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  • 6 giorni fa
Roma, 17 dic. (askanews) - Nella cornice solenne della Sala Matteotti della Camera dei Deputati, a Roma, si è svolto il convegno promosso dall'associazione I Sud del Mondo ETS dal titolo "Ricostruire fiducia, ricostruire Paesi: Italia, OSCE e società civile per la pace - Promuovere la pace tra Ucraina e Russia attraverso il dialogo, la sicurezza, la cooperazione e lo sviluppo umano".Un appuntamento intenso e partecipato, che ha dato vita a un confronto profondo tra istituzioni, mondo accademico e società civile sul ruolo che l'Italia, insieme all'OSCE, può e deve assumere nei delicati percorsi di pace e nei processi di ricostruzione delle terre ferite dalla guerra. Al centro del dibattito è emersa con forza una convinzione condivisa: senza fiducia non può esistere né stabilità né futuro. Ricostruire legami, prima ancora che infrastrutture, è il primo passo verso uno sviluppo umano duraturo.Dopo i saluti istituzionali di Alessandro Colucci, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, di Pompeo Torchia e di Giuseppe Galati, il dialogo è stato guidato con sensibilità e competenza da Claudia Conte, giornalista e portavoce ufficiale di Domus Europa - Centro di cooperazione Italia-Ucraina per la ricostruzione.Hanno contribuito al confronto autorevoli voci del panorama politico e istituzionale: l'On. Emanuele Loperfido, Segretario della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera; l'On. Eugenio Zoffili, Presidente della Delegazione italiana presso l'Assemblea Parlamentare dell'OSCE; il Sen. Marco Scurria, Segretario della Commissione Politiche dell'Unione Europea; l'On. Enzo Amendola e l'On. Alessia Ambrosi. Accanto a loro, rappresentanti di primo piano del mondo internazionale e della cooperazione: Roberto Montella, Segretario Generale dell'Assemblea Parlamentare dell'OSCE; Roberto Bevacqua, esperto di analisi geopolitiche e geoeconomiche e Direttore del Krysopea Institute; Guido George Lombardi, Direttore dell'International Council for Economic Development; Nicola Graziano, Presidente di UNICEF Italia; e Marcello Fiori, Direttore Generale di INAIL.Particolarmente toccante la testimonianza di Natalia Kholodenko, celebre psicologa ucraina, conosciuta come l'"Oprah Winfrey dell'Ucraina" per il suo lavoro ispiratore di aiutare le donne e le famiglie ucraine a superare i traumi della guerra, che ha raccontato il valore umano e terapeutico del programma "Maratona Psicologica Ucraina 2025", dedicato al sostegno delle madri costrette a fuggire dalla guerra. A lei è stato conferito il riconoscimento "Eccellenze Sud del Mondo", in segno di gratitudine per l'impegno profuso a favore delle donne e dei bambini colpiti dal conflitto.A chiudere i lavori, le riflessioni di Giulio Tremonti, Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, che ha richiamato la responsabilità politica e morale dell'Europa nel farsi promotrice di pace, dialogo e ricostruzione."Con questo convegno abbiamo voluto ribadire un messaggio semplice: senza fiducia non c'è pace, e senza pace non c'è sviluppo. La guerra tra Ucraina e Russia riguarda direttamente l'Europa e impone di non rinunciare al dialogo e alla diplomazia, anche nei momenti più difficili. - queste le parole di Pompeo Torchia- Il nostro obiettivo è stato quello di mettere insieme istituzioni, OSCE, mondo accademico e società civile per passare dall'analisi alle proposte concrete: sicurezza, ricostruzione sostenibile e centralità delle persone. L'Italia, per storia e credibilità, può giocare un ruolo importante nei percorsi di mediazione, nella ricostruzione e nel sostegno umano e sociale alle popolazioni colpite. La pace non è un'utopia: è una responsabilità condivisa."Un convegno che ha lasciato un messaggio chiaro e necessario: la pace non è solo un obiettivo diplomatico, ma un processo umano, che nasce dall'ascolto, dalla cooperazione e dalla volontà condivisa di ricostruire fiducia, insieme.

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Trascrizione
00:00Promuovere la pace tra Ucraina e Russia attraverso dialogo, sicurezza, cooperazione e sviluppo umano, il convegno promosso dall'associazione I Sud del Mondo presso la Camera dei Deputati a Roma.
00:12Questa iniziativa nasce ovviamente in un momento storico in cui la pace non può essere semplicemente invocata, la pace va costruita, va difesa, va a essere credibile attraverso azioni coerenti e però affinché questo avvenga ci vuole una visione strategica che deve sostenere il dialogo, deve sostenere la ricostruzione sostenibile.
00:35E la pace ovviamente, da qui anche la nostra iniziativa vede più soggetti, non nasce da un singolo attore. La pace si realizza fra le istituzioni, fra gli organismi multilaterali, fra le comunità religiose, le università, cioè fra tutti quei soggetti che complessivamente compongono la capacità di promuovere e realizzare.
00:57Un convegno che ha lasciato un messaggio chiaro e necessario. La pace non è solo un obiettivo diplomatico, ma un processo umano che nasce dall'ascolto, dalla cooperazione e dalla volontà condivisa di ricostruire fiducia insieme.
01:10La pace lo vogliamo tutti, è difficile farla. Io credo che la pace possa venire dall'Europa. Se l'Europa si unisce, ci può essere pace nel sud del mondo e anche nel resto del mondo. Grazie.
01:25Un appuntamento intenso e partecipato che ha dato vita a un confronto profondo tra istituzioni in mondo accademico e società civile sul ruolo che l'Italia insieme all'OSCE può e deve assumere nei delicati percorsi di pace.
01:38Scudere di pace significa scudere di fiducia, ma soprattutto posso raccettere sull'impegno che devono fare tutto, che è importante. Perché la pace e anche la guerra non devono essere distanti dai pensieri.
01:48Bisogna combatterla. La guerra costruendo percorsi di pace, dialoghi di pace, conoscenza di quelli che sono i diritti fondamentali.
01:55Questo è il senso del mio intervento e questo è il senso importante che ha dato questo convegno stasera, al quale ho avuto l'ora di partecipare con il sud del mondo, con il quale abbiamo una intesa, una convenzione.
02:05Vogliamo fare cose insieme. Perché mettere al centro del dibattito l'interesse dei bambini, delle bambine e delle future generazioni è probabilmente la stata uguale al futuro.
02:13Vogliamo fare cose insieme.
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