
42:12non abbiamo
42:13solo affrontato
42:14diciamo
42:15la tematica
42:16e lei ha portato
42:17comunque
42:18una testimonianza
42:20importante
42:21molto forte
42:22ma ci ha anche
42:22lasciato
42:23una serie
42:24di proposte
42:26e di spunti
42:27concreti
42:28che sono
42:29preziosi
42:30per questo lavoro
42:31che stiamo portando avanti
42:32come diciamo sempre
42:33un lavoro di approfondimento
42:35e oggi è stata
42:36una bella pagina
42:37di approfondimento
42:38un lavoro di proposta
42:40perché noi siamo
42:41legislatori
42:42e poi un lavoro
42:43di presenza
42:44sui territori
42:45come dicevamo
42:46prima
42:46questi sono
42:48tre aspetti
42:49che hanno
42:50diciamo
42:50una
42:51medesima
42:52importanza
42:5433
42:5433
42:55perché
42:57anche
42:58l'aspetto
42:59della presenza
43:01sui territori
43:02in particolare
43:02in quelle aree
43:04che per decenni
43:05sono state
43:05diciamo
43:07un po'
43:07tralasciate
43:08dall'azione
43:09dell'istituzione
43:09rappresenta
43:11un
43:11diciamo
43:12un segnale
43:14un messaggio
43:15positivo
43:15che
43:17mi creda
43:18nel momento
43:18in cui
43:19noi lanciamo
43:20un input
43:21all'interno
43:21delle comunità
43:23delle periferie
43:24la risposta
43:25è veramente
43:26una risposta
43:27positiva
43:28ed entusiasta
43:30io credo
43:30che
43:31dalla
43:31riflessione
43:33di oggi
43:34e poi
43:34trasmetteremo
43:35a tutti
43:35i colleghi
43:37ecco
43:38raccogliamo
43:39una serie
43:39di elementi
43:40davvero
43:41importanti
43:42in questo
43:42percorso
43:43che stiamo
43:44portando
43:45avanti
43:45quindi ecco
43:46le passerei
43:47la parola
43:48per un
43:48saluto
43:49finale
43:50e un
43:51ringraziamento
43:52anche
43:53al nome
43:53di tutti
43:54i membri
43:54della commissione
43:55per la sua
43:55disponibilità
43:56oggi
43:56a stare
43:57qui con
43:58noi
43:58per questo
43:58bel momento
43:59di confronto
44:00io ringrazio
44:02il presidente
44:03che mi ha
44:03pensato
44:04per questo
44:06incontro
44:07indegnamente
44:08ho accettato
44:10ringrazio
44:12tutti voi
44:13che siete
44:14qui
44:15questa sera
44:15e che mi avete
44:16ascoltato
44:16spero davvero
44:17che
44:18riusciamo
44:19a portare
44:21una ventata
44:22di
44:22gioia
44:24di entusiasmo
44:25a tutti
44:26questi
44:26giovani
44:27che
44:27vivono davvero
44:28momenti di tristezza
44:30di incomprensione
44:31e che
44:32sono davvero
44:33soli
44:34noi
44:35guardiamo
44:36i social
44:36e vediamo
44:37che vanno
44:38a ballare
44:39le feste
44:40sorridenti
44:41ma
44:42è solo
44:43purtroppo
44:44una grande
44:45montatura
44:46dove
44:46dietro
44:47quegli occhi
44:48sorridenti
44:49e quella
44:50finta vita
44:51da far vedere
44:51agli altri
44:52la vetrina
44:53dietro ci sono
44:54davvero
44:55tante
44:55vite
44:56tristi
44:58vite
44:58che
44:59vivono
45:00una solitudine
45:01immensa
45:02quindi se
45:03riusciamo
45:05a portare
45:06la differenza
45:07io sono convinto
45:08che cambierà
45:09non solo
45:09la vita
45:09di questi giovani
45:11cambierà
45:11la vita
45:11della società
45:12cambierà
45:13la vita
45:13dell'Italia
45:14cambierà
45:15la vita
45:15di tutta
45:16la storia umana
45:17grazie
45:18grazie davvero
45:22a Don Cosimo
45:23Schena
45:24ringrazio
45:25i colleghi
45:26sia quelli in presenza
45:27che quelli collegati
45:29e dichiaro
45:30conclusa
45:30l'audizione
45:31odierna
45:32grazie
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