Benessere degli animali e protezione della fauna selvatica: le norme dell'UE
Scopri cosa sta facendo l'UE per proteggere gli animali domestici, selvatici, da allevamento e da laboratorio e quali nuove norme sono in cantiere.
Gli standard dell'UE per il benessere degli animali sono tra i più rigorosi al mondo e l'obbligo di prestare attenzione a questo aspetto è sancito dai trattati.
L'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti [...]
Le norme dell'UE si ispirano alle "cinque libertà", ossia gli standard internazionali per il benessere degli animali tenuti sotto controllo umano:
- libertà dalla fame, dalla malnutrizione e dalla sete;
- libertà dalla paura e dalla sofferenza;
- libertà dal disagio fisico e termico;
- libertà dal dolore, dalle ferite e dalle malattie e
- libertà di esprimere il proprio normale comportamento.
Benessere degli animali da compagnia
Grazie al passaporto europeo per animali da compagnia, cani, gatti e furetti possono attraversare in sicurezza le frontiere dei paesi dell'UE. Questo certificato sanitario è, con alcune eccezioni, l'unico requisito per viaggiare liberamente all'interno dell'Unione con i propri animali domestici.
Nuove norme contro il maltrattamento di cani e gatti
Per proteggere i nostri amici a quattro zampe, nel 2008 l'UE ha vietato il commercio di pellicce di cane e gatto.
Più di recente, per prevenire gli atti di crudeltà nei confronti di questi animali, nell'aprile 2026 il Parlamento europeo ha approvato la prima legislazione dell'UE che stabilisce standard per l'allevamento, l'alloggiamento, la tracciabilità, l'importazione e la gestione di cani e gatti. L'obiettivo è garantire il benessere degli animali da compagnia vietando le pratiche dannose e contrastando il commercio illegale.
Alcune di queste norme entreranno in vigore a partire dalla metà del 2028, altre negli anni successivi.
Benessere degli animali da allevamento
Le prime norme dell'UE a tutela degli animali da allevamento risalgono agli anni '80 e sono state elaborate sulla base della Convenzione europea sulla protezione degli animali negli allevamenti del 1978.
La direttiva del 1998 riguardante la protezione degli animali negli allevamenti ha definito standard generali per la protezione di tutti gli animali allevati per la produzione di alimenti, lana, pelle e pellicce o per altri scopi agricoli.
La legislazione dell'UE stabilisce inoltre condizioni per lo stordimento e la macellazione e per l'allevamento di determinate categorie di animali, quali vitelli, suini e galline ovaiole.
In programma: nuove norme e divieto dell'allevamento in gabbia
Poiché alcune di queste norme risalgono ormai a più di vent'anni fa, la Commissione europea sta preparando un aggiornamento della legislazione sul benessere di determinate specie da allevamento. La proposta è attesa entro la fine del 2026 e si è già tenuta una consultazione pubblica al riguardo.
Tra le misure previste rientra il divieto dell'allevamento in gabbia in tutta l'UE, risultato dell'iniziativa dei cittadini europei del 2021 intitolata "End the cage age" (Basta animali in gabbia).
Trasporto degli animali
L'attuale legislazione dell'UE sulla protezione e il benessere degli animali durante il trasporto è stata approvata nel 2004. Da allora, il Parlamento europeo ne ha chiesto un aggiornamento nel 2019 e nel 2022.
Tra i miglioramenti proposti figurano:
- un'applicazione più efficace della legislazione;
- l'imposizione di sanzioni ai paesi dell'UE che non la attuano correttamente;
- l'introduzione di misure per garantire che le importazioni rispettino le norme dell'UE;
- la riduzione dei tempi di viaggio e
- l'accorciamento delle catene di approvvigionamento, al fine di incoraggiare il trasporto di carne anziché di animali vivi.
Per rispondere a queste preoccupazioni, nel 2023 la Commissione europea ha presentato una nuova proposta, che deve ancora essere approvata.
Sperimentazione animale
L'UE dispone di un quadro giuridico che disciplina l'uso degli animali per scopi di ricerca, come lo sviluppo di nuovi medicinali, gli studi fisiologici e la sperimentazione di additivi alimentari e sostanze chimiche.
La legislazione si basa su tre principi:
- la sostituzione, ossia la promozione dell'uso di metodi alternativi;
- la riduzione, ossia il tentativo di utilizzare un numero minore di animali, e
- il perfezionamento, ossia la riduzione al minimo di dolore e sofferenza.
L'UE vieta la sperimentazione dei cosmetici sugli animali e la commercializzazione dei prodotti così ottenuti, tranne nei casi in cui occorre valutare l'esposizione dei lavoratori e i rischi ambientali e non sono disponibili metodi alternativi. Nel 2018 il Parlamento ha chiesto di estendere questo divieto a livello globale.
Ultimi sviluppi sulla sperimentazione animale
A seguito dell'iniziativa dei cittadini europei del 2021 intitolata "Salvare i cosmetici cruelty-free: impegnarsi per un'Europa senza sperimentazione animale", il 1º giugno 2026 la Commissione ha adottato una tabella di marcia per l'eliminazione graduale della sperimentazione animale nelle valutazioni della sicurezza chimica
Protezione della fauna selvatica
La legislazione dell'UE protegge gli animali selvatici e i loro habitat e disciplina la caccia, il commercio e gli zoo.
Protezione delle specie a rischio, degli habitat naturali e della biodiversità
La direttiva Uccelli del 2009 protegge le 500 diverse specie di uccelli selvatici autoctoni dell'UE.
La direttiva Habitat del 1992, invece, si concentra sulla conservazione delle specie animali rare, minacciate ed endemiche e dei loro habitat caratteristici.
Questa direttiva è stata modificata nel 2025 per cambiare lo status del lupo da "rigorosamente protetto" a "protetto", concedendo così ai paesi una maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni di lupi in crescita, pur mantenendo lo stato di conservazione della specie a un livello soddisfacente.
L'iniziativa dell'UE a favore degli impollinatori, lanciata per la prima volta nel 2018 e rivista nel 2023, mira a contrastare il declino degli insetti impollinatori selvatici, in particolare le api. Questa iniziativa è parte della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e in linea con il regolamento sul ripristino della natura del 2024, che impone a tutti i paesi dell'UE di adoperarsi per ripristinare gli habitat naturali.
L'UE intende inoltre contrastare la perdita di foreste a livello globale, che rappresenta una minaccia per l'habitat di molte specie. Nel 2023 il Parlamento ha approvato nuove norme che obbligano le imprese a verificare che i prodotti venduti sul mercato europeo non abbiano contribuito alla deforestazione o al degrado forestale in nessuna parte del mondo.
Regolamentazione della caccia e del commercio di specie selvatiche
Nelle acque dell'UE è vietato catturare e uccidere balene e delfini. Inoltre, l'Unione si è sempre schierata a favore della piena attuazione della moratoria sulla caccia alle balene a fini commerciali, in vigore dal 1986.
La legislazione dell'UE vieta anche il commercio di prodotti derivati dalla foca.
Parallelamente, disciplina i metodi di cattura: vieta l'uso di tagliole per intrappolare gli animali selvatici e stabilisce norme volte a evitare loro sofferenze inutili.
L'UE attua, e persino rafforza, le disposizioni della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES) attraverso le sue norme sul commercio di specie selvatiche, concepite per garantire che la sopravvivenza di questi animali e di queste piante non venga minacciata.
Zoo
Le norme dell'UE sugli animali selvatici negli zoo mirano a rafforzare il ruolo di questi luoghi nella conservazione della biodiversità e a stabilire standard per la protezione degli animali, anche per quanto riguarda la loro sistemazione.