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  • 6 days ago
“Studio Echo presentato a ultimo congresso Ash ha dimostrato a 50 mesi superiorità trattamento sperimentale con Acalabrutinib in termini si sopravvivenza libera da malattia e che terapia combinata con questo farmaco a partire dalla prima linea riduce del 24% rischio che paziente faccia terapia di terza linea. Nello studio Traverse, i cui risultati parziali sono stati anch’essi presentata all’Ash. Ha dimostrato che anche in pazienti con mutazione di TP53, che si associa a cattiva prognosi dopo chemio-immuno terapia standard, pari a circa il 20% dei pazienti al momento della diagnosi, si è avuto un tasso di remissione completa, sovrapponibile ai pazienti senza questa mutazione.   

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00:00Il linfoma mantellare è un tipo di linfoma non Hodgkin bilinfocitario quindi un linfoma una
00:11sindrome linfoproliferativa che colpisce linfociti B maturi ed è un linfoma che è tipico dell'adulto
00:19anziano con un'età media di incidenza insomma intorno ai 70 anni anche se in certi casi può
00:28colpire anche persone più giovani. È un linfoma che si manifesta come tutti i linfomi con
00:35ingradimento dimensionale dei linfonodi per cui uno si può accorgere di avere un linfonodo ingrossato
00:40che si palpa specialmente se il linfonodo è superficiale ma può coinvolgere anche il
00:45midollo osseo dando talvolta sindrome leucemica quindi linfociti B circolanti nel sangue periferico e organi
00:54di vario tipo tra cui in prima istanza il tratto gastrointestinale infatti è molto facile ritrovarlo
00:59anche sia nell'intestino che nello stomaco con esami istologici fatti in corso di endoscopia. È un
01:06linfoma che si cura tradizionalmente con un approccio di tipo chemoimmunoterapico è un linfoma che fino ad
01:13oggi è stato poco curabile nel senso che era facile indurre remissioni complete ma spesso queste
01:18remissioni complete non duravano e una storia naturale di malattia caratterizzata da molteplici
01:23recidive. Gli infoi mantellari possono essere distinti come scur di rischio a seconda di alcuni
01:31fattori in primis una rate di proliferazione cellulare aumentato presenza di mutazioni di
01:39ip53 che è un gene molto importante che regola la risposta ai farmaci e chemioterapici in particolare
01:44e anche alcune varietà istologiche particolari come la varietà empleomorfa o la varietà
01:51blastoide che si associano a cattiva proniosi. All'ultimo ASH sono stati appunto presentati
01:57risultati preliminari dello studio ECO che è uno studio di fase 3 randomizzato che confrontava
02:05una terapia standard nel paziente con età maggiore o uguale a 65 anni e questa terapia standard
02:12consiste in un'immunoterapia con rituxima associata a un chemioterapico bendamustina. Questo standard
02:18veniva confrontato con lo stesso backbone quindi rituxima bendamustina associata a un inibitore
02:24di BTK che è una kinasi attiva nell'infoma mantellare bruton tyrosine kinase è una kinasi
02:30essenziale per la proliferazione cellulare dell'infoma mantellare e questo inibitore di BTK è per
02:35esattezza acalabrutinib quindi una terapia combinata con acalabrutinib verso la stessa terapia
02:41senza acalabrutinib. Questi risultati sono risultati importanti perché con un follow
02:47up che è arrivato a circa 50 mesi hanno confermato la superiorità del trattamento sperimentale
02:53con acalabrutinib in termini di progression free survival e hanno evidenziato un altro
02:58dato molto importante ovvero che la terapia combinata con acalabrutinib a partire dalla
03:03prima linea riduce di circa il 24 per cento il rischio che il paziente faccia poi una terapia
03:11di terza linea come a dire che c'è un impatto tangibile sulla storia naturale di questa malattia
03:17e questi dati confermano insomma il vantaggio che si ha nell'abbinare fin dalla prima linea
03:25di terapia l'inibitore di BTK perché questo studio prevedeva un crossover ovvero i pazienti
03:30che non facevano acalabrutinib quindi randomizzati al braccio di terapia standard potevano riceverlo
03:35alla progressione e questi dati ci dicono che invece farlo fin dall'inizio comporta un vantaggio
03:42anche poi uno si tira dietro nel lungo termine quindi come riduzione del rischio di dover fare
03:47almeno tre linee di trattamento. All'ultimo ASH sono stati presentati anche risultati preliminari
03:53dello studio Traverse che è uno studio di fase 2 che ha analizzato una corte di pazienti
03:59non precedentemente trattati quindi alla diagnosi sottoposti a un regime di terapia completamente
04:05chemo free quindi una prima fase di induzione composta da tre farmaci rituximab acalabrutinib
04:14inibitore di BTK associato a inibitore di BCL2 venetoclax e alla fine di questa fase di induzione
04:21in presenza di malattia minima residua negativa quindi di remissione completa senza malattia
04:26minima residua i pazienti erano randomizzati a osservazione oppure a proseguire il solo
04:33acalabrutinib. Nello studio Traverse circa il 20% dei pazienti presentavano alla diagnosi
04:39una mutazione del gene TP53 che come sappiamo si associa a una cattiva prognosi dopo chemoimmunoterapia
04:45standard ebbene con questo regime di terapia questi pazienti hanno avuto un tasso di remissioni
04:51complete assolutamente sovrapponibile a quello dei pazienti senza mutazione di P53.
04:56Ben poi in primario di questo studio era la tasso di remissioni complete con malattia minima
05:03residua negativa e ha dato risultati assolutamente promettenti con un overall response rate superiore
05:11al 90%. Risultati molto preliminari in quanto la grande maggioranza dei pazienti erano ancora
05:18durante il trattamento di induzione al momento dell'analisi ma più del 50% di remissioni complete
05:24praticamente tutte emardine negative. Solo 12 pazienti al momento dell'analisi avevano completato
05:30tutta la fase di induzione tutti e 12 in remissione completa emardine negativa.
05:35Quindi questi dati indicano che questo tipo di trattamento quindi ripeto abbinamento di immunoterapia
05:40con rituximab, BTK inibitor, Acalabrutinib, Bicel2 inibitor, Venetoclax può essere estremamente
05:46efficace anche in pazienti che fino ad oggi sono stati classificati come aprognosi cattiva a seguito di
05:53trattamenti standard. Quindi questi dati ci dicono che la terapia chemo free nel linfoma mantellare è
06:00fattibile sicuramente è il futuro e veramente ci auguriamo che questo tipo di terapia sia presto
06:09disponibile per tutti questi pazienti perché attualmente vengono ancora trattati con la chemoimmunoterapia.
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