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https://www.pupia.tv - Locatelli - Negli scorsi giorni ho partecipato al convegno della Erickson per parlare di Progetto di Vita. Grazie a tutti i relatori, ai partecipanti, a Dario Ianes per avermi invitata e a chi ogni giorno educa e insegna, ascolta e comprende, perché l’inclusione scolastica non sia solo una norma ma una scelta consapevole e condivisa e l’insieme di professionalità e relazioni. Grazie a tutti. (28.11.25)

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Trascrizione
00:00Grazie. Grazie Dario per questa
00:17introduzione, grazie per l'invito a
00:20Dario Ianes, a Ericsson, ma
00:22soprattutto a voi che insomma
00:24siete qui e partecipate a un
00:26momento di formazione che è
00:28importante davvero per tutti.
00:30Voglio salutare tutti gli illustri
00:31relatori, la nostra moderatrice,
00:34per me è un onore essere qui
00:36perché parlare della riforma sulla
00:38disabilità davanti a chi ogni giorno
00:41affronta sfide importanti che
00:43riguardano non solo l'inclusione ma
00:45dal mio punto di vista la
00:47valorizzazione di quelle che sono le
00:49competenze e le possibilità di ogni
00:51persona a partire dai più piccoli è
00:54fondamentale. La riforma sulla
00:55disabilità non è solo un insieme di
00:58procedure, metodologie, aspetti
01:02tecnici. Certo c'è una parte
01:04importante che approccia una nuova
01:07visione soprattutto nell'organizzazione
01:10del percorso di valutazione
01:12dell'invalidità civile dove vogliamo
01:13semplificare, sburocratizzare. Oggi ci
01:17sono sette commissioni con sette
01:19certificati, due domande introduttive,
01:21la visita di revidibilità per le
01:23persone con disabilità e questo
01:25certamente è una fatica. Con la
01:27riforma sulla disabilità noi diciamo
01:28che basta una commissione che rilascia
01:31un certificato per una persona che fa
01:34una domanda e che non deve essere
01:36rivalutata di anno dopo anno con
01:39tante fatiche, tante complicazioni
01:41perché di complicazioni le persone con
01:46disabilità e le loro famiglie ne
01:47vivono tantissime giorno dopo giorno.
01:49Ma devo dire che il cuore della riforma
01:52quello che poi si approfondirà anche
01:54con Francesca Palmas è veramente il
01:56progetto di vita che ricomprende
01:58anche quello che fatte in tanti di voi
02:00fanno ogni giorno cioè il piano
02:03educativo individualizzato. Nel corso
02:06del tempo abbiamo imparato che è
02:09cambiato il mondo, sono cambiate le
02:11persone, gli strumenti di cui
02:14disponevamo quando è nato il sistema
02:17di welfare non sono più sufficienti
02:19per dare risposte concrete alle
02:22persone con disabilità, alle famiglie
02:23ma io direi in generale. Ecco che
02:26arriva il progetto di vita che non
02:27nasce naturalmente con me, non nasce
02:29oggi ma viene da lontano, ne troviamo
02:33già traccia nella 328 del 2000 ma
02:36soprattutto viene dalla spinta delle
02:38persone con disabilità, delle
02:39associazioni e delle famiglie che
02:41vogliono qualcosa di più, non basta un
02:45sistema standardizzato di risposta
02:47c'è bisogno di dare una risposta
02:49mirata, a partire da cosa? A partire
02:52dal diritto di scegliere di ogni
02:55persona e il diritto di scegliere
02:57soprattutto per le persone con
02:59disabilità deriva dalla convenzione
03:01ONU sui diritti delle persone con
03:03disabilità che purtroppo ogni tanto
03:05qualcuno si dimentica che è legge nel
03:07nostro paese, è legge ormai da 16
03:09anni, non da ieri e qualcuno pensa che
03:13sia solo un manuale di orientamento
03:14devo dire che a me orienta ogni giorno
03:17perché i principi cardine della
03:19convenzione ONU rispetto alla
03:21centralità della persona, al diritto
03:23di scelta, alla vita indipendente,
03:25all'accessibilità universale, alla
03:28vita autonoma indipendente, sono
03:30principi sacrosanti e che abbiamo
03:33declinato nella riforma sulla
03:34disabilità ma voglio arrivare a dire
03:37che la riforma sulla disabilità è
03:38molto altro, cioè non è un punto
03:41d'arrivo. Certo c'è la formazione
03:44indispensabile per fare cultura, per
03:47cambiare nel nostro paese, serve
03:49formazione perché ci sono ancora
03:51tante persone che pensano ovviamente
03:53che è più facile fare quello che si è
03:54sempre fatto ma noi abbiamo bisogno
03:57invece di eroi, di quelli che cambiano
04:00la storia, di quelli che dicono faccio
04:02qualcosa in più perché se faccio
04:04qualcosa in più e mi impegno intanto è
04:07più gratificante il mio lavoro quotidiano
04:10sia che sia un assistente sociale, un
04:13insegnante, un educatore, qualcuno che
04:16lavora nella parte sanitaria del nostro
04:19sistema di welfare ma soprattutto
04:21cambiamo davvero un approccio che non
04:25può più funzionare allo stesso modo e
04:27dicevo che è un punto di passaggio
04:30perché quello che io vedo oltre alla
04:32riforma è veramente una prospettiva
04:36nuova. Pensare che non c'è più un
04:40gruppo di persone che ha solo bisogno
04:42di essere assistite o aiutate ma che
04:46tutti siamo parte di questo mondo, tutti
04:49con gli stessi diritti e dovremmo avere
04:50anche tutti le stesse opportunità. Ecco
04:53perché parliamo a volte di
04:54accomodamento ragionevole, ecco perché
04:57dico vediamo in ogni persona le
04:59potenzialità e non i limiti perché
05:01questo piano piano può cambiare le
05:04cose. Il sistema di welfare, il sistema
05:08sociale, l'approccio sanitario,
05:10l'integrazione socio-sanitaria di cui
05:12parliamo da tantissimo tempo non
05:15arriva mai, non arriva mai perché anche
05:18io che ho fatto l'amministratore anche
05:20locale tante volte facevo fatica a
05:22chiamare telefonicamente dalla parte
05:26dei servizi sociali magari i servizi
05:28sanitari, so che anche i servizi sanitari
05:31fanno fatica a mettersi in contatto con
05:32quelli sociali perché ognuno pensa di
05:35avere in carico una persona perché è
05:38bollata come sanitaria o bollata come
05:41sociale. Chi si occupa di persone tutti
05:44i giorni come credo il 99,9 per cento di
05:48voi o tutti sa che ogni persona, anche
05:53noi, ha bisogno di tutto, ha bisogno di
05:57benessere, di salute, di cure, di terapie,
06:00di riabilitazione in alcuni casi ma ogni
06:03persona nella sua vita per avere una
06:05vita dignitosa ha bisogno anche di
06:08molto altro, formazione ma poi anche
06:11lavoro oppure anche per tutti vale una
06:15dimensione della vita sociale che tenga
06:18conto della parte affettiva,
06:21relazionale, anche culturale, ricreativa,
06:24sportiva, quella parte della vita che ci
06:27rende vivi. Cioè noi non è che nasciamo
06:30per essere curati, non è che nasciamo
06:32per lavorare, noi nasciamo e viviamo,
06:36penso, perché abbiamo il diritto di
06:38scegliere cosa fare della nostra vita
06:41ed ecco che la prospettiva della riforma
06:44sulla disabilità è molto di più, è un
06:47cambio che parte da ogni persona, cioè io
06:50da sola non ce la faccio, non ce la fa
06:52neanche Francesca Palmas da sola, non ce la
06:54fanno neanche i nostri formatori nazionali
06:57che pure stanno formando migliaia e
06:59migliaia di persone nell'approccio alla
07:02presa in carico della persona con
07:05disabilità sui territori, abbiamo bisogno
07:07di tutti, cioè non possiamo più pensare
07:10che il tema dell'inclusione, della
07:13disabilità, della valorizzazione delle
07:15persone sia di qualcuno e qualcun altro
07:17non ha quello che qualcuno dice, il
07:19problema, non esiste un problema, non
07:22esiste un'etichetta che io metto su una
07:24persona perché quella ha una disabilità
07:26o ha una malattia, perché proprio la
07:29convenzione ONU di cui parlavamo
07:31all'inizio descrive la condizione di
07:34disabilità come l'interazione negativa
07:36con l'ambiente, quindi è qualcosa che
07:38sta fuori, è qualcosa per cui noi ci
07:41dobbiamo anche battere, perché le
07:44barriere architettoniche ci sono ancora,
07:47perché quelle culturali, quelle mentali,
07:49quelle sensoriali, quelle all'informazione,
07:51alla comunicazione, ci sono ancora,
07:54eppure ledono dei diritti, ledono dei
07:57diritti, ma io mi sono detta, cioè non
08:00bastano le leggi, tante volte non
08:02bastano neanche i soldi, serve qualcosa
08:06di più, serve un impegno condiviso, la
08:08consapevolezza che nessuno, nessuno
08:11può chiamarsi fuori da questo mondo,
08:15sono circa tredici milioni e mezzo le
08:19persone con un'interazione negativa con
08:22l'ambiente in Italia, le persone con
08:24disabilità media, lieve, grave,
08:27temporanea, permanente, tredici milioni e
08:30mezzo vuol dire che qualcuno ha questa
08:34interazione negativa con l'ambiente,
08:35qualcuno ha un parente, qualcuno conosce
08:38qualcun altro, chi può chiamarsi fuori?
08:41Nessuno, e allora è un compito condiviso,
08:43cioè dobbiamo insieme unire le forze, il
08:47mondo educativo, il mondo sociale, il
08:50mondo sanitario, ecco nel progetto di
08:52vita la parte che io chiamo
08:55rivoluzionaria, che sembra banale ma è
08:59rivoluzionaria, credetemi, è quella per
09:01cui obblighiamo, obblighiamo le
09:04istituzioni che fanno parte del mondo
09:07sanitario, del mondo sociale, della
09:09scuola, di tutto, a lavorare insieme, a
09:12cooperare, a cooperare, questo è il
09:15futuro, lavorare insieme, una cosa
09:17semplice ma che a volte risulta così
09:20difficile, risulta difficile per chi è
09:23nella scuola e ha bisogno di parlare
09:24con l'assistente sociale, risulta
09:26difficile per l'assistente sociale che
09:28deve parlare con l'ambito sanitario, per
09:30tutti, eppure questa è una sfida che io
09:33sono convinta che possiamo superare
09:35attraverso la formazione, attraverso la
09:38legge che adesso insomma ci dice che da
09:41qui indietro non si torna, però dicevo
09:43da sola la legge non basta, serve che
09:46tutti noi siamo convinti che gli
09:48strumenti di prima non sono più
09:50sufficienti, che la strada del progetto
09:53di vita che offre percorsi e un
09:56accompagnamento alla vita mirato e
09:59personalizzato è la strategia giusta e
10:01che insieme ci dividiamo su tante cose
10:04sicuramente ma su qualcuna, su qualcuna
10:07dobbiamo essere veramente uniti e
10:09convinti perché il tema del progetto di
10:11vita, l'accessibilità universale, diritto
10:13di tutti a una vita piena e partecipata
10:15dal punto di vista sociale, politico,
10:17culturale, sportivo, ricreativo, affettivo
10:20questo è un patrimonio di tutti sul quale
10:23non possiamo avere idee divergenti, dobbiamo
10:26stare uniti perché, e chiudo, perché questo
10:29mondo che è di tutti ma che parla di
10:33sociale spesso è all'ultimo posto, è
10:36all'ultimo posto quando si aprono i
10:38telegiornali, è all'ultima pagina
10:41dei quotidiani e dei nazionali e non
10:44viene citato se non quando c'è qualche
10:46polemica, se non quando c'è qualche
10:49tragedia, allora il mio telefono scoppia
10:52di chiamate di tutti ma io penso che
10:57questo mondo valga molto di più, valga
11:00nel quotidiano di quei progetti, di quelle
11:02persone, di quelle associazioni, di quegli
11:04insegnanti, di tutti coloro che ci credono
11:07e stanno costruendo il cambiamento
11:08allora quello io mi chiedo e
11:10provocatoriamente dico, visto che qua
11:12ogni tanto qualche provocazione si fa
11:14perché io non devo aprire il Tg1, il
11:18Tg5 e tutti gli altri telegiornali con
11:22anche queste notizie, con la notizia di
11:24Ericsson che fa l'incontro di formazione
11:26parla di progetto di vita, con la notizia
11:29di un'associazione che magari ha fatto un bel
11:31progetto sull'autismo, con la notizia di una
11:34scuola che fa con gli studenti, porta
11:38avanti il tema dell'inclusione e della
11:40valorizzazione dei talenti. Ecco, io credo
11:43che questa sia la sfida più grande,
11:45resistere e portare avanti convinti, con
11:48determinazione, una scelta di cambiamento
11:50che risponde a tutti noi, non solo a
11:53qualcuno. L'ultima cosa che dico e poi vi
11:56lascio, forse ho già rubato troppo tempo,
11:57in queste mura, qua, lo dicevo prima
12:01Dario, a giugno si terrà un grande evento
12:04proprio per parlare di valorizzazione
12:06delle persone, dove si ricontrerà tutto
12:08il mondo che si occupa degli altri, mi
12:11piace anche dire così, che si occupa
12:12degli altri, quindi siete tutti invitati
12:1425, 26, 27 giugno, Expo AID e la
12:17seconda edizione, ci saranno tanti focus
12:20tematici, tante riflessioni, ma soprattutto
12:22tanti incontri che possono portare anche
12:24quelli al cambiamento. Grazie per tutto
12:26quello che fate. Grazie.
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