00:00Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Come di consueto diventa una città praticamente impraticabile. Le strade presentano delle buche che sono piuttosto delle voragini, macchine ferme a bordo strada perché magari hanno squarciato le gomme, traffico ovviamente in tilt, allagamenti un po' ovunque in tutta la città, comprese anche scuole e strutture.
00:56Insomma viene un po' da chiedersi ma Roma, la capitale, le sa gestire le emergenze meteorologiche? Ce lo chiediamo ogni volta che accade perché chiaramente non è il primo episodio, ce lo si chiede ovviamente un po' ogni anno e si punta anche l'attenzione sulla cosiddetta prevenzione.
01:13Rimane però da chiedersi se Roma sia una città in cui si può prevenire effettivamente un'emergenza meteorologica.
01:20Noi ne parliamo con la dottoressa Simonetta Ceraudo, presidente dell'Ordine dei Geologi del Lazio. Buongiorno e ben trovata, grazie per essere con noi.
01:30Buongiorno e grazie a voi per l'invito.
01:32Grazie a lei dottoressa Ceraudo. Allora io vado diretta con la prima domanda, ma Roma le sa gestire le emergenze meteorologiche, emergenze di questo tipo?
01:41Perché insomma a guardarsi intorno si direbbe di no.
01:43Allora diciamo che le emergenze sappiamo che sia Roma che l'Italia in realtà ha una gestione molto efficace, siamo forse i primi in Europa o al mondo che in fase emergenziale ha una protezione civile che interviene ed è sempre sempre assolutamente presente e l'emergenza la sa gestire perfettamente.
02:07Quello che ci dobbiamo chiedere è se a monte il discorso di una prevenzione e pianificazione è attualmente adeguata e si è aggiornata con quelli che sono gli eventi per come avvengono oggi.
02:21Abbiamo visto che gli eventi meteorologici purtroppo si infittiscono e hanno una frequenza forse anche dilatata nel tempo ma si concentrano poi in poche giornate dell'anno con una quantità di pioggia che obiettivamente negli ultimi anni è diventata particolarmente intensa.
02:41E quindi abbiamo gli strumenti anche per gestire questi eventi che ci sembra di capire sono diventati più intensi negli anni, complice anche un po' al cambiamento climatico immagino.
02:51Allora gli eventi sono assolutamente diventati più frequenti e noi purtroppo abbiamo delle città che sono state strutturate e organizzate negli anni, nel tempo, la loro espansione con una logica, una pianificazione che forse probabilmente non ipotizzava questa variazione del clima.
03:11E quindi ci sarebbe da fare un discorso un pochettino a monte di riorganizzazione e rivalutazione. Va cambiato il modello di città.
03:19Le nostre sono delle città asfalto, lo possiamo dire a tutti gli effetti. Alcuni quartieri di Roma sono praticamente impermeabilizzati quasi per l'80% della loro superficie.
03:29E va da sé che un'acqua che scorre in maniera abbondante, se non trova spazi in cui infiltrarsi, spazi in cui diminuire la propria velocità e la propria azione, da qualche parte deve sfociare, sfocia con alluvioni e aree di allagamento.
03:47Abbiamo due tipi di allagamento a Roma. Uno lo si può concentrare per quello che è un avione di tipo, diciamo, idrografico, idrologico, legato ai corsi d'acqua, principali e secondari, che sono presenti.
04:00E le altre sono allagamenti di origine pluviale, cioè quest'acqua che corre in maniera abbondante e che non ha spazi appunto dove andare ad infiltrarsi.
04:08Abbiamo troppe superfici impermeabilizzate. Dicevo che bisognerebbe cambiare un pochettino il modello di città.
04:16Esatto, in che modo? Non è facile, no? Penso.
04:19Non è assolutamente facile. Allora, abbiamo due tipi di attività che andrebbero fatte. Uno sono delle azioni strutturali sulle città.
04:30Il modello che dobbiamo in qualche modo percorrere è quello della città spugna, cioè andare a deimpermeabilizzare quelle superfici che oggi purtroppo non permettono all'acqua di infiltrarsi.
04:41Quindi laddove andiamo a fare delle attività, dei lavori, piuttosto che proseguire con interventi e manutenzione che però tendono a riasfaltare le nostre aree,
04:51dobbiamo in qualche modo, di volta in volta, non sarà un processo semplice, evidente, però di volta in volta queste superfici dovrebbero permettere che diventino viceversa impermeabili,
05:02per permettere all'acqua di infiltrarsi. E ci sono degli esempi anche a livello europeo.
05:08Copenaghen sta provando in qualche modo a perseguire questo modello.
05:15Dovremmo necessariamente farlo, perché quelli che sono gli eventi meteoclimatici purtroppo non è che andranno a diminuire,
05:23anzi forse andranno anche ad intensificarsi.
05:26E questo può costituire un rischio? Cioè se non si adotta questa strategia che lei ci ha adesso descritto, c'è un rischio per una città come Roma?
05:37Il rischio è un rischio importante, anche perché se noi andiamo a vedere gli ultimi rapporti di Ispra, il consumo di suolo, soprattutto su Roma,
05:45Roma forse è al primo, se non al primo, al secondo posto come consumo di suolo tra le grandi città.
05:51Questo che significa? Significa che noi, anno dopo anno, invece che arrivare a quello che dovrebbe essere un obiettivo,
05:58dettato anche dall'agenda 2030, di consumo suolo zero, cioè se io vado a consumare del nuovo suolo, quindi lo vado a impermeabilizzare,
06:07dovrei parallelamente andare a de-impermeabilizzare del suolo per arrivare a questo bilancio zero sostanzialmente.
06:15Invece Roma purtroppo a ogni rapporto si presenta nelle primissime posizioni e questo consumo di suolo non si arresta.
06:24Nell'ultimo rapporto Ispra è stato valutato che Roma ha consumato circa 50 ettari di nuovo suolo, sarebbe corrispondente a circa 50 campi di calcio.
06:35Se noi continuiamo ad impermeabilizzare, anche se gli eventi atmosferici dovessero rimanere quelli che sono,
06:40va da sé che il problema comunque aumenta, aumenta perché noi non permettiamo all'acqua di trovare delle aree di sbocco.
06:48Poi l'anomalia è che ci sono alcuni municipi in particolare dove, pur essendoci delle aree già riconosciute come critiche,
06:57anche in questi municipi si consigliano a consumare suolo anche nelle aree critiche.
07:01Questa è un'anomalia importante che riguarda Roma, ma riguarda anche un pochettino tutto il Lazio.
07:05Cioè andiamo a costruire e a rimpermeabilizzare zone già in qualche modo identificate come aree a rischio.
07:13Ci sono aree che hanno delle condizioni ancora più critiche rispetto a Roma, lei ha parlato del territorio,
07:19quindi non guardiamo solo la capitale, guardiamo anche un po' le province.
07:23Insomma ci sono situazioni anche più critiche? O meno?
07:26Diciamo che un pochettino il territorio laziale purtroppo, come sappiamo, non se la passa bene.
07:37No, non se la passa bene.
07:38Sempre il rapporto Ispia ci dice che il 94% dei comuni del Lazio hanno aree sottoposte a dissesto idrogeologico.
07:46Quindi c'è bisogno di una seconda parte di intervento.
07:49Prima parlavo di interventi strutturali come quello che può essere una programmazione verso le città spugna,
07:55ma va fatta anche una programmazione non strutturale, cioè una pianificazione corretta.
08:01Dobbiamo andare con una progettazione che ci porti ad avere delle città più vivibili,
08:06dove andiamo a ricreare quelle aree rinaturalizzate che sarebbero importanti anche per i corsi d'acqua.
08:11Anche da quel punto di vista, dal punto di vista strutturale, dovremmo rivedere,
08:15ristudiare i nostri bacini idrografici per cercare di rinaturalizzare delle aree che invece anche in quel caso
08:22sono state sottoposte a argini troppo rigidi e anche quello non permette all'acqua di avere delle aree di espansione
08:29che sarebbe importante invece permettere di avere, soprattutto a monte delle grandi città.
08:34Perché se noi permettiamo all'acqua, per quanto riguarda i corsi d'acqua, di espandersi in aree di espansione,
08:40in aree golenali e di ridurre un pochettino la sua potenza prima di entrare nelle città,
08:47quando poi le attraversano ovviamente saranno meno dirompenti.
08:51Posso chiederle, alla luce di tutto ciò, ovviamente ad occuparsi di tutta questa situazione
08:57dovrebbero essere ovviamente le amministrazioni.
08:59Cioè, secondo lei, una scarsa attenzione da parte loro nei confronti del territorio, dell'ambiente,
09:05un po' di tutto ciò che li circonda?
09:07Voglio pensare anche che magari hanno a che fare con la tavica carenza di fondi, eccetera,
09:13ma in linea generale c'è una scarsa attenzione verso il tema?
09:17Allora, le dico che paradossalmente non c'è carenza di fondi,
09:22perché i contributi che sono stati dati, parlo per esempio di Regione Lazio,
09:26sia dal Ministero dell'Ambiente, dal Ministero degli Intendi, dalla stessa protezione civile,
09:30per operare su quelli che sono la messa in sicurezza, di aree in dissesto,
09:37parlo anche delle frane, oltre che delle aree allunionali,
09:41ne sono stati dati tanti.
09:44Quello che c'è, secondo me, un pochettino di carenza,
09:47è anche un investimento in termini di capitale umano.
09:50Purtroppo, dal punto di vista delle professioni tecniche,
09:54riscontriamo una criticità.
09:57Pochissimi sono i geologi che sono all'interno degli uffici tecnici,
10:00pochissimi geologi all'interno delle pubbliche amministrazioni.
10:04E questo comporta ovviamente che c'è un'attenzione diversa al territorio,
10:07mettiamola così, perché ovviamente la professione tecnica del geologo
10:11ha un'attenzione che è preventiva,
10:15cioè è uno studio che deve essere fatto prima della realizzazione delle opere.
10:18Se io quello studio non lo acquisisco in maniera approfondita,
10:23faccio le mie opere, magari però senza quell'attenzione che andrebbe data.
10:28E questo ha comportato anche un problema nei confronti dei ragazzi.
10:33Noi abbiamo misurato un po' un disinteresse nei confronti delle professioni tecniche,
10:39e in particolare della geologia.
10:41Probabilmente se andiamo a chiedere a un ragazzo di una scuola superiore
10:44che cosa fa un geologo, nemmeno lo sa.
10:46E va da sé che se il ragazzo non sa che cosa fa, quanto è importante la geologia,
10:50non gli viene in mente di iscriversi.
10:52Perché dovrebbe essere invogliato, certo, certo.
10:54Invece noi abbiamo registrato un'assoluta carenza di iscrizioni
10:58nei corsi di laurea di geologia, e questo è un grande problema
11:01per quello che sarà anche il futuro della nostra società, del nostro territorio.
11:05Infatti, anche perché se stiamo affrontando ora gli effetti del cambiamento climatico,
11:10ovviamente la figura del geologo sarà fondamentale in un futuro.
11:14Invece purtroppo si va verso strade forse più facili,
11:17dottoressa Ceraudo, voglio pensare così, purtroppo.
11:20Io la ringrazio davvero di cuore per essere stata in nostra compagnia,
11:23averci aiutato a fare un po' di chiarezza.
11:25Grazie davvero.
11:27Grazie a voi.
11:28Non solo Roma.
11:32Le notizie dalla Regione, con Elisa Mariani.