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Trascrizione
00:00Eccoci con il sommario di una nuova puntata di Psofatto l'Italia si racconta,
00:04tra gli argomenti e gli ospiti un focus sul concetto di regalo aziendale,
00:09passato da essere un costo a leva strategica per le relazioni.
00:13Parleremo poi della gentilezza praticata sul posto di lavoro e del Natale delle famiglie allargate
00:19e inoltre ci concentreremo su che cosa ci sta dietro all'organizzazione di eventi e progetti B2B.
00:26Tutto questo subito dopo la sigla ovviamente in compagnia anche delle nostre rubriche, tra poco.
00:56Ben trovati, eccoci in studio con questa nuova puntata di Psofatto l'Italia si racconta.
01:01Vi parliamo di un mercato in apertura da quasi un trilione di dollari, ancora sconosciuto in Italia.
01:07È il gift marketing che sta diventando sempre più uno strumento di relazione per le imprese,
01:14più coinvolgimento per il 55% dei brand e una maggiore fidelizzazione intorno al 43%.
01:22Quindi da obbligo sta diventando vero e proprio strumento di customer care ad alto valore aggiunto.
01:29Ne parliamo con il primo ospite di questa puntata.
01:31Diamo il benvenuto a Giuseppe Carlucci, co-founder e CEO di Qbox,
01:36che è una realtà tutta italiana dedicata al gift marketing esperienziale.
01:41Giuseppe, ben trovato, buongiorno.
01:44Buongiorno, buongiorno a voi.
01:45Intanto grazie per essere nostro ospite e per farci conoscere più da vicino come sta cambiando la tipologia di regalo, di gift marketing.
01:56Partiamo da qui, abbiamo aggiunto anche l'aggettivo esperienziale.
02:00Ecco perché oggi il regalo aziendale non è più considerato un obbligo, un semplice costo, ma un investimento addirittura strategico?
02:09Perché i dati ci dicono chiaramente che il regalo aziendale è diventato una leva di business.
02:15Il settore del corporate gift marketing a livello globale non è più un rituale di cortesia.
02:21Si stima che nel 2025 supererà i 920 miliardi di dollari fino a raggiungere oltre un trilione nei prossimi anni.
02:32E quindi una trasformazione culturale prima ancora che economica.
02:37Le aziende che investono nel gifting strutturato vedono dei risultati concreti.
02:44Infatti l'80% registra un rafforzamento delle relazioni con i propri clienti oltre a una maggiore fidelizzazione ed un incremento diretto nelle vendite grazie ai programmi di gifting.
03:01Questo significa quindi che il regalo ben progettato non è un costo, bensì un asset relazionale che incide sulla retention, sui referral e sul posizionamento del brand.
03:15Grazie Giuseppe.
03:19I dati sono estremamente incoraggianti nel medio breve termine.
03:24Ti lascio finire, poi volevo farti un raffronto tra il mercato globale e l'Italia, ma lo facciamo dopo.
03:31Ti lascio finire, prego.
03:32Sì, no, soltanto per raggiungere che in Qbox partiamo proprio da queste evidenze e quindi ogni box deve generare un ritorno tangibile in termini di relazione e di percezione del brand.
03:47Ed è questo il vero cambio di paradigma.
03:50Ti ringrazio. La domanda mi viene appunto spontanea, quella che ti anticipavo poco fa, ovvero se a livello globale sta crescendo così rapidamente, perché in Italia è ancora poco conosciuto?
04:04Cioè che cosa ci frena culturalmente rispetto ad altri paesi?
04:07L'Italia ha una tradizione molto forte legata al dono, specie a quello gastronomico, ma questo è spesso confinato alla logica del gesto dovuto, del si è sempre fatto così.
04:24Nel resto del mondo, soprattutto oltreoceano, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, il gifting è invece già una disciplina strategica, con budget strutturati, KPI misurabili e piattaforme dedicate.
04:39Da noi il regalo aziendale è ancora percepito come una voce di costo da comprimere, da contenere, questo frena l'innovazione.
04:48Inoltre, la grande diffusione del cesto gastronomico ha creato una inerzia culturale, poiché si pensa che il regalo sia esclusivamente quello, senza immaginare alternative ad alto valore aggiunto.
05:05Il risultato è che è un paradosso, mentre il mercato globale vola verso il trilione di dollari, in Italia è ancora tutto da costruire.
05:16Quindi è proprio qui che in realtà come Qbox stanno colmando il gap, introducendo un approccio moderno, esperienziale ed orientato al ROI.
05:27Sì, c'è una sorta proprio di personalizzazione nel segmento premium che voi fate, in modo tale che dall'altra parte non venga percepito il dono come un qualcosa di forzato,
05:44una costruzione, soprattutto fatto senza pensare al nostro interlocutore, ma come dire, fatto così, standardizzato.
05:52E allora io ti chiedo, mi sembra di capire che si debba in qualche modo sorprendere il nostro destinatario, cioè farlo sentire realmente considerato e realmente pensato.
06:03È questo lo switch che succede?
06:06Oggi la forma del regalo pesa quanto la sostanza, se non di più.
06:14Quindi la personalizzazione del packaging, la qualità dei materiali, la coerenza estetica con il brand,
06:21la lettera personalizzata e il design dell'esperienza.
06:26Sono tutti elementi che dicono al destinatario, ti ho dedicato attenzione, tu per me sei importante.
06:34E l'attenzione è la valuta oggi più scarsa e più preziosa nel business.
06:40Gran parte, oltre alla metà dei destinatari, in secondo le ricerche, aumenta il proprio coinvolgimento verso il brand
06:48quando riceve un regalo ben calibrato nei suoi confronti.
06:52Questo perché si sente riconosciuto e valorizzato.
06:57Nel segmento premium, che è un po' il nostro focus, la personalizzazione è un requisito minimo.
07:06Noi progettiamo Giftbox come un'estensione visiva ed emotiva del brand del cliente.
07:12Con un mix di prodotti selezionali, selezionati, perdonami, un design sartoriale ed un'esperienza
07:22che accompagna il destinatario dal primo tocco del packaging fino all'ultimo dettaglio interno.
07:30La sorpresa quindi non è un effetto estetico, ma una leva psicologica che amplifica il valore percepito.
07:37Grazie, sì, fa proprio da amplificatore, è chiarissimo.
07:41Non potevi spiegarlo meglio e se guardiamo al futuro ti chiedo come secondo te evolverà il gift marketing
07:50nei prossimi anni, anche in Italia abbiamo visto appunto che c'è questo gap da colmare
07:57tra altri paesi e il nostro e quindi secondo te anche quale opportunità rappresenterà e rappresenta
08:07appunto per le aziende che vogliono distinguersi davvero?
08:13A mio parere stiamo assistendo ad un passaggio quasi epocale, dal regalo come gesto simbolico
08:21al regalo come strumento di relazione misurabile.
08:26Il futuro è quindi il fatto di gifting programmato, personalizzato e perfettamente integrato
08:33con le strategie di customer care e marketing come retention e referral.
08:39Il regalo aziendale diventerà quindi sempre più un touch point di brand experience
08:45con delle metriche chiare, un tasso di riattivazione, di conversione e di passaparola.
08:51Per le aziende italiane quindi questa è un'opportunità enorme, distinguersi in un mercato
08:57dove la maggior parte dei competitor è ancora ferma ai cesti standardizzati e di circostanza
09:05verso chi quindi chi inizierà invece oggi a costruire un vantaggio competitivo
09:13che è difficilmente recuperabile.
09:17Grazie.
09:17Il gifting non è più una voce di budget da gestire, diventa un acceleratore relazionale.
09:28E quindi torniamo poi al concetto di investimento strategico anche proprio in termini di business
09:34e di affari. Grazie Giuseppe, grazie tantissimo per questo tuo intervento.
09:40Grazie a te, grazie a te, grazie a tutti.
09:42Grazie. E ora torna la nostra Silvia Alonso con la sua rubrica Orme di giallo.
09:48Ascoltiamola insieme.
09:58Tra i tanti fiori sicuramente uno dei più suggestivi è il Narciso.
10:02Il suo nome deriva dal inconfondibile, indimenticabile mito greco riportatoci anche da Ovidio nelle
10:09Metamorfosi e soprattutto è un fiore caratterizzato da questo profumo intenso e da una forma di
10:14stella che ha sempre fatto sognare gli uomini nel corso delle epoche.
10:19Particolare è il fatto che il Narciso si possa trovare anche in paesaggi marini, a ridosso
10:23del mare e, perché no, sulle rive di un lago. È proprio un Narciso di lago trovato in una
10:29misteriosa busta reperita post-mortem a introdurre il romanzo di cui voglio parlarvi oggi.
10:36Amici di Ipsofacto, benvenuti a una nuova puntata di Orme di giallo da Silvia Alonso.
10:42Pier Giorgio Pulisci, l'uomo dagli occhi tristi. Un vero capolavoro. Devo dire che in questo romanzo
10:48per giallo l'autore ha superato addirittura se stesso, già il livello era altissimo. È proprio
10:54da una storia che coinvolgerà la delicatezza di un fiore come il Narciso, in un gioco di specchi,
11:00proprio in questo gioco di specchi, in cui si ritrova un giovane ragazzo altrettanto bello
11:05come quello del mito greco e che si rivolge al lago per nascondere in esso il suo segreto.
11:11Torna di nuovo la Sardegna a farci sognare con i suoi paesaggi, ma anche con le sue numerose
11:16contraddizioni. Prima fa tutte l'investimento nell'eolico, l'investimento a tutti i costi
11:23in questa corrente green che non sempre trascina il meglio della politica italiana, anzi dietro
11:30a questa linea di riconversione al green spesso si nasconde la peggior feccia della politica
11:35non solo italiana ma internazionale, che va a braccetto molto spesso con le mafie locali.
11:41A combattere, a resistere, sono i più giovani, i più puri e per questo anche i più esposti.
11:48Ed è così che su un motoscafo di un lago interno della Sardegna, in un posto immaginario,
11:53l'Olgiastra, viene ritrovato il cadavere di un ragazzo di 17enne, travestito da donna,
12:00con uno staging marcatamente diretto a minacciare qualcosa e qualcuno, nell'umiliazione.
12:08Michelangelo, il nome di questo ragazzo, è omosessuale e nella vita è stato ossessionato
12:13dagli occhi tristi di un uomo misterioso, che lui ritraeva in tutte le forme, in tutti i colori
12:18nei suoi quadri, perché Michelangelo faceva l'artista.
12:21A risolvere il caso, le due eroine dei romanzi di Pulisci ritornano Eva Croce e soprattutto
12:28ritorna Mara Rice, la bionda e la rossa, le donne di Strega.
12:33Soprattutto Mara Rice veniva da Milano e si era fatta le ossa assistendo Strega, che era
12:39un bravissimo criminologo.
12:41La sua complice, la sua partner nell'indagine è la bella e seducente Eva.
12:45Ma le due donne, non solo solo delle bravissime, puliziotte incorruttibili e determinate, con
12:52molto coraggio, ad andare fino in fondo alla questione.
12:55Sono anche donne fragili, che nascondono delle verità, verità anche sentimentali, che qualcuno
13:00userà per dividerle, divide e timpera, mettendole conto.
13:06Un'indagine complessa e pericolosa, perché Rai, Se Croce si ritroveranno il muro di gomma,
13:11il solito muro di gomma, delle autorità e addirittura delle PM con cui devono collaborare.
13:18Perché si sa che dietro a un certo tipo di interessi legati al green, all'ecologico, all'eolico,
13:23c'è sempre e spesso la mafia.
13:25Nell'occhio del mirino il sindaco Enna, il classico padre di famiglia affidabile, dal
13:31bell'aspetto, fedele marito.
13:34All'apparenza Enna non ha niente da nascondere, anzi è adorato dai suoi concittadini.
13:40Ma è anche molto ambizioso e sembra disposto proprio a tutto, pur di scalare il vertice
13:47della politica.
13:48Rai e Deva Croce devono scendere all'inferno, devono affrontare il dolore di una madre, la
13:53madre di Michelangelo, distrutta da quello che è stato un atto che ha colpito la dignità
13:59del loro figlio.
14:00Non l'hanno solo ammazzato, l'hanno proprio umiliato.
14:03Devono affrontare i fantasmi del loro essere mamme, del loro essere diversamente fragili
14:09e devono soprattutto superare i dispetti e gli sgammetti che qualcuno sta tendendo loro
14:14per metterli in una trappola, proprio con la logica del divide e timpera.
14:18Che dire, questo romanzo è un vero capolavoro.
14:21Lo è dal punto di vista dell'impianto, della struttura della trama, dei colpi di scena,
14:26di come per Giorgio Pulisci riesce a padroneggiare tutti i tecnicismi di una storia dell'indagine,
14:33dell'indagine di polizia in ogni snodo e come funzionino certi meccanismi interni alla
14:39forza dell'ordine e rapporti con la magistratura.
14:43Ma soprattutto lo è anche dal punto di vista dei sentimenti che narra.
14:47I sentimenti di una madre che rimane senza il figlio, i sentimenti dei giovani idealisti
14:53vittime dei soliti poteri forti, i sentimenti di chi è diverso e di chi voglia vivere in
14:59maniera diversa la propria omosessualità e infine il sentimento dell'amicizia tra donne,
15:05tra le colleghe Rais e Croce, che devono poter scendere a patti col proprio angoglio
15:09e soprattutto con i propri drammi più profondi.
15:12La Sardegna di Pulisci è una Sardegna che ha mille volti in questo romanzo.
15:17È come una calda coperta che avvolge la narrazione.
15:20C'è la Sardegna lunare e lacustre e c'è la Sardegna marina e poi c'è la Sardegna
15:26dei fiori, rigogliosa, della primavera così forte che si respira.
15:32Una terra meravigliosa dalle mille contraddizioni.
15:36Allora non posso che consigliarvi da leggere anche per le vostre vacanze natalizie di Pier
15:42Giorgio Pulisci, l'uomo dagli occhi tristi e vi do appuntamento alla prossima puntata
15:46di Ormi di Giallo da Silvia Alonso.
15:50Grazie, grazie a Silvia Alonso e adesso parliamo di gentilezza in azienda.
16:03Diversi studi indicano infatti che comportarsi in modo gentile aiuta a stare bene e instaura
16:09un circolo virtuoso a favore delle relazioni sociali.
16:12Secondo quanto rilevato dall'esperienza di Telus Health, sul luogo di lavoro la gentilezza
16:18è una leva da non sottovalutare per il benessere individuale e anche per il clima organizzativo
16:23del team, ma anche perché può incidere su risultati professionali.
16:28Allora non ci resta che parlarne e fare il punto con la nostra prossima ospite Margherita
16:33Simonetti, consulting manager in Telus Health che ha individuato, pensate, cinque pratiche
16:39per introdurre comportamenti gentili nei contesti professionali.
16:43Le diamo il benvenuto Margherita, ciao, buongiorno, bentrovata.
16:47Buongiorno Francesca, bentrovata e grazie per l'invito.
16:51Ma grazie a te che guarda strano con gentilezza, insomma è subito accolto.
16:56Allora caliamoci nella gentilezza in ambito professionale, gentilezza e performance.
17:01Se partiamo da qui, se ti va Margherita insieme, spesso la gentilezza viene vista come un qualcosa
17:06che è un di più, non strettamente necessaria.
17:11Invece voglio chiederti in che modo la vostra esperienza in Telus Health ci dice che incide
17:17concretamente sui risultati professionali e anche addirittura appunto sulla produttività
17:21del team.
17:22Spiegaci.
17:25Allora intanto ti devo condividere che è davvero un piacere essere qui oggi e parlare di un tema
17:30a cui tengo davvero molto e ancora credo si parli troppo poco nei contesti di lavoro
17:35e non solo.
17:36Quindi davvero grazie di nuovo per questa opportunità e ne approfitto anche per salutare tutte le
17:41persone che ci stanno ascoltando.
17:43Venendo alla tua domanda, è vero, è molto vero, spesso la gentilezza nei contesti organizzativi
17:50viene percepita come un di più.
17:53Quello che cerchiamo di fare ogni giorno in Telus Health è proprio tentare di cambiare questa
17:58prospettiva, spostare la lente perché la gentilezza non è un extra ma è e può soprattutto
18:05diventare una leva concreta di performance e credo sia importante chiarire sin da subito
18:11che parlare di gentilezza al lavoro non significa parlare di cortesie, di cortesia, di buone
18:18maniere ma parliamo di una vera e propria competenza relazionale perché la gentilezza
18:24influenza è il modo in cui le persone collaborano, prendono decisioni, affrontano i problemi e
18:30perché no si muovono anche dentro reti di relazioni sempre più complessi come quelle
18:35organizzative.
18:36Dobbiamo anche tenere in considerazione che viviamo in un contesto che è segnato da ritmi
18:42frenetici, lo sappiamo benissimo, comunicazioni rapide, spesso anche poco attente all'ascolto,
18:48all'empatia e proprio per questo la gentilezza oggi diventa una risorsa ancora più necessaria
18:54perché è in grado di generare fiducia, coesione e qualità nelle relazioni di lavoro.
19:02Inoltre in TelloSelf lo osserviamo anche attraverso il nostro Mental Health Index che è una sorta
19:10di chiamiamolo termometro della salute mentale delle persone al lavoro che si muove su una scala
19:16da 0 a 100. Ecco in Italia pensate il punteggio oggi si aggira intorno al 57, il che significa
19:24che peraltro è uno dei livelli più bassi degli ultimi anni, questo che cosa ci indica?
19:29Ci indica che molte persone stanno lavorando in condizioni di stress, di affaticamento mentale
19:35e non a caso un lavoratore su tre ci dice che questo stato sta già incidendo sulla propria
19:42produttività. Ecco quindi in un contesto così la gentilezza diventa una vera e propria
19:48forma di prevenzione organizzativa, la vorrei proprio definire così, una modalità per prevenire
19:55perché come dicevo è in grado di ridurre gli attriti, migliorare la qualità delle relazioni
20:00e quindi conseguentemente come dicevi anche te in fase di apertura con la tua domanda
20:04avere un impatto sia sulla produttività e sia sulle performance.
20:08Grazie Margherita, prevenzione sicuramente è la parola giusta, parliamo di nudging, se
20:15vuoi anche dirci esattamente per chi non lo sapesse di che cosa si tratta, quali sono
20:19gli errori più comuni quando le aziende cercano di introdurre pratiche di nudging e come evitare
20:26che vengono percepite spesso quasi come forme di controllo mascherato?
20:33Allora intanto sì, per chi ci sta ascoltando e magari non ha mai sentito parlare di nudging
20:38è utile chiarire che il termine viene letteralmente tradotto come spinta gentile, che cosa significa?
20:46Nel lavoro indica dei piccoli accorgimenti che aiutano le persone a fare una scelta positiva
20:52senza però né obblighi né imposizioni, per rendere il concetto ancora più concreto
20:57magari possiamo fare un esempio, se come manager rendiamo più semplice per i nostri collaboratori
21:04chiedere supporto quando sono in difficoltà, magari creando degli spazi di scambio, di confronto
21:10più o meno formali, oppure se come manager favoriamo le pause e i momenti di recupero
21:16quando percepiamo del sovraccaico dai nostri collaboratori, stiamo facendo nudging, quindi
21:21stiamo accompagnando le persone verso dei comportamenti sani senza costringerle, un errore
21:28molto comune nel fare nudging è mandare dei messaggi contraddittori, per esempio riutilizzando
21:34un po' quello che ci dicevamo prima, diciamo che il recupero dell'energia è molto importante
21:39ma poi quando vediamo il team fermarsi per una pausa a caffè magari facciamo una battuta
21:45purché ironica che lascia intendere che non si sta lavorando abbastanza, ecco questi sono
21:50dei micro segnali che sembrano sciocchi ma contano veramente moltissimo perché spesso
21:55basta una battuta per veramente svuotare il messaggio, svuotare il messaggio e svuotare
22:02di senso quello che può essere un messaggio positivo. Un altro errore frequente che mi viene
22:07in mente è quello di nel fare nudging di scaricare tutta la responsabilità sull'individuo
22:14senza intervenire invece su quella che è l'organizzazione del lavoro a 360 gradi, quindi
22:20se per esempio chiediamo alle persone di adottare dei comportamenti più sani ma i carichi, le
22:26priorità, le aspettative restano invariate e invariati il nudging perde di credibilità
22:32ed è qui che si gioca il punto chiave perché il nudging non riguarda delle tecniche sofisticate
22:39ma richiede una coerenza quotidiana. Funziona quando rende facile fare la cosa giusta, la
22:46diciamo proprio semplicissimo, ti deve rendere facile fare la cosa più giusta e va sostenuto
22:52con dei comportamenti di chi guida il team, per quello che ti parlavo anche di manager. Quando
22:56le persone percepiscono l'allenamento tra messaggi, contesto, azioni, il nudging non
23:02rischia di sembrare, come dicevi tu prima, controllo ma diventa proprio uno strumento
23:08di fiducia. Chiarissimo, ti ringrazio tanto Margherita. Parlavamo un attimo prima dei
23:12conflitti, per un attimo le hai citati, ecco la comunicazione gentile nei conflitti, come
23:18fare a rimanere gentili anche nei momenti di forte pressione, scadenze stringenti e anche
23:26conflitti interni dicevamo. È dura, intanto mi sento di dire, però quello che mi viene
23:37da condividere è che nei conflitti la vera sfida non è quella di essere gentili, ma
23:42forse ancora prima quella di restare lucidi in qualche modo, perché sotto pressione il
23:47rischio è quello di reagire piuttosto che rispondere ed è lì che si decide l'esito di
23:54conflitto. La gentilezza in questi casi nasce proprio dalla capacità di regolare le proprie
24:00emozioni, quindi riconoscere che ci stiamo attivando, quindi riconoscere la nostra attivazione
24:07emotiva, fare un passo indietro perché no e scegliere consapevolmente, per questo dicevo
24:13rimanere lucidi, consapevolmente come comunicare senza andare in reazione. Ecco in queste situazioni
24:20essere gentili è importante sottolineare che non significa andare a smussare problemi
24:25o evitare un confronto, ma significa proprio tenere alta la qualità del confronto anche
24:32quando la tensione sale e vuol dire soprattutto spostare l'attenzione dalle persone ai temi,
24:40parlare di fatti, parlare di impatto, di quello che sta accadendo e usare un linguaggio che non
24:46sia né umiliante e che non vada a chiudere in qualche modo il dialogo con l'altro o con
24:52l'altra. Ecco quando questo accade la gentilezza diventa davvero una competenza strategica perché
24:58non elimina il conflitto ma lo rende gestibile e peraltro dobbiamo ulteriormente dire che lo
25:05sappiamo il conflitto è insito nelle relazioni, è ancora di più nei contesti organizzativi per
25:11loro natura. Quindi quello che mi sento di passare come messaggio è che agire con gentilezza
25:18è una scelta, è una scelta ed è la scelta che ci consente di gestire i conflitti che per
25:24loro natura esistono senza renderli distruttivi, ma anzi migliorarsi in questo senso.
25:31C'è quella frase che dice che oggi giorno essere gentili, la scelta di essere gentili è la più
25:36grossa forma di ribellione che possiamo mettere in pratica. Siamo quasi in chiusura, Margherita ci
25:41tenevo a chiederti e il fatto di chiedere aiuto, di saper chiedere aiuto affinché non venga più
25:48visto come un punto di debolezza, un segno appunto di inferiorità e di debolezza ma che diventi un
25:55qualcosa di naturale il reciproco aiuto, il supporto, il mutuo aiuto, il supporto reciproco, come fare
26:03nell'ambito lavorativo. Questo è un grande tema e qui mi sento di dire che il vero ostacolo è
26:09culturale prima di tutto perché ancora oggi chiedere aiuto è vissuto come un segno di fragilità,
26:16questo vale in generale nella nostra società ma a maggior ragione nei contesti di lavoro dove
26:21siamo peraltro costantemente valutati sulle performance, dobbiamo pensare che per molti
26:26anni il paradigma dominante è stato quello di una cultura della performance che in qualche
26:32modo ha premiato la resistenza, quindi la capacità di raggiungere tutto da soli, di non fermarsi, di
26:36non chiedere aiuto, è un modello che ha influenzato profondamente il modo in cui viviamo il lavoro e come
26:43tutti i cambiamenti culturali anche questo richiede del tempo. Scardinare questo paradigma e aprirsi a
26:49un approccio più accogliente, sostenibile e orientato alla persona piuttosto che esclusivamente alla
26:54performance non è immediato però è davvero mi sento di dire un passaggio necessario se vogliamo
27:00promuovere anche i contesti di lavoro che siano sani. Anche qui riuso il Mental Health Index di
27:08Tell Self che ci viene in aiuto e che lo conferma chiaramente perché pensate più della metà delle
27:14persone che hanno partecipato a questa ricerca teme conseguenze sulla carriera se ammette una
27:20difficoltà. Ecco questo che cosa ci dice? Ci dice che il problema non è individuale ma riguarda il
27:27contesto, riguarda la cultura e il timore che può derivare dall'ammettere fragilità o
27:33vulnerabilità. Quindi per costruire una cultura organizzativa capace di accogliere tutto quello
27:39che ci stiamo dicendo è secondo me fondamentale lavorare su più livelli, da un lato servono interventi
27:45di sensibilizzazione e canali di supporto e di segnalazione che siano realmente accessibili,
27:50dall'altro secondo me è essenziale il ruolo dei manager, dare il buon esempio.
27:57affinché la gentilezza diventi una pratica quotidiana, ne parlavamo prima di questo e non
28:02un valore solamente dichiarato. Margherita io ti ringrazio tanto, quando si parla di gentilezza
28:09io mi trovo sempre molto a mio agio, grazie nella quotidianità e quindi anche nel mondo
28:14di lavoro e quindi grazie per averci dato questi input di riflessione, un po' in tutti i ruoli
28:19perché è un lavoro sinergico quello che dobbiamo mettere in atto per cambiare il paradigma
28:23culturale. Grazie ancora Margherita Simonetti, grazie. Grazie. E ora invece appuntamento con
28:31una bella tisana inforcata nelle nostre mani, una tisana galda di questi tempi ci sta, alla
28:36nostra, diamo la linea, alla nostra Rosalia Messina, ascoltiamola.
28:41Bentornati a una tisana, un libro. Vi parlo stavolta di un romanzo breve dell'autrice
28:57francese Carol Fiv, Fino all'alba, pubblicato da Ein Audi nel 2020, traduttrice Margherita
29:06a botto. In questo romanzo breve si narra la depressione, lo sperdimento, si narrano le
29:15peripezie, possiamo dirlo, di una madre single, di una madre assolutamente sola, nel senso
29:23che vive a Lione che non è la sua città, è la città in cui si è trasferita con il
29:30suo compagno, nel momento in cui funzionava tutto, la relazione era stabile ed era fonte
29:37di gioia. Adesso si ritrova da sola con un bambino di due anni, che è un magnifico bambino,
29:44un bambino che non ha particolari problemi, cresce bene, ma è un bambino e assorbe tutte
29:51le energie che può assorbire dall'unica persona che si prende cura di lui. Trovare
29:57un nido non è semplice per una persona con pochi mezzi e anche quando il nido viene
30:04trovato all'altro capo della città, il tempo che la nostra madre single riesce a ricavarsi
30:14per lavorare non è molto e lei non ha un contratto, un reddito fisso, uno stipendio,
30:22è una freelance, è una grafica che un tempo è stata anche molto richiesta e che adesso
30:30perde terreno sempre di più perché non riesce a consegnare i lavori per tempo. Sempre più
30:37si impoverisce e sempre più la sua situazione si fa complicata, non riesce a pagare le bollette,
30:43non riesce a pagare l'affitto e però si sforza di farcela e vuole essere una buona madre,
30:54legge le fiabbe al suo bambino, passa con lui tutto il tempo che può, moltissimo tempo,
31:02se ne prende cura, lo porta ai giardinetti, cerca di essere rassicurante quando il bambino
31:08chiede del padre, di questo padre che si è perso, non se ne sa più nulla. La cosa che
31:16colpisce è che questa donna nonostante tutto mette in ogni momento il benessere del figlio
31:25al di sopra di ogni cosa, tranne per una valvola di sfogo che alla fine per non impazzire si deve
31:34creare e della quale non vi dico nulla. Vi invito soltanto quando leggerete questo libro,
31:44se lo leggerete, di non accodarvi alle madri giudicanti quelle che ce la fanno, quelle che
31:53dicono ma non ti sai organizzare oppure che rimproverano questa donna dicendole ma non te lo
32:01meriti un figlio se ti lamenti così tanto. Non siate giudicanti anche se è un libro, un romanzo
32:11in cui non predomina l'intreccio, non predominano i colpi di scena, con una prosa asciutta e scarna
32:19ci viene raccontato un percorso interiore interessante, ben descritto e probabilmente alla fine della lettura
32:30ci ritroveremo non giudicanti, resisteremo alla tentazione di sentirci migliori e magari proveremo
32:42per questa donna così sola nella cui vita familiare fa ogni tanto comparsa due o tre volte in tutto
32:51suo padre, un nonno che vorrebbe anche essere affettuoso ma è arcigno, severo, abituato all'educazione di una volta.
33:03Ecco, provare compassione per tutte le madri single, tutte le madri che non ce la fanno, comprensione e compassione,
33:13non giudizio. E a una prossima tisana se vorrete. Vi ricordo, Carol Fiv fino all'alba e in Audi 2020
33:25traduzione di Margherita Motto. Ciao!
33:28Grazie, grazie Rosalia Messina. E ora parliamo del Natale perché lo sappiamo è una festa che spesso è vissuta
33:45come l'occasione per fare stare insieme i legami familiari ma per le famiglie allargate può essere particolarmente sfidante.
33:53Allora ne parliamo con la dottoressa Giovanna Giacomini, pedagogista, formatrice, fondatrice di Scuole Felici e di EduWow.com.
34:02Giovanna, buongiorno, dottoressa, ben ritrovata!
34:06Buongiorno, buongiorno a tutti!
34:09Facciamo il punto su un tema che vede sempre più famiglie italiane, non solo appunto alle prese con queste nuove dinamiche di relazione e di famiglia.
34:18Parlavamo di famiglie allargate, le chiedo quindi quali siano le principali sfide che emergono appunto durante le feste
34:25e come possono genitori e nuovi partner affrontarle con serenità, ovviamente per il bene di tutti e soprattutto dei più piccoli.
34:33Grazie, grazie mille per questa domanda perché è veramente un tema molto sentito, più di quanto noi immaginiamo
34:40perché da sempre leghiamo il Natale alla festa degli effetti, della casa, tutti hanno voglia di godersi questa intimità familiare.
34:50Proprio per questo diciamo che nelle famiglie allargate diventa una sorta di cartina di tornasole,
34:57di quelle che possono essere anche dei momenti di criticità.
34:59Le domande sono sempre chi sta con chi, cosa succede se un genitore viene escluso da un momento importante,
35:05pensiamo per esempio alle recite, i momenti insomma con la scuola, dei bambini.
35:10Insomma queste domande sono reali anche per i bambini, non sono soltanto di natura logistica,
35:16ma sono proprio di natura emotiva, perché il bambino può sentire di dover dividere il proprio tempo,
35:23di dover scegliere, di dover far felice qualcuno.
35:27E questo è forse la prima cosa che dico ai genitori che vivono questa situazione.
35:34I bambini non dovrebbero sentirsi responsabili di quelli che sono gli equilibri emotivi degli adulti
35:40che stanno vivendo un momento di ricostruzione.
35:43Quindi il compito difficile sicuramente, però non impossibile,
35:49è quello degli adulti di assumersi proprio la responsabilità di creare una nuova armonia
35:54e ci sono sicuramente delle piccole strategie.
35:58Il punto più importante è creare alleanza educativa ed essere sempre molto molto chiari,
36:04mettendo un po' da parte le rivendicazioni reciproche.
36:08Anche perché i bambini non c'entrano nulla.
36:11Quanto è importante quindi secondo lei il ruolo di una comunicazione chiara,
36:16trasparente con i più piccoli, quando appunto si va a ricomporre un nucleo familiare?
36:22È fondamentale. Io direi che la comunicazione, il linguaggio è al primo posto,
36:29è la prima cosa su cui dobbiamo riflettere.
36:32La comunicazione chiara non significa raccontare i dettagli di quello che sta succedendo,
36:37ovviamente che appartengono al mondo degli adulti,
36:40però dire la verità in maniera adatta all'età usando delle parole autentiche, semplici.
36:45Faccio un esempio, un errore comune è anche quello di presentare i nuovi compagni,
36:53piuttosto che altri membri delle famiglie appunto allargate,
36:56cercando degli appellativi più strani possibile, lo zio, l'amico di famiglia.
37:01Ecco tutta questa situazione, usare questo tipo di linguaggio che non è vero, non è reale,
37:08crea molta confusione dei bambini.
37:10Quindi bambini, anche quando sono piccoli, in realtà sono bambini competenti,
37:14sono bambini che sono assolutamente in grado di capire,
37:18ed è la confusione che genera in loro invece disorientamento e magari anche qualche criticità.
37:26Quindi direi che il primo punto di partenza è utilizzare delle parole appropriate
37:31che descrivano le situazioni per quello che sono.
37:34Grazie dottoressa, e ripartendo da qui, che questo penso valga per ogni giorno e non solo per il 25 di dicembre,
37:42tornando quindi a concentrarci sul Natale,
37:46in una famiglia allargata, come questa festività può diventare invece un'occasione per rafforzare legami
37:53e magari non solo in termini di affettività, ma anche creando una sorta di nuovi rituali da mettere in pratica?
38:00Esatto, il segreto è proprio questo, dobbiamo un po' rinunciare alle nostre abitudini,
38:06perché molto spesso diciamo che i bambini hanno bisogno di ripercorrere lo stesso rituale,
38:12il Natale si faceva così, la vigilia in questo modo,
38:16ma in realtà forse siamo noi che siamo legati a quello spazio,
38:19bisogna creare degli spazi nuovi di creatività e di affettività,
38:23quindi nuovi rituali.
38:24Per esempio, quando si fa l'albero si può portare nella famiglia dell'ex compagno o dell'ex compagna
38:33quello che potrebbe essere una decorazione che appartiene a questa casa,
38:36quindi cercare un ponte, inventare un calendario dell'avvento misto invece che fare la gara,
38:42diciamo a chi dà magari il calendario dell'avvento più bello, più importante,
38:47invece crearlo su misura dove in ogni casella ci sia un'idea,
38:51un gioco, un'esperienza che può essere fatta in entrambe le situazioni,
38:56in entrambe le famiglie, in entrambe le case,
38:58per cui creare un coinvolgimento, un ponte invece che lasciare che sia tutto doppio
39:05in una famiglia o in un'altra, creare invece sempre connessione,
39:10questa è la parte più importante.
39:12Insomma, a me piace ricordare che noi viviamo in Italia,
39:15abbiamo una tradizione, anche se non siamo cattolici,
39:19ma esiste, è importante, culturale,
39:22Giuseppe non è il padre biologico di Gesù,
39:26ma è colui che ha scelto di esserci.
39:28E anche questa narrazione può essere di supporto e di aiuto,
39:32perché le storie sono molto efficaci per aiutare i bambini
39:36a dare un significato a queste situazioni di cambiamento.
39:41Beh, guardi, mi è piaciuto tantissimo questo parallelismo con la nostra religione,
39:45perché aiuta proprio, come dire, ad aprire la mente,
39:49a calarci in altri tempi e contesti lontani a livello storico da noi,
39:55ma che si ritrovano ciclicamente in quella che poi è l'attualità molto più frequente.
40:00Quindi grazie davvero per questo parallelismo interessante.
40:03Dottoressa, le avrei chiesto appunto quali strategie,
40:08quali scelte pedagogiche mettere in atto,
40:10ma mi sembra che mi abbia già abbondantemente risposto.
40:13Non so se voglia integrare, aggiungere qualcosa o no in merito.
40:18Beh, direi che sicuramente aggiungerei forse di rendere visibili le emozioni di bambini.
40:25I bambini hanno bisogno di sapere che è normale provare tristezza,
40:29ma anche gelosia, rabbia, anche quelle emozioni che ci spaventano.
40:32Non dobbiamo tacerle, dobbiamo legittimarle.
40:35Dire ai bambini, capisco che ti manchi la nostra casa come era prima,
40:39che tu sia arrabbiato, insomma, farli sentire al sicuro rispetto anche alle emozioni
40:45che sono normalissime in queste situazioni.
40:48Dottoressa, un'ultima domanda, guardiamo un attimo al futuro.
40:52Secondo lei quali cambiamenti normativi da una parte e culturali dall'altra
40:57sarebbero quindi necessari per riconoscere pienamente
41:01e sostenere tutte le forme di famiglia in Italia?
41:06A livello culturale abbiamo bisogno di cambiare la nostra narrazione
41:10che sicuramente storicamente ha messo al centro la famiglia naturale,
41:14però bisogna forse capire che in realtà non c'è un unico metro
41:18per misurare la famiglia e la felicità non sta in un unico tipo di famiglia.
41:24La famiglia è innanzitutto cura responsabilità e presenza,
41:28quindi vanno riconosciute anche queste figure sociali
41:32che ruotano intorno ai bambini, che possono essere appunto nuovi compagni,
41:38altri figli, eccetera.
41:39Bisogna riformulare anche tutta la parte della modulistica,
41:43includere la pluralità dei legami familiari,
41:46anche quando si manda banalmente un invito come scuola
41:50alla partecipazione, un evento scolastico,
41:53non per escludere i genitori e il loro ruolo importantissimo,
41:56ma per includere, per allargare, per ampliare.
42:00Insomma, l'amore può avere varie forme,
42:02e quindi credo sia importante ripartire anche qui dall'uso del linguaggio
42:07in una maniera più ampia e più inclusiva possibile.
42:11Grazie dottoressa, la ringrazio tantissimo.
42:15In effetti le sfumature lo vediamo anche negli esercizi di grammatica,
42:19di un tempo e che oggi sortiscono degli effetti
42:23che prima non vedevamo per quanto riguarda la distinzione di genere,
42:28genitore 1, genitore 2, i ruoli.
42:31La mamma stira, fa l'analisi logica e grammaticale,
42:34il papà va al lavoro.
42:36Quindi, insomma, ritornano poi anche parlando di relazioni
42:39e in questo caso nello specifico di famiglie allargate.
42:43Dottoressa, la ringrazio tantissimo per questo intervento.
42:46Buon lavoro.
42:47Grazie mille, auguri a tutti.
42:50Trettanto da parte nostra.
42:51Grazie ancora alla dottoressa Giovanna Giacomini.
42:54E ora in collegamento con l'ultima ospite di questa puntata
42:57abbiamo parlato in apertura di gift marketing esperenziale
43:01e non solo, anche di gentilezza sul posto di lavoro.
43:05Ecco, ora parliamo di eventi, di eventi, di progetti B2B
43:08con Adriana Riccio, project manager e key account manager di ANG Global Events.
43:15Adriana, ben trovata, buongiorno.
43:18Grazie, buongiorno a tutti.
43:20Allora, siamo in periodo di festività,
43:23quindi un periodo in cui sono particolarmente concentrati alcuni eventi,
43:28soprattutto se parliamo del corporate, ma non solo.
43:31Io volevo capire da te quali fossero gli elementi fondamentali
43:35per creare un evento, diciamo, sartoriale, costruito su misura
43:39che vada da una parte a rispecchiare perfettamente l'identità
43:43e dall'altra le esigenze di chi ve lo commissiona.
43:47Qual è il lavoro che ci sta dietro?
43:48Guardi, io lo dico sempre, per noi l'evento non è mai il punto di arrivo,
43:56ma direi il punto di partenza.
44:01Il vero lavoro inizia prima, quando ci sediamo e ascoltiamo, ascoltiamo davvero.
44:07Che si tratti di un'azienda, di un'organizzazione o di un congresso scientifico,
44:11perché noi siamo anche provider scientifico,
44:15la domanda che ci poniamo è sempre che cosa vuole veramente comunicare
44:20che ci commissiona all'evento.
44:23Nel caso dei congressi scientifici questa cosa è ancora più importante
44:27perché ci sono una serie, diciamo, di regole che vanno seguite,
44:32il rigore scientifico, i temi, insomma, che devono essere accreditati,
44:38e la responsabilità etica e allo stesso tempo la capacità di rendere questo messaggio
44:43fruibile ed efficace a tutti.
44:46Chiaro, è accessibile.
44:48Esatto.
44:49Non basta fare un congresso,
44:52dobbiamo creare anche il contesto in cui il congresso si possa sentire,
44:57diciamo, in qualche modo comodo
44:58e possa essere un messaggio che arrivi davvero,
45:03oltre ad avere, come dire, dare spazio ai nostri relatori
45:09e in termini proprio di ascolto e di efficacia del messaggio.
45:17Certo, chiarissimo.
45:19No, volevo dire solo questo,
45:20che arrivano anche relatori da tutto il mondo,
45:23secondo lo spessore, no?
45:25L'entità del congresso stesso,
45:28quindi accoglienza nei confronti, immagino, dei relatori,
45:30accessibilità nella comunicazione, nella fruizione
45:33e accoglienza anche nei confronti degli spettatori,
45:36della platea di pubblico che accorre lì.
45:38Quindi bisogna un po' pensare a tutto.
45:41E mi viene una curiosità,
45:42mentre ti ascoltavo,
45:44da una parte la logistica necessariamente,
45:46che deve essere ferrea,
45:48che deve pensare a ogni minimo dettaglio,
45:50ma dall'altra credo che sia un settore
45:51che comunque richieda creatività.
45:53E' effettivamente così?
45:55E se sì,
45:56come si conciliano i due aspetti
45:58affinché funzionino entrambi parallelamente?
46:03Allora,
46:04io sorrido sempre perché si pensa
46:06che la creatività sia una cosa anarchica
46:10e che l'organizzazione invece sia una cosa,
46:13diciamo, rigida.
46:15In realtà queste due cose,
46:16se non comunicano,
46:18non funziona.
46:19E in ANG Global Events,
46:23la creatività parte sempre,
46:25ovviamente,
46:26con i piedi per terra,
46:27perché abbiamo a che fare con budget,
46:30con obiettivi,
46:31con tempi,
46:32normative,
46:33soprattutto quando si trattano
46:35temi congressi scientifici.
46:38E anche lì noi ci chiediamo
46:40come possiamo rendere interessante,
46:43memorabile il nostro evento.
46:45e questo tipo di organizzazione
46:48è importante anche quando ci occupiamo
46:51di DMC,
46:53che sono degli eventi
46:55per le aziende
46:56in trasferta,
46:58sia appunto in Italia che all'estero.
47:00E lì sono previsti
47:01ritmi serrati,
47:04perché appunto ci sono i trasferimenti,
47:06le prenotazioni,
47:07è anche un evento
47:09all'interno dell'evento stesso.
47:12Le persone non si devono sentire
47:13costrette all'interno di un programma,
47:15ma devono anche in questo caso
47:17sentirsi contenti
47:18di partecipare
47:19a questo evento
47:22creato,
47:24posto dall'azienda.
47:25Quindi ecco,
47:25queste potrebbero essere
47:26le nostre difficoltà.
47:28Esatto,
47:29le difficoltà che immagino
47:30ci siano anche gli imprevisti,
47:32perché seppure uno lavori
47:35in maniera dettagliata,
47:37curata,
47:37attenta,
47:38professionale,
47:39però l'imprevisto
47:40anche solo banalmente
47:42il ritardo di un aereo
47:43per un relatore
47:44all'ultimo momento,
47:45sto immaginando,
47:47sto cercando di calarmi
47:48nella parte.
47:48praticamente cercando di essere
47:53dalla vostra parte.
47:54Ecco,
47:55ti chiedo Adriana,
47:56in quel caso c'è un evento
47:57che ci vuoi raccontare
47:58o che è stato particolarmente sfidante,
48:01dove avete affrontato
48:02e superato
48:03le avversità,
48:05le complessità,
48:05i classici imprevisti,
48:07ecco,
48:07si chiamano così del resto?
48:10Allora,
48:10io ne potrei raccontare tanti,
48:12soprattutto in ambito
48:13medico-scientifico,
48:14perché lì,
48:16come ti anticipavo,
48:19convivono tante cose,
48:20gli accreditamenti,
48:21insomma,
48:21persone di alto profilo
48:23e con mansioni quotidiane
48:26anche molto impegnative,
48:28quindi il ritardo,
48:30diciamo,
48:31è quasi la regola.
48:33Ma ce n'è uno di diverso
48:35che ti vorrei raccontare
48:36e mi è rimasto nel cuore
48:38ed è quello realizzato a Latina
48:40con il professor Roberto Cerchiara
48:42e coinvolgeva le donne
48:45che avevano subito il cancro
48:47alla mamma.
48:48L'idea era semplice,
48:49ma allo stesso tempo,
48:50insomma,
48:51aveva una componente
48:52di fragilità.
48:54Sulla carta era una giornata
48:56in spiaggia,
48:57per capirci,
48:58ma in realtà
49:01prevedeva che le persone
49:03salissero sul surf
49:05e facessero una serie
49:06di attività acquatiche,
49:07quindi avevamo a che fare
49:09con fragilità,
49:10dicevo,
49:10storie personali
49:12anche molto forti.
49:14Quindi la complessità
49:16non era tanto
49:16di natura tecnica
49:17quanto di natura emotiva
49:19e umana.
49:21Dovevamo creare
49:22un ambiente sicuro,
49:25rispettoso,
49:25dove le persone
49:26non si sentissero forzate
49:28a fare qualcosa,
49:30ma libere di provare,
49:31ma anche libere di fermarsi,
49:33insomma,
49:33se avessero mai sentito
49:35la necessità di farlo.
49:37In realtà lì è stato
49:37un successo,
49:39perché ci siamo
49:40veramente divertiti,
49:42abbiamo creato
49:42l'ambiente
49:43che era necessario creare
49:46ed è stata una giornata
49:47veramente all'insegna,
49:49mi sento di dire,
49:50quasi per qualcuna
49:51della rinascita,
49:52quindi,
49:53ecco,
49:53a questo punto
49:54per noi non è solo
49:56organizzare eventi,
49:58ma è realmente
49:58prendersi cura
49:59delle persone.
50:00e se lavori
50:02con sensibilità
50:03i progetti
50:05di solito
50:05hanno una riuscita
50:07migliore.
50:08Grazie,
50:09grazie Adriana,
50:10perché ci stai portando
50:11dentro a questo
50:11mondo
50:13che non è fatto
50:13appunto solo
50:14di luci,
50:17di locandine
50:18con nomi altisonanti,
50:19ma è fatto di persone
50:20soprattutto
50:21che ci stanno dietro
50:22e che partecipano
50:23e di storie
50:24da raccontare,
50:25storie da vivere.
50:28Mi hai fatto
50:28venire un'associazione
50:30di idee subito in mente
50:31parlando di cancro
50:32al seno,
50:32anche se io ricordo
50:33che ci sono anche
50:34purtroppo,
50:35è una malattia
50:35che colpisce anche
50:36gli uomini,
50:37anzi invito gli uomini
50:38a fare sempre prevenzione
50:39in questo senso,
50:40anche se è un'incidenza
50:41minore,
50:41ma proprio perché
50:42non se ne parla
50:43spesso si arriva
50:45troppo tardi,
50:47non si è tempestivi
50:48nelle diagnosi,
50:49per cui mi raccomando
50:50al sesso maschile
50:51controlli esattamente
50:53come noi siamo chiamate
50:54a fare
50:55e questo
50:56perdonami per la digressione,
50:57ma con la salute
50:58non ci si scherza
50:59e ci tenevo
50:59proprio stato un messaggio
51:00di pancia
51:01e scusami se ti ho rubato
51:02questi secondi Adriana,
51:04ma volevo chiederti,
51:05io so che la vostra realtà
51:06è prevalentemente,
51:09ha perlomeno
51:09una forte componente femminile,
51:11ecco,
51:12questo quanto influisce
51:13secondo te
51:14sul modo di organizzare
51:16e anche sullo stile
51:18degli eventi
51:19che realizzate?
51:20è vero,
51:21noi abbiamo una forte componente femminile
51:27e diciamo
51:28si dice
51:29il soft skill
51:30delle donne
51:31di solito
51:32è quella
51:32di una maggiore
51:33attenzione
51:34e più sensibilità
51:35anche alle relazioni,
51:36anche alle cose
51:37magari non dette
51:39ma che noi riusciamo
51:40in qualche modo
51:40ad intuire
51:42più
51:42di quelle che sono
51:44in grado di fare
51:44gli uomini
51:45hanno altre
51:46diciamo qualità
51:47ma è vero anche
51:48che il nostro amministratore delegato
51:50è un uomo
51:51ed è per noi
51:52una parte fondamentale
51:54porta
51:54un grande equilibrio
51:56ed è attivo
51:57nella nostra
51:58nella nostra
51:59ING
52:00e questo equilibrio
52:02devo dire
52:02che funziona molto
52:04quindi non ne farei
52:05più di tanto
52:05una questione di genere
52:06più una questione
52:08di attitudini
52:10e di visione
52:11insomma
52:12che viene
52:12in ogni caso
52:13condivisa
52:14e mi trovi
52:15perfettamente
52:17d'accordo
52:18infatti
52:18è bello
52:19quando si lavora
52:19in squadra
52:20quando si fanno
52:21distinzioni
52:21ti lascio
52:22finire Adriana
52:24no scusami
52:26volevo dirti
52:27che se dovessi
52:28pensare invece
52:29a delle caratteristiche
52:30che abbiamo
52:31che apportiamo
52:32tutti insieme
52:33sicuramente
52:34è il pragmatismo
52:35la creatività
52:36l'etica
52:38senza altro
52:39e
52:40l'orientamento
52:41all'obiettivo
52:42dopodiché
52:43a ruota
52:44ci giriamo
52:45queste caratteristiche
52:47ma direi
52:48che sono quelle
52:48che condividiamo
52:49tutti
52:49quindi
52:50questo mix
52:51riflette esattamente
52:52quello che siamo noi
52:53io ti ringrazio
52:55un'ultima domanda
52:56prima dei saluti
52:58finali
52:58dei ringraziamenti
53:00Adriana
53:00guardando al futuro
53:02è una domanda
53:03che ho fatto anche
53:03all'ospite di prima
53:04in altro ambito
53:05ma guardando
53:05al futuro
53:07quali tendenze
53:08quali innovazioni
53:09state incominciando
53:10a intravedere
53:11negli eventi
53:13aziendali
53:13istituzionali
53:14ma anche nei congressi
53:15medico scientifici
53:16di cui ci hai ampiamente
53:17parlato
53:18e come una realtà
53:19come la vostra
53:20deve in qualche modo
53:21rimodularsi
53:22per stare al passo
53:23ti confermo Francesca
53:27che le cose
53:28stanno cambiando
53:29anzi sono già cambiate
53:30e noi siamo cambiati
53:31con loro
53:32non ci si aspetta più
53:34degli eventi standard
53:35piuttosto
53:36vogliono
53:38dei congressi
53:41degli eventi
53:42più autentici
53:43che lasciano
53:44senz'altro
53:44qualcosa
53:46quindi esiste
53:47un prima
53:47un durante
53:48e un dopo
53:49la costruzione
53:50dell'evento
53:51del congresso
53:52quindi c'è
53:53un'integrazione
53:54dal punto di vista
53:55sia tra evento fisico
53:56ma anche di comunicazione
53:58che comunque
53:58è qualcosa
53:59che ha
53:59un contenuto
54:01che poi
54:01resta a memoria
54:02dato che
54:03abbiamo
54:04in questo momento
54:06delle community
54:07che passano
54:09attraverso
54:10quello che è
54:13la parte multimediale
54:15l'internet
54:16e tutta
54:16la comunicazione
54:17pertanto
54:18oggi non deve
54:19solo funzionare
54:21ma deve avere
54:22un senso
54:23e anche
54:23una continuità
54:24un ferruge
54:25che poi
54:25si possa ritrovare
54:26magari per gli eventi
54:27successivi
54:29grazie
54:30quindi
54:30insomma
54:31se dovessimo
54:31riassumere
54:32tre parole chiave
54:33autenticità
54:34continuità
54:35e tecnologia
54:36che anche in questo caso
54:38come dire
54:38sta entrando
54:39ed è già entrata
54:40nel vostro settore
54:41è stato un grande piacere
54:45ti ringrazio
54:46per essere
54:46stata con noi
54:47per aver chiuso
54:48anzi ti chiedo
54:49di associarti
54:49insieme a me
54:50per i ringraziamenti
54:51a chi ci ha guardato
54:53appuntamento
54:53la prossima settimana
54:54ovviamente
54:55alla regia
54:55a Dante
54:56grazie a tutti voi
54:58grazie agli ospiti
54:59e chiaramente
54:59a chi ha curato
55:00le rubriche
55:01grazie ancora
55:02e buon proseguimento
55:03di giornata a tutti
55:04grazie a tutti