E' quello che ripeto all'ansia che in questi giorni cerca di farsi largo a gomitate.
Sono impegnata a schivare le notizie inutilmente allarmistiche mentre insieme con tutta la famiglia cerchiamo di adattarci alle indicazioni necessarie a contenere il contagio anche se non siamo in zona rossa.
Anche qui palestre chiuse, scuole chiuse, si cerca di stare in casa ed evitare luoghi affollati.
Si rinuncia agli incontri con gli amici e si evita di andare dalle nonne.
L'inizio di questo post l'avevo scritto lunedì pomeriggio, prima che l'intero territorio nazionale diventasse zona protetta, prima che le restrizioni diventassero ancora più restrittive, prima che prendessi l'abitudine della tisanina rilassante della sera altrimenti col cavolo che riesco ad addormentarmi.
L'ansia oramai mi si è appollaiata sulla spalla e lì vive tranquilla (l'ansia non è ansiosa).
Siamo tutti in casa a studiare e lavorare on line, anche il bello ha rinunciato a percorrere le poche centinaia di metri che lo separano dall'ufficio.
La convivenza è abbastanza serena, ogni tanto c'è qualche scatto di nervi ma niente di tragico.
I ragazzi si sono adattati abbastanza bene alle restrizioni e alla clausura, almeno per questa prima settimana, tra allenamenti fitness casalinghi (per lui) e immancabile beauty routine (per lei), incursioni estemporanee tra forno e fornelli, maratone di serie tv su Netflix, lezioni on line e lauree di amici in streaming le loro giornate trascorrono abbastanza agevolmente.
Marito (un po' germofobico ma si sta rassegnando) passa la mattina e gran parte del pomeriggio tra telefonate, conference call, telefonate, discussioni su whatsapp e telefonate; il salotto è la sua base operativa e il balcone la zona telefonate.
Non ho ancora capito se si è reso conto che, con il silenzio di questi giorni, le voci si sentono a grande distanza e che tutto il vicinato è al corrente dei suoi affari.
La città è silenziosa in maniera inusuale considerato che viviamo a pochi metri da una delle strade centrali.
Questo silenzio mi destabilizza, non capisco "ad orecchio" se le finestre di casa sono aperte o chiuse e sono costretta a guardare l'orologio per sapere che ora sia, io che con inquietante approssimazione riuscivo a capirlo, di giorno e di notte, basandomi sui rumori provenienti dalla strada.
Mi ero ripromessa di dedicare ai miei hobby quelli che vedevo come giorni di noia: ricamo, uncinetto, lettura, serie tv… invece sbrigo il lavoro d'ufficio, cerco di mantenere la casa più in ordine e pulita del solito, ne approfitto per fare un tantino di decluttering ogni giorno, e poi lava, stira, cucina, telefonate e video chiamate con madre (che già non usciva da 15 giorni perché era stata raffreddata) e con fratello (dalle sue parti la clausura è iniziata una settimana prima) per sentirci più vicini, messaggi nelle varie chat di gruppo per tenerci un po' su anche se siamo distanti.
Insomma mi ritrovo a sera che sono talmente stanca che non riesco a far altro che spalmarmi sul divano e fingere di guardare la tv mentre con un occhio già dormo.
Da un lato è una cosa positiva perché le giornate trascorrono abbastanza in fretta, dall'altro un po' meno: il pensiero che domani e domani ancora, fino al 3 aprile se tutto va bene, saranno uguali ad oggi mi butta giù.
Cerco di affrontare un giorno per volta, di tenermi in contatto con le amiche, alcune hanno seri problemi di salute resi ancora più problematici dall'emergenza sanitaria in corso, altre hanno figlie e figli "bloccati fuori" alcuni anche all'estero.
C'è un sottile filo di solidarietà che corre tra di noi, parole taciute per non aggravare ulteriormente il peso dell'anima, battute per alleggerire la tensione, consigli per affrontare momenti di sconforto ma ci siamo le une per le altre in maniera discreta e costante, pronte a condividere le buone notizie, che in questi giorni sono merce rara, per farci forza a vicenda.
Di questa prima settimana di clausura voglio salvare questo strano silenzio, la forza della solidarietà femminile, la gioia suscitata dal messaggio vocale di un'amica che annuncia che della sua leucemia non resta traccia =)
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| foto presa dal web |