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  • 2 giorni fa
Roma, 7 gen. (askanews) - "L'ammodernamento delle Forze armate è destinato ad accelerare, in linea con i parametri Nato. Non è realistico pensare che alcuni Paesi europei possano investire cifre molto elevate nella difesa mentre l'Italia, che affronta esigenze non minori, resti indietro". Lo ha detto l'Onorevole Stefano Maullu (FdI), componente della Commissione Difesa della Camera, intervenendo a Largo Chigi, il format di Urania TV. Maullu sottolinea che "l'Italia può competere sul piano industriale, a partire da Leonardo, un grande gruppo in grado di interfacciarsi con il mercato statunitense". Tuttavia, aggiunge, "serve un quadro strategico il più possibile dettagliato sugli scenari da affrontare, in una fase in cui i conflitti combinano modelli tradizionali e tecnologie avanzate, come nel caso dei droni". Sulla postura internazionale, Maullu chiarisce che "l'Italia mantiene un approccio distinto: svolge attività di peacekeeping e addestramento delle forze locali, senza prevedere l'invio di truppe. La nostra attenzione resta concentrata sul Nord Africa e sul Medio Oriente, anche attraverso il Piano Mattei, con un'impostazione diversa rispetto ad altri Paesi europei". Secondo Maullu, "gli investimenti in difesa devono inserirsi in una strategia volta a creare standard uniformi funzionali alla deterrenza. Alla luce di questi fattori - conclude - e considerando l'età media delle Forze armate, sarà necessario rafforzare gli arruolamenti, puntando su qualità, formazione e sviluppo delle forze di riserva, affinché il personale sia in grado di utilizzare i nuovi strumenti e i nuovi sistemi d'arma".

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Trascrizione
00:00Intanto io credo che vadano di visita i teatri ucraini dal resto dei nostri interventi.
00:06Noi facciamo azioni di peacekeeping in contesti dove la tradizionale capacità di mediazione nazionale
00:13viene esaltata al massimo e facciamo addestramento prevalentemente delle truppe locali
00:19e lo facciamo con grande attenzione.
00:23L'Ucraina credo che sia un teatro particolarissimo.
00:26Dalla riunione dei volenterosi abbiamo visto che, ad esempio, Francia e Inghilterra
00:32creeranno degli hub militari veri e propri, quindi non si tratta di un'azione di peacekeeping.
00:37Peraltro, adesso non vorrei tornare agli accordi di Minsk, ma mi pare che sono gli stessi soggetti
00:43che governavano questi accordi che avevano già una presenza all'interno del contesto ucraino.
00:47Quindi la nostra posizione è ovviamente diversa e giustamente il Presidente del Consiglio
00:54ha continuato a riaffermare una posizione alternativa dell'Italia che non prevedeva l'invio delle truppe.
01:01Quindi noi continueremo a fare esattamente quello che per noi è strategico,
01:05quindi il Nord Africa senza opere di dubbio, il Medio Oriente altrettanto,
01:09tutte le zone dove poi possiamo lavorare anche con azioni strategiche.
01:14Grazie.
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