I primi due mesi di quest'anno sono trascorsi, purtroppo, tra malanni più o meno gravi dell'entourage familiare.
La cosa che mi ha stressato enormemente, ma davvero davvero, è stata la lamentela continua e il report quotidiano di tutti i sintomi, gli acciacchi e le disperazioni varie cui ero sottoposta; una sorta di tiro incrociato da diversi fronti, con me al centro.
Magari ogni tanto alla domanda "oggi come va?" si potrebbe rispondere in maniera vaga, tipo "un po' meglio..." oppure "un po' peggio..." e invece NO!
"Prontievvia" con l'elenco di tutti i sintomi, sotto-sintomi, trascrizione letterale dei colloqui con i medici, analisi effettuate e da effettuare, medicinali assunti e da assumere, effetti collaterali dei farmaci e analisi logica e grammaticale del bugiardino.
Ovviamente quando ho fatto presente che da circa due mesi non sentivo altro che lamentele la reazione è stata vagamente risentita.
Ok!
Quindi ricapitolando: loro si possono lamentare ma io non mi posso lamentare delle loro lamentele altrimenti si offendono.
A posto, ora lo so!